Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2013
Durata:42 min.
Etichetta:Pure Steel Records

Tracklist

  1. INTRO
  2. …AND SO IT BEGINS
  3. PROPHECY
  4. IN THE TRACE OF THE WARHEAD
  5. DYSTOPIA ARISE
  6. INCOMING
  7. 50 MEGATONS LATER
  8. AFTER THE DISASTER
  9. UNHOLY GROUNDS
  10. INVASION
  11. A WORLD GONE DEAD
  12. DAY AFTER DOOMSDAY
  13. LET THE 1ST BOMB FALL

Line up

  • Andreas Tomte: vocals, bass
  • Kalle “Charles” Sundin: guitars
  • Martin “Metal” Svensson: drums

Voto medio utenti

Devono esserseli ascoltati davvero bene i Sodom questi Invasion… E se apro la recensione in questo modo, potete già capire come le cose per loro non volgano esattamente per il meglio… Nati nel 2006 e con un paio di demo alle spalle, gli svedesi arrivano finalmente alla coronazione del sogno e firmano un contratto con la Pure Steel Records per la pubblicazione del tanto agognato debut album. In pieno periodo thrash revial (che, diciamola tutta, sta durando decisamente più del previsto rispetto ad altre mode passeggere susseguitesi negli scorsi lustri… sintomo della supremazia del thrash rispetto al resto, o mancanza di idee perfino nel copiare?? Ai posteri l’ardua sentenza…), è estremamente facile imbattersi in band che cercano, anima e corpo, di riproporre quelle sonorità ormai andate. Come ho già detto altre volte, però, non è tutto oro ciò che luccica, e quindi bisogna discernere bene per evitare di imbattersi in mere copie carbone… Nel caso degli Invasion la verità sta nel mezzo, come spesso accade, nel senso che questo loro debut album non è di certo un capolavoro, le influenze della band di Angelripper, unite a qualche sferzata svedese in stile Carnal Forge, sono fin troppo evidenti, però non è neanche da buttare, visto che è estremamente ben prodotto, con tutti i suoni ben bilanciati, e visto che i nostri tutto sommato ci sanno davvero fare. Diciamo che potreste approcciarvi al disco se volete massacrare le vostre povere orecchie a suon di thrash metal teutonico per una mezz’oretta abbondante, ma niente più… Se siete alla ricerca di novità o riff memorabili, rivolgete pure le vostre attenzioni altrove. Tutto sommato, però, c’è da sottolineare la buona prova dei nostri, soprattutto del drummer Martin “Metal” Svennson, un vero polipo dietro le pelli, mentre la prova del singer Andreas Tomte appare alla lunga un po’ monocorde, anche se tagliente e incisiva come un album del genere richiede. Insomma, se il nostro thrash trio svedese oltre a focalizzare le proprie forze solo sull’assalto nudo e crudo si fosse preoccupato un minimo anche di valorizzare meglio i riff o qualche linea vocale, il risultato sarebbe stato decisamente migliore. Un disco per thrash maniacs che non cercano altro che del sano e genuino headbangers… Se oltre questo cercate anche un minimo di sapienza compositiva, come detto non posso fare altro che intimarvi a cercare nel carniere delle grandi band del passato, che rispetto ai proseliti hanno sempre quel quid in più che fa la differenza…
Recensione a cura di Roberto Alfieri

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.