(06 marzo 2026) Cryptosis + Disease Illusion + Miara @ Mantova

Info

Provincia:MN
Costo:17,00 euro
La mitizzazione della musica live fa presupporre a fruitori generalisti che il "sold out" sia lo standard. Non é cosi, e ci tengo a scriverlo, specie quando ci sono personalità coraggiose che sanno rischiare e scavare nell'underground. Ed é quello che é accaduto venerdì 6 marzo sera all'Arci Tom di Mantova, un luogo per cui ogni metallaro del nord Italia dovrebbe ringraziare, anche, appunto, per il coraggio di fare gruppi meno in vista, oltre a vecchie guardie come Blaze Bayley.

E venerdì questo ringraziamento é stato condiviso con i Cryptosis, band olandese in Italia per una tripletta da fine settimana comprendente Roma e Napoli. Un trio combattivo, che sull'onda di un thrash vagamente progressivo, ha concluso la serata con un live di un'ora. Un nome, quello degli olandesi, che da circa 5 anni gira nell'ambito estremo, nello specifico dal disco "Bionic Swarm" del 2021.

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Se la capacità tecnica, debitamente dimostrata, c'è, ho notato anche un po' di sterilità compositiva. Che trova, invero, un maggior senso quando i tre musicisti - tra i quali il batterista Marco Prij già live con Flotsam and Jetsam, Pestilence e Skeletal Remains - velocizzano i ritmi, con riff spesso incentrati sulle corde acute della chitarra, quelle più affilate e anche in grado di donare melodia. Che effettivamente ha la meglio sul riffing spaccaossa, con il basso ben presente ma insufficiente, data la mancanza di una seconda ascia, a dare un'intensità continuativa alle strutture.

Peccato perché pezzi come "Cryptosphere" su disco hanno un impatto molto migliore. Poco originale il cantato, con timbrica scream, che é risultato perfettamente nella norma. Insomma, un contributo relativo all'attuale scena estrema, ma pur sempre di livello sotto il profilo professional-tecnico. Il tutto contestualizzato in una serata definibile senza dubbio underground per lo spirito, condiviso con una settantina di paganti.

Più che dignitose le esibizioni degli opener. I primi a calcare il bel palco del Tom alle 21,30 sono stati i Miara. Che non hanno lesinato energia, riversando quintalate di In Flames sound post 2005 sulla cinquantina di paganti fin lì giunti. L'alternanza tra parti distorte e melodiche é risultata particolarmente piacevole, anche a causa di una strumentazione adeguata e di un comparto audio del locale all'altezza.

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Entrambi i chitarristi usano chitarre LTD e pedaliere digitali, e questo ha impattato in senso positivo sulla loro volontà di vicinanza con gli In Flames post "Reroute to Remain". Un periodo invero criticato dai fan della prima ora, ma evidentemente ben accetto sia dai più giovani che da altri, vista l'età media della band sui 34-35 anni. Ottima la prova di Roberto Renoffio, già attivo con i Crowdead. La sicurezza vocale e nelle movenze, con la peculiarità della tuta pseudo-ignifuga di colore scuro indossata anche dai compagni di band, ha veramente impressionato, anche nel nuovissimo singolo, proposto per la prima volta.

Più retrò, ma sempre nell'onda del melodic death, il sound proposto dai Disease Illusion. Anch'essi di Bologna come gli opener assoluti, hanno incentrato la performance su mid tempo e su un sound più vicino ai tardi '90 e primi 2000. Intendiamoci, non sono mancati i momenti più veloci, ma senza dubbio la preferenza ricade su tempi un po' più rilassati, con i piatti colpiti con continuità a creare alcuni breakdown che però non si avvicinano mai davvero al metalcore. Buona la prova generale, con il cantante Joy Lazari che fa fruttare l'esperienza con i The Burning Dogma. Tre gli album da cui hanno estrapolato i pezzi, tra cui l'ultimo "Plastic Ocean" del 2024.

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Report a cura di Bomma

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