Copertina 5,5

Info

Anno di uscita:2011
Durata:non disponibile
Etichetta:Mindsnap Music

Tracklist

  1. GOD LIKE FEELING
  2. SWALLOW, CHEW, SPIT
  3. THIS IS WHAT I'M DYING FOR
  4. WILL TO FIGHT
  5. SICK IN THE HEAD
  6. YOU GRACIOUS FUCK
  7. ALL THE WORLD IS WAITING
  8. RAT
  9. THE MESSAGE YOU'RE MISSING
  10. TMI
  11. THE WORDS I CANNOT FIND
  12. CAN'T FIND A SCAPEGOAT?
  13. THE WATCHERS
  14. THE PRELUDE
  15. THE LAST PARADE

Line up

  • Joey Lee Morbidelli: vocals
  • Ceschi Ramos: vocals
  • Opus: drums
  • Mike Modeste: bass
  • Ross Ragusa: guitars

Voto medio utenti

Heavy metal, punk/hardcore, thrash e metalcore: la proposta dei Dead By Wednesday contiene tutto questo. Detto così può anche sembrare piacevole, in realtà ci troviamo di fronte a un disco abbastanza povero di idee e poco allettante. Un album che stenta a decollare anche dopo parecchi ascolti.

Vediamo però di approfondire quello che non funziona. Partiamo dalla voce, un growl/scream che spesso appare ostentato e poco naturale. Nelle parti pulite, invece, si avvicina pericolosamente al punk più ubriacone, stentando persino a trovare la tonalità. In secondo luogo, i riff, a volte davvero troppo sempliciotti, altre volte semplicemente banali e in ogni caso mai in grado di far sobbalzare l’ascoltatore, che di melodie così ne ha sicuramente sentite a bizzeffe da 20 anni a questa parte. Unite queste due pecche ad un songwriting piatto e ad una chiara mancanza di personalità e otterrete tutto quello che The Last Parade può darvi: 15 pezzi tutti simili tra loro e decisamente noiosi. Insomma, un po' poco per un gruppo giovane ma già giunto al terzo album: un debut così sarebbe stato sufficiente, ma il disco “della svolta” ha bisogno davvero di qualcosa in più, che purtroppo manca. Ed è un peccato, perché a livello strumentale gli statunitensi ci sanno fare e hanno la fortuna di avere alle spalle una produzione che avrebbe potuto davvero aiutarli a sfornare un gran disco.

La band aveva detto che questo sarebbe stato il suo Master Of Puppets: a volte, probabilmente, restandosene zitti si fa una figura migliore. Devo essere sincero, a me il senso di certe proposte musicali sfugge. Mi sono accorto che questo accade soprattutto quando ho a che fare con dischi che si rifanno a quello che è stato fatto al metal negli States a partire dalla metà degli anni ’90. Non me ne vogliano i fan più sfegatati delle contaminazioni, ma in questo ambito le band che hanno avuto veramente qualcosa da dire si contano sulle dita di una mano. Per ora i DBW non fanno parte di questa elite. Per pubblicizzare l’album è stato scritto che si trattava di un disco che sarebbe piaciuto ai fan di Pantera e Metallica…per carità, risparmiate i vostri soldi. Per quanto mi riguarda, consigliato solo ed esclusivamente a chi segue con interesse le band più moderne provenienti dagli States e a chi apprezza l’ambiente hardcore, che però qui risulta decisamente contaminato, soprattutto nella prima parte dell'album.
Recensione a cura di Alessandro Quero

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.