Un St. Patrick Day dal retrogusto metallico oserei dire (parafrasando la celebre festa irlandese a base di ottima birra) e vista anche la concomitanza del 17 marzo nel quale ricade questa serata imperdibile di rock duro al
Circartis di Legnago, in provincia di Verona. Avevo già avuto modo di visitare questa nuova location e realtà della bassa veronese, presenziando circa una ventina di giorni fa al concerto dell’ex
Guns’N’Roses Gilby Clarke, e mi ritrovo a distanza di pochi giorni a bissare con un altro evento imperdibile e di grande prestigio qual è quello in programma stasera che vedrà esibirsi niente di meno che l’ex bassista dei
Megadeth David Ellefson, che passando anche per l’Italia con questo tour europeo, ci onora di un esclusiva data in Veneto grazie anche al supporto organizzativo del carismatico guitar- hero
Andrea Martongelli, vero e proprio braccio destro del celebre bassista americano con il quale collabora da anni, e che da queste parti non ha certo bisogno di molte presentazioni; la sua presenza scenica, il grande carisma che lo contraddistingue e il suo “zampino” sono una certezza per tutti noi e visti i risultati ottenuti in termini di affluenza (e in relazione al fatto che era un martedì lavorativo infrasettimanale) direi che il risultato complessivo ottenuto è da considerarsi più che ottimo!
A sorpresa, e quasi involontariamente, scopro all’ ultimo minuto che in apertura di serata viene aggiunta una terza band dal nome emblematico…i
M.A.G.O., che peraltro è un acronimo di
My Absolute Greatest Obsession (il nome completo per esteso). Nonostante un orario di inizio del loro show sfavorevole e quasi proibitivo ma spinto dalla grande curiosità di vedere la loro esibizione ce l’ho messa tutta per riuscire a presenziare dall’inizio, con obiettivo raggiunto purtroppo solo parzialmente. Ma comunque nella mezz’oretta abbondante a mia disposizione direi che la curiosità e la corsa è stata ampiamente ripagata da un concerto eccellente a opera di questa formazione nata nel recente 2025 tra la California e l’Italia per volontà del fondatore, il cantante/chitarrista
Fabian Vestoid Rizzi, che cura anche tutti gli arrangiamenti strumentali e il songwriting. Musica molto particolare, sospesa tra l’hard rock, il dark sound e l’ipnotico, con chiare influenze di
Black Sabbath,
Danzig e
Dead Kennedys. Ad oggi sono usciti solo due singoli “
Bella Strega” e “
Carnivore Carnival”, che dal vivo rendono molto bene e che andranno a comporre il disco di debutto in uscita a breve.
Sorpresa e nuova scoperta riuscita perfettamente direi, ottima realtà musicale con un grande impatto visivo e sonoro i M.A.G.O., ma la sorpresa personale ancora più grande è stata quella di rivedere dopo almeno vent’anni l’inconfondibile Medusa nelle vesti di bassista, sempre fedele al suo look da punkettone e con la consueta attitudine Glam/R’N’R! Sentirete parlare presto di questi ragazzi statene certi…hanno tutte le carte in regola per sfondare.
E dal look punkeggiante, passiamo proprio a parlare delle icone del punk rock, ovvero i Ramones, tributati per l’occasione speciale dalla cover band ufficiale italiana
Wardogs, la seconda band in programma, nonché co-headliner della serata. Ho visto un sacco di volte esibirsi i ragazzi trevigiani e non mi hanno mai deluso una sola volta, sempre molto sul pezzo e quadrati sul palco. Con lo storico batterista della band americana originale, il grande
Marky Ramone, hanno anche inciso un singolo e uno anche con Gilby Clarke, dal titolo “
Chinese Rock”, inserito in scaletta e che ci faranno sentire con grande piacere. Verrà eseguito con grande professionalità ed estrema precisione un po’ tutto il meglio del repertorio dei Ramones, estrapolato dalla cospicua discografia della punk band americana, dove per un vero fan diventa difficile scegliere cosa preferire vista la vastità di scelta: personalmente ho apprezzato particolarmente le riproposizioni di “
Psycho Theraphy“, “
Sheena Is (A Punk Rocker)”, “
Shock Treatment” e la mia preferita in assoluto “
Pet Semetary”, che parla di morti seppelliti e risorti in un cimitero antico dai poteri sinistri, tratto da una storia di
Stephen King.
Chiude la partita un classicone immortale e vero inno dei Ramones, “
Blitzkrieg Bop”, con tanti meritati e convincenti applausi ai Wardogs. HEY HO- LET’S GO! I Wardogs hanno davvero scaldato l’atmosfera del Circartis al meglio possibile prima del pezzo forte della serata, in arrivo a breve sul palco.
