Copertina 6

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2010
Durata:38 min.
Etichetta:Massacre
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. HERD OF DAMNATION
  2. INTO THE BLIND WORLD
  3. THE ENEMY OF MY ENEMY
  4. ANATOMIE OF A CATASTROPHE
  5. THE SIN OF SODOMY
  6. LEGACY OF ASHES
  7. THE HORNET'S NEST
  8. RIGHTEOUS INDIGNATIONS
  9. THE LIVING SACRIFICE

Line up

  • Aad Kloosterwaard - Vocals
  • Alex Paul - Guitar, Bass
  • Edwin Van Den Eeden - Drums

Voto medio utenti

A parere di chi scrive, gli olandesi Sinister, tra i prime-movers del glorioso movimento death metal europeo di inizio anni '90, sono stati autori di tre grandi dischi, con punte di eccellenza, dopodichè sono riusciti nell'intento di buttare tutto a mare, prima con un disco non all'altezza degli esordi come "Aggressive Measures", poi con scelte più che discutibili come quello di piazzare una donna come vocalist di una delle band più intransigenti di un genere così estremo, coll'ovvio risultato di due lavori a dir poco penosi come "Creative Killings" e "Savage or Grace", che hanno portato il gruppo addirittura allo scioglimento e nel dimenticatoio.

Tutto questo ha fatto scendere l'hype per i Sinister che sebbene si siano ricostituiti e rimessi in carreggiata, silurando la bella Rachel, con "Afterburner" prima e con "The Silent Howling" poi, non sono più riusciti a risalire sul carrozzone dei vincenti; la Massacre Records continua comunque a puntare su di loro ma si ha l'impressione che la band di Aad Kloosterwaard, storico batterista del periodo d'oro della formazione tulipana, oggi impegnato solamente al microfono, non riesca più a sfornare lavori convincenti.
Certo, l'esperienza val pure qualcosa, le abilità tecniche dei nostri non sono certo da gruppetto alle prime armi, tutt'altro, ma non c'è una sola idea geniale o un riff tremendamente efficace in tutto il disco, e a dire la verità queste sono peculiarità che mancano almeno da quel lontanissimo "Hate" del 1995.

Bisognerebbe andare a ripescare la coppia d'oro Andre Tolhuizen / Ron van de Polder alle chitarre per sperare in qualcosa di tremendamente violento e trascinante come in passato, invece sembra proprio che il buon Alex Paul, peraltro lasciato tutto solo alla chitarra ed impegnato anche al basso, proprio non riesca a reggere il passo.
Ne esce fuori un album decisamente manualistico, scolastico, sicuramente ben prodotto e confezionato, ma che non riesce a scaldare a dovere l'ascoltatore, ben lungi dall'emozionarsi di fronte ai Sinister come accadeva tanti anni fa.

Peccato...tra problemi interpersonali, scelte di "marketing" sbagliate ed una ispirazione sempre calante abbiamo perduto una grandissima band.
Solo per integerrimi aficionados.
Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 28 gen 2011 alle 15:57

... rimetto su Cross The Styx va...

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