Procession - The Cult of Disease (reissue)

Copertina 7

Info

Anno di uscita:2011
Durata:46 min.
Etichetta:High Roller Records

Tracklist

  1. RAVEN OF DISEASE
  2. LIKE A PLAGUE UPON THE EARTH
  3. THE FUNERAL OF AN AGE
  4. DOWN THE RIVER OF CORPSES
  5. THE ROAD TO THE GRAVEGARDEN
  6. INCINERATE

Line up

  • Felipe Plaza: vocals, guitar
  • Daniel Perez: bass
  • Francisco Vera: drums

Voto medio utenti

Alcuni mesi orsono, ho avuto il piacere di recensire il brillante album d’esordio (“Destroyers of the faith”) dei doomsters cileni Procession, una delle più interessanti formazioni emerse di recente nel settore. Ed ecco che prontamente esce la ristampa del loro precedente Ep, “The cult of disease”, originariamente pubblicato nei primi mesi del 2009 da una piccola label tedesca. Disco praticamente introvabile, dapprima stampato unicamente in vinile per sole 500 copie, poi, dopo il successo ottenuto dai sudamericani in alcuni festivals europei quello stesso anno, ripubblicato in cd per 1000 esemplari presto esauriti.
Ma quali sono i motivi per questa ulteriore riedizione, a parte sfruttare l’onda dei molti giudizi positivi ottenuti dal primo full-lenght del trio?
Prima di tutto una durata di 45 min, che per un Ep non è davvero male. Poi l’interesse di seguire l’evoluzione della band, visto che si compone di tre inediti registrati per l’occasione e di tre brani provenienti dal demo “Burn” (2008). La prima metà del disco, infatti, mostra in fase già molto avanzata l’epic doom proposto dai Procession, uno stile classico ma di ottima fattura e ricco di intensa drammaticità. Inoltre si evidenzia la capacità di variare gli schemi quando necessario, basti notare la diversa impostazione di una possente e sostenuta “Like a plague upon the earth” con l’incedere mortifero della sfibrante “The funeral of an age”, esempio da manuale di come si possa suonare con lentezza narcotica senza risultare esageratamente tediosi.
La seconda metà, come detto tratta dal demo, è invece inferiore a livello di produzione, cosa prevedibile, ma anche come personalità del gruppo. Ancora troppo marcata la vicinanza ai Reverend Bizarre, forse la più chiara influenza dei cileni. Evidenti i miglioramenti generali, se si confronta questa originaria versione di “The road to gravegarden” con quella successivamente inserita nel disco d’esordio.
Non resta che segnalare questa ristampa a chi è già fan dei Procession, ma anche a coloro che desiderano semplicemente un buon lavoro doom metal.

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