Copertina 7

Info

Genere:Prog Rock
Anno di uscita:2011
Durata:68 min.
Etichetta:ProgRock Records

Tracklist

  1. MEMORY REMAINS
  2. ACHROMATIZE
  3. TERMINAL
  4. PALE BLUE DOT
  5. ALREADY, NOT YET
  6. BURIED IN TIME
  7. HYPOSTATIC UNION
  8. PARALLEL SIGNALS

Line up

  • Derek Barber: vocals, keyboards, guitars
  • Richard Shukin: guitars
  • Davis Friesen: bass
  • Tyler Friesen: drums
  • Esther Barber: vocals

Voto medio utenti

Accostati dalla stampa specializzata (e, in parte, pure dalla loro etichetta, cfr. il flier promozionale del disco …) ai primi Porcupine Tree, ai Riverside, ai Pain Of Salvation e agli Anathema, con un artwork di copertina piuttosto suggestivo, i Greylevel e il loro secondo full-length arrivano al piatto del mio fedele lettore Cd con un carico sicuramente significativo di aspettative, e un’importante forma di rassicurazione arriva fin dalla prima attenta audizione dell’opera: i canadesi propongono una tipologia di emulazione assai più avanzata ed evoluta delle copie di bassa lega, limitandosi ad una sorta di condivisione filosofico-artistica degli autorevoli modelli, evitando la contemplazione semplicistica del loro nobile modus-operandi.
Subito dopo, però, affiorano anche alcune piccole remore, che riferiscono di un contesto di modern prog-rock atmosferico e meditativo, ricco di malinconici chiaroscuri e cesellato di cangianti riflessi emotivi, purtroppo, però, non particolarmente dinamico e articolato nelle modalità compositive, incapaci di variare efficacemente nelle loro configurazioni espressive, finendo per limitare, sulla lunga distanza, i benefici sensoriali procurati da tanta sensibilità.
Dettagli che non inficiano in maniera inesorabile il giudizio ampiamente positivo su un gruppo di notevole valore e che tuttavia vedrebbe accrescere di gran lunga le sue quotazioni se solo riuscisse a rendere un po’ meno lineari e omogenee le sue composizioni, scongiurando quel vago senso di verbosità e ripetitività che oggi trapela dall’imponente durata di questo interessante lavoro.
Dopo aver manifestato le perplessità di chi crede fermamente nella possibilità che i Greylevel arrivino abbastanza presto a fornire un contributo sostanziale alla causa progressiva internazionale, non posso esimermi dal segnalare “Achromatize”, “Terminal”, “Pale blue dot” e “Hypostatic union” (probabilmente il momento più riuscito dell’intero programma) come i titoli che meglio concentrano e propagano le brillanti doti creativo-empatiche possedute dalla band, manifestate attraverso una densa fibra interiore promotrice di panorami rarefatti che conducono a trasporto e rapimento emozionali.
Riservare l’ascolto di “Hypostatic union” ai momenti più intimi e riflessivi della sua vita, è quindi il consiglio che mi sento di dare al potenziale fruitore di un prodotto certamente ancora imperfetto e dispersivo e tuttavia già parecchio fascinoso e coinvolgente.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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