IntroduzioneL’ottavo capitolo di questa rubrica sarà leggermente differente rispetto ai precedenti infatti, anziché focalizzare la nostra attenzione su un’opera letteraria, ci concentreremo sulla fisionomia di un unico personaggio la cui presenza ha attraversato millenni fino ad arrivare ai giorni nostri, assumendo sembianze e interpretazioni differenti secondo le diverse culture di riferimento.
LilithSi presume che le prime testimonianze della rappresentazione di
Lilith ci arrivino sin dall’antichità, alcuni studiosi hanno azzardato analogie tra le raffigurazioni del personaggio in questione e alcune illustrazioni di una divinità paleolitica dalle sembianze di un uccello, definibile come una delle rappresentazione della Dea Madre. Ma è con le civiltà mesopotamiche che il mito prende forma.
Un tempo Lilith -o
Lilitu, nomi che significano letteralmente "signora dell'aria" o “signora del vento”- doveva essere una divinità positiva, protettrice delle partorienti, dei neonati e più in generale era considerata una dea dell’amore, ma rappresentava un culto pericoloso per la struttura sociale di quelle popolazioni essendo eccessivamente legata alla femminilità, al sesso e alla promiscuità. Anche il giglio, fiore che spesso indica purezza, ha una matrice etimologica comune a questo nome.
Però come spesso avviene, una volta ribaltato il sistema a cui appartengono, alcune divinità vengono demonizzate. Fu così che i Babilonesi e i Sumeri iniziarono a descrivere Lilith come un demone alato dai nomi diversi che agiva in notturna insieme alla sorella
Ardat-Lili (forse a questo punto sarebbe meglio parlare di più Lilith) e altri demoni tentando uomini già sposati animando in loro insaziabili desideri sessuali e andando in cerca di bambini che rapiva per divorarli. Secondo i Sumeri il suo fascino e le sue capacità nel sedurre gli uomini veniva esercitato a vantaggio, o solo per il puro piacere, di Istar dea della guerra ma anche dell’amore. Veniva raffigurata più o meno come un’arpia o nella sua accezione di ammaliatrice come un’avvenente donna dai lunghi capelli neri (poteva anche sfoggiare una chioma rossa), una coda di serpente, sguardo felino e spesso delle ali o altre volte ancora come una pantera nera. Essa poteva avere anche un volto e una parte maschile che manifestava con sembianze di un drago alato o di un essere dal corpo di un cane e la coda di scorpione, e questa sua natura bifronte gli concedeva di agire sia sugli uomini che sulle donne, ma anche sugli animali; era dunque uno dei demoni più potenti e temuti dell’antichità, il demone della lussuria, della prostituzione e descritta come “vergine”, parola che nel caso specifico veniva usata solo in relazione al fatto che non poteva avere una progenie anche se secondo altre culture, quella ebraica in testa, le viene attribuito il titolo di “madre di tutti i demoni”.
Nella tradizione buddista incontriamo invece una figura analoga, ma le vicende si svolgono in modo invertito:
Kishimo-Jin (o
Kangimo oppure ancora
Hariti) era un demone che si nutriva di bambini che strappava dalle braccia delle madri nonchè la madre di tutti i demoni; Buddha decide allora di rapire suo figlio per farle sperimentare il dolore che provocava con il suo agire. Il demone, una volta avuto il figlio indietro abbandonò la sua vecchia pratica assassina per divenire la protettrice delle partorienti e dei neonati. Rimane anche in questo ambito uno dei demoni più possenti ma presta la sua opera in difesa della vita che si rinnova.
Secondo alcuni scritti ebraici come la Qabbalah e il Talmud Lilith è la rappresentazione della divinità nella materia nonché la parte femminile dell’essenza divina mentre secondo alcune versioni della Bibbia fu la prima sposa di Adamo, la prima donna quindi, che abbandonò l’Eden e il suo sposo perché quest’ultimo non le concesse di “star sopra” durante l’atto sessuale- il che rimanda a una questione riguardo la parità dei sessi- e venne di conseguenza maledetta da Dio. Un’altra versione descrive la caduta di Lilith come dovuta al fatto che aveva pronunciato il nome segreto di Dio –non a caso anche la mela doveva aprire le porte di una conoscenza proibita- così immediatamente le spuntarono delle ali che la condussero lontano dal Giardino e in seguito tre angeli inviati dal Creatore la condannarono ad avere moltissimi figli molti dei quali destinati a morire ogni giorno sotto i suoi occhi. Ciò la portò a gettarsi nel mar Rosso e in seguito ad unirsi a Lucifero insieme al quale diedero vita a numerosi altri demoni. Altre fonti ancora la vogliono come il serpente che tentò Eva.
Alcune similarità la accomunano invece alla divinità etrusca Lenith.
Molte le figure mitologiche che posso essere associate a Lilith o che comunque presentano caratteristiche comuni, come ad esempio la Sfinge, Medusa, Scilla, la Arpie, le Nereidi, le Lamie o le Sirene, tutti esseri femminili con parti di animali e spesso tentatori. Oggi è anche considerata spesso la regina dei Vampiri e viene comunque chiamata in causa anche in movimenti neo-pagani, come figura sia benevola che malvagia, e in alcune pratiche di stregoneria.
Nell’immaginario contemporaneo, anche grazie alle interpretazioni in ambito di psicanalisi, rappresenta anche l’archetipo della donna dapprima ribelle, poi emancipata e di successo. Ma non solo per la donna, in definitiva è una figura che muove verso la ricerca, spesso folle e disperata, della conoscenza e il perseguire senza tregua i propri obiettivi. E qualcosa la lega anche alla femme fatale di epoca vittoriana.
Anche in astrologia tutt’oggi viene menzionata Lilith: rappresenta la Luna Nera