Copertina 7

Info

Anno di uscita:2012
Durata:43 min.
Etichetta:logic(il)logic Records
Distribuzione:Andromeda Dischi

Tracklist

  1. SERPENT SKIN
  2. THE PESSIMIST
  3. PERVERT PRIEST
  4. DARK TORMENT
  5. BACKDRAFT
  6. BLACK UNDERGROUND
  7. ANCIENT STRENGTH
  8. HIDDEN DEPRAVITY
  9. TO NERVE ONESELF
  10. UNDER THE LAW

Line up

  • Francesco Morgese: vocals
  • Francis Farinola: guitars
  • Fab Chiarazzo: bass
  • Ruggiero Ricco: drums

Voto medio utenti

Il monicker non sarà esattamente una sciccheria, ma anche la cruda denominazione collettiva scelta dai Cancrena è utile per comprendere la loro musica: un processo di necrosi sonora che decompone i tratti caratteristici del thrash-metal, dell’hardcore autoctono e dell’heavy rock sudista, ottenendo un ibrido di grande impatto e violenza, eppure non completamente incompatibile con una necessaria dotazione melodica.
Ovviamente la parte del leone la fanno i riffs compatti e spezza-collo, il groove feroce e un drumming muscoloso e infaticabile, ma i barlettani evitano di ripetere in maniera eccessivamente ossessiva tale canovaccio espressivo, riuscendo a mutuare le prerogative dei loro numi tutelari (Testament, Exodus e primi Metallica, assieme a Sepultura, Pantera, Crowbar e qualcosina dei Voivod, direi …) ed inserirle in un contesto sonico sufficientemente variegato, in cui la brutalità è solo l’aspetto più evidente di un approccio piuttosto “maturo” alla materia.
Forti di una produzione chirurgica, i brani di “Hidden depravity” esplodono con intensità inaudita, abilmente pilotati dalla spietata laringe di Francesco Morgese (un vero screamer di razza, dotato di un’efficace gamma vocale), in un programma che ha in “Serpent skin”, “Pervert priest”, “Dark torment”, “Ancient strength” e nella torbida “Under the law” i suoi momenti maggiormente coinvolgenti, e in cui, in mezzo a tanta aggressività trova spazio anche una “To nerve oneself”, brano strumentale dalle notevoli suggestioni malinconiche, a sottolineare l’approccio “aperto” (un aspetto da coltivare ulteriormente, a mio parere …) dei nostri pugliesi, certamente monolitici e tuttavia non fastidiosamente monotematici.
Acquisto consigliato a chi apprezza i suoni incendiari della Bay Area e che si entusiasma di fronte ad una loro riproposizione southern-esque priva di nostalgie caricaturali o di modernismi snaturanti … la prova dei Cancrena è fresca e naturalmente “devota” e vi garantirà una prepotente carica sensoriale.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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