Copertina 8

Info

Past
Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:1983
Durata:40 min.
Etichetta:MCA

Tracklist

  1. MAKIN' MUSIC
  2. OUT OF PHASE
  3. THE KINGMAKER
  4. ONE MORE NIGHT
  5. TO THE DEVIL HIS DUE
  6. KNIGHT OF THE SWORDS
  7. ISHMAEL
  8. I NEED YOUR LOVE
  9. CANTERBURY

Line up

  • Sean Harris: vocals
  • Brian Tatler: guitarrs
  • Colin Kimberley: bass
  • Duncan Scott: drums

Voto medio utenti

I Diamond Head sono stati una delle punte di diamante della scena NWOBHM, ed hanno esercitato una grossa influenza sul metal a venire, a cominciare dai Metallica, in particolare Lars Ulrich, il quale ha più volte dichiarato che tra le maggiori influenze c'è proprio Lightning To The Nations ed Am I Evil, coverizzata appunto dai Metallica, passa per essere una delle canzoni più incisive di heavy metal mai composte, secondo il parere dei metalheads della prima ora.

Per cui fa particolarmente piacere constatare che i Diamond Head si destreggino bene anche ai giorni nostri, come testimoniano i buoni The Coffin Train o Diamond Head. "Lightning To The Nations" viene rilasciato nel 1980 dall'etichetta del gruppo come test-pressing, poi successivamente ristampato illegalmente dalla Woolfe Records. Dopo l'ep Diamond Lights viene offerto ai Diamond Head un contratto con la MCA per la quale incidono un altro EP omonimo (noto anche come Four Cuts). Quindi arriva il secondo album vero e proprio nell'82, Borrowed Time, album nettamente più melodico del precedente e vicino anche a certe cose hard rock di matrice zeppeliniana.

Successivamente nel 1983 questo Canterbury, disco unico e irripetibile, in cui il bassista Colin Kimberly ed il batterista Duncan Scott vengono sostituiti rispettivamente dall'ex Streetfighter Mervin Goldworthy (poi nei Samson e FM) e da Robbie France. Scelta coraggiosa si diceva per Canterbury, da cui scaturisce un sound unico e riconoscibilissimo. L'album ha in alcuni punti un'intelaiatura folk su matrice hard rock e, per questo, può rimandare al III Zeppelin, con le dovute proporzioni, in versione più elettrica e aggiornata agli anni ottanta. Irrompe Makin' Music ed è subito magia, una canzone elettrica, con un coro di facile presa e con chitarre ben in risalto, bissata dall'anthemica e saltellante Out Of Phase, e si tratta delle cose più americaneggianti del disco.
The Kingmaker è una composizione epica e misteriosa, mentre To The Devil His Due è avvolta dell'atmospheric power, ancora una volta giocata sulla rotta del dirigibile in salsa celtica. One More Night rallenta la presa e si torna su lidi più airplay. Il pezzo più strano è Ishmael, arrangiata con toni arabeggianti, ma come detto in precedenza questo è un album anche 'etnico' e 'medioevaleggiante' come suggerisce il titolo, e comunque il principale modello di riferimento rimangono gli Zeppelin.

La title track chiude l'album in un clima pomposo. Canterbury nel complesso non è un album di facile assimilazione, visto le mille sfaccettature, ma una volta fatto potrebbe regalarvi sensazioni uniche e lontane dal già sentito.

Recensione a cura di Fabio Zampolini

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 25 ott 2014 alle 15:18

Un ottima recensione per un gruppo in realtà esageratamente sopravvalutato postumo. Non discuto sull'importanza e influenza che hanno avuto sul nostro amato genere come stile (vedi Metallica, soprattutto col primo album), ma come spesso succede si tende a sovrapporre il fatto che uno sia stato il primo a proporre qualcosa e il fatto che sia stato il migliore. Ripeto, influenti ma con songwriting tra il sufficiente e il discreto, tranne 2/3 pezzi ad album. Ovviamente IMO Allora simo, in parte ti do' ragione, quando dici che i Diamond Head a livello di importanza storica hanno un peso notevolissimo, perche' in Inghilterra grazie proprio ad un album come Lightning To The Nations, hanno per primi imposto certe sonorita', ma quel disco li', in mia opinione non mi regge il confronto con altri album simbolo di quel movimento come "Iron Maiden", "Angel Witch", "Wheels of Steel" , e via dicendo. Di fatto loro sono stati gli iniziatori di un qualcosa di cui non erano i migliori. Subito dopo quegli inizi hanno cominciato a trasformare il loro sound diventando a tutti gli effetti dei Led Zeppelin, piu' raffinati e cromati. Guarda che al tempo venivano realmente considerati gli eredi della band di Page e Plant. Questo percorso e' gia' evidente con il bellissimo Borrowed Time e diventa puro con Il capolavoro Canterbury. Ovviamente non sono d'accordo con te sul discorso qualita', almeno per quanto riguarda Canterbury😉 Un piccolo consiglio, se volete dare una vera opportunita' a questo disco, non lo ascoltate su youtube, spotify, et similia, non lo scaricate nemmeno, cercatelo, spendeteci dei soldi, mettetelo in un impianto stereo che sia accettabile, e poi fatemi sapere. Ciao.

Inserito il 25 ott 2014 alle 13:12

Un ottima recensione per un gruppo in realtà esageratamente sopravvalutato postumo. Non discuto sull'importanza e influenza che hanno avuto sul nostro amato genere come stile (vedi Metallica, soprattutto col primo album), ma come spesso succede si tende a sovrapporre il fatto che uno sia stato il primo a proporre qualcosa e il fatto che sia stato il migliore. Ripeto, influenti ma con songwriting tra il sufficiente e il discreto, tranne 2/3 pezzi ad album. Ovviamente IMO

Inserito il 24 ott 2014 alle 15:47

sì ma perchè è sotto il genere heavy metal? Non lo è mica secondo me..brano preferito mio è TO THE DEVIL HIS DUE,mi ricorda pure un po' Hysteria dei DL; bravo HurricanePooolimaaaarrr! Credo che la questione del genere nasca dal fatto che i Diamond Head sono a tutti gli effetti una band Heavy Metal (sono tra i fondatori della NWOBHM), anche se in questo specialissimo disco in effetti suonano un hard rock raffinatissimo dalle tinte molto oscure.

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