David Ellefson, che recentemente si è unito ai grandissimi
Metal Church, ha certamente costruito la sua prestigiosa carriera coi Megadeth di Dave Mustaine, con il quale non è stato solo un “semplice” bassista, ma ha contribuito attivamente alla composizioni e stesura dei brani e creando dei riff memorabili, come il giro di basso nell’ intro di “
Peace Sells...”. Dopo MegaDave è stato il membro più longevo della storica thrash metal band americana, con la quale ha inciso i dischi migliori e di maggior successo. Tra di essi, spicca certamente il bellissimo studio album del ‘92 dei Megadeth, intitolato “
Countdown To Extintion”, che stasera Ellefson per la speciale occasione ci riproporrà interamente, avvalendosi di musicisti professionisti, di primo livello e di tutto rispetto!
Infatti chi si aspettava un semplice “tributo” o “scimmiottamento” è stato clamorosamente smentito, e chi invece è venuto godersi lo spettacolo con una certa apertura mentale senza scomodare inutili e assurdi paragoni col passato e con gli artefici di questo capolavoro, è tornato a casa entusiasta e con sensazioni molto positive; nel mio caso, fortunatamente, si è verificata questa seconda ipotesi! Oltre al già citato virtuoso Andrea Martongelli alla chitarra solista, che ha dimostrato ancora una volta tutto il talento in suo possesso con la sei corde e “giustificando” così perchè oggi suona in tutto il mondo con i più grandi artisti internazionali della scena metal, gli risponde perfettamente ad eco il collega alla sei corde
Walter Cianciusi, altro noto talentuoso chitarrista con un curriculum rispettabile ed invidiabile, anch’egli da tempo inserito nel giro internazionale dei grandi artisti, che con Martongelli forma un accoppiata che lascia pochi dubbi ma solo tante certezze.
La sorpresa vera arriva invece dal batterista
Alessio Palizzi e soprattutto dal vocalist
Mattia Fagiolo, due musicisti che non conoscevo e che mi hanno particolarmente colpito per tecnica e bravura; in particolare Fagiolo è riuscito a interpretare al meglio la timbrica vocale molto particolare e difficile di Mustaine, ma a modo suo e senza mai cercare di imitarlo, pur rendendo l’idea concreta che fosse sul palco quello vero a cantare, ma con maggior voce ed estensione. David Ellefson è uno dei più grandi bassisti metal al mondo (a mio parere personale), e il migliore in assoluto che i Megadeth abbiano mai avuto, con buona pace di
James Lomenzo, molto bravo anche lui. La sua carriera, una volta chiuso definitivamente il capitolo con la band del suo ex amico, si è sviluppata attraverso una serie di lavori solisti, progetti e collaborazioni, ma è indubbio che l’apice resta ancorato al suo passato discografico; “Countdown To Extintion“ per quanto mi riguarda, non è solo uno dei miei tre dischi preferiti dei Megadeth, ma è un disco di cambiamento e di svolta verso nuove sonorità, e tutto bellissimo dall’ inizio alla fine che in questo “Bass Warrior Tour 2026” Ellefson & Co. hanno rispolverato per la mia gioia e di tutti i partecipanti all’evento!
Si parte fortissimo con “
Skin O’ My Teeth”, seguita dalle martellanti “
Symphony Of Destruction” e “
Architecture Of Aggression”, mentre scende già qualche lacrimuccia dagli occhi di noi più fans più attempati presenti, che iniziano a farsi brillanti e lucidi di nostalgia, specie per chi come il sottoscritto ha avuto la fortuna di vederli anche all’epoca i Megadeth. Il tempo di rifiatare un attimo con la splendida “
Foreclosure Of A Dream”, che si riparte a scapocchiare forte con “
Sweating Bullets” (forse il brano più tosto del disco). La seconda parte del disco è meno esaltante, ma gli episodi di livello non mancano certo, su tutte la titletrack, “
Psychotron” e la conclusiva e corrosiva “
Ashes In Your Mouth”, che è un'altra piccola perla che chiude al meglio questo capolavoro.
Finita qua? Non proprio…acclamati e richiesti a gran voce dal pubblico, dopo essere usciti tra meritatissimi applausi e ovazioni, tornano sul palco per il gran bis finale, dove ci sparano una sorprendente “
99 WaysTo Die” (tratta da “
The Beavis And Butt-Head Experience" e inserita nel disco “
Hiddden Treasures”) e “
Peace Sells…” classicone dei Megadeth che genera un vero pogo sotto palco e chiude le ostilità definitivamente! Peccato per il taglio in scaletta di due pezzi del progetto
Ellefson-Soto per motivi di tempistiche suppongo che mi avrebbe fatto molto piacere sentire…ma va benissimo così! Basta e avanza la scorpacciata di “COUNTDOWN TO EXTINTION“ per tornare a casa più che sazi, appagati e felici!
Grazie David Ellefson per averci fatto rivivere il sogno per una notte!