Copertina 6

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2012
Durata:31 min.
Etichetta:Soulseller Records

Tracklist

  1. CATATONIC RITES
  2. SHALLOW BREATH
  3. FEAST OF ATONEMENT
  4. THE OBSCURITY WITHIN...
  5. DEAD AND COLD
  6. INFERNAL BLASPHEMIES
  7. ANXIETY
  8. ETERNAL BLISS
  9. MENTALLY DERANGED
  10. SOUL ENTRRAPMENT

Line up

  • Michel Jonker: all instruments, vocals

Voto medio utenti

Il fenomeno revival, inizialmente partito dal thrash metal, si sta espandendo a macchia d'olio ed ha finito per contgiare anche il nostro caro ed amatissimo death metal: sono molte le band che negli ultimi mesi sono uscite dalle loro cantine per riproporre il sound morboso tanto caro a Nihilist, Dismember, Autopsy e via discorrendo. Già dal logo "scippato" ai defunti Dismember, appare evidente che gli olandesi Entrapment fanno parte di questo calderone, anche se dietro a questo monicker si cela il solo Michel Jonker che in questo "The Obscurity Within" si è occupato di tutti gli strumenti e del cantato: a dispetto del logo, va segnalato tuttavia che gli Entrapment propongono un death metal nettamente più vicino agli Autopsy di Chris Reifert (come bene esemplifica la titletrack), con parti grezze e veloci, decisamente scevre da ogni tipo di raffinatezza musicale, e gli immancabili rallentamenti, talvolta sottolineati da assoli sgraziati e tutti imperniati sull'uso della leva del tremolo. Se da un lato è apprezzabile l'impegno e certamente la passione che Jonker ha profuso in questo progetto, dall'altro bisogna fare i conti con una proposta musicale in primis assai derivativa (ma questo è l'ultimo dei problemi) ed in secundis non sufficientemente convincente nè ficcante: i pezzi in sè infatti non lasciano molto di sè dopo il loro passaggio, penalizzati forse da un songwriting ancora da affinare e perfezionare. Sicuramente i death freaks più ortodossi ed intransigenti troveranno "The Obscurity Within" interessante, ma il rischio per gli Entrapment è che la sempre crescente e spietata concorrenza in ambito death revival (mi vengono in mente i Morbus Chron, che pur muovendosi nei medesimi territori musicali sono decisamente superiori) li tenga relegati in un angolino nel buio.
Come diceva una nota pubblicità...for fanatics only!
Recensione a cura di Michele ’Coroner’ Segata

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