Battleaxe - Power From The Universe - 30th Anniversary Edition (reissue)

Copertina 7

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2014
Durata:52 min.
Etichetta:SPV/Steamhammer Records

Tracklist

  1. CHOPPER ATTACK
  2. METAL ROCK
  3. LICENCE TO ROCK
  4. FORTUNE LADY
  5. SHOUT IT OUT
  6. OVER THE TOP
  7. POWER FROM THE UNIVERSE
  8. MAKE IT IN AMERICA
  9. KILLER WOMAN (BONUS TRACK)
  10. RADIO THUNDER (BONUS TRACK)
  11. MY LOVE`S ON FIRE (BONUS TRACK)
  12. LOVE SICK MAN (BONUS TRACK)

Line up

  • Dave King: vocals
  • Brian Smith: bass
  • Steve Hardy: guitars
  • Ian McCormack: drums

Voto medio utenti

Per quanto corredato di una copertina tanto sgraziata quanto infantile "Burn this Town", opera prima dei Battleaxe, aveva garantito il corretto apporto quotidiano di un sano e robusto Heavy Metal, giustificando le attenzioni poi rivolte alla formazione inglese che l'anno successivo (e siamo nel 1984) aveva replicato con "Power from the Universe", un disco più potente nel titolo - e forse nelle intenzioni - che nei fatti, e che a trentanni dalla sua uscita viene rispolverato e arricchito di quattro bonus tracks, dalla Steamhammer,

"Chopper Attack" è comunque un'opener che procede tout court lungo il discorso musicale perseguito nell'album d'esordio, priestiana tanto nel DNA quanto nell'anima, poi i suoni iniziano a spostarsi sul versante più Hard Rock già a partire da una debole "Metal Rock" o dalla più robusta (un mix di Twisted Sister e AC/DC) "Licence to Rock, per non tacere dell'ancor più orecchiabile "Fortune Lady", tra Def Leppard e Saxon, che ha comunque dalla sua una fantastica accelerazione finale grazie soprattutto a Steve Hardy, per un vincente degno del miglior Djokovic.
"Shout It Out", anche nel titolo, riconferma pulsazioni alla AC/DC, ma da qui in avanti i Battleaxe tornano momentaneamente a giocare più duro con "Over the Top" (ehm… and the Saxon played on) e soprattutto con la titletrack, prima di un repentino cambio di atmosfera con la rockeggiante "Make It in America" che sfila via facendo l'occhiolino ai Kiss ed ai Van Halen, dove seppur con qualche piccolo affanno regge anche l'ugola ruvida di Dave King .

Nessuna sorpresa con i quattro brani aggiuntivi e risalenti alla seconda metà degli anni '80, tre dei quali già riproposti in seguito sul MLP "Nightmare Zone" e con la sola "Love Sick Man" rimasta sinora inedita, una canzone che conferma le tentazioni a stelle e strisce cui erano stati esposti i Battleaxe, e che li spinsero a prendere le distanze dalle sonorità maggiormente ancorate alla N.W.O.B.H.M. dell'esordio. Un album che ancora oggi continuo a preferire al suo successore.


I keep running - running out of time...





You want it all, but you can't read it
It's in your face, but you can't read it
What is it? It's it
What is it? ... it's the review
Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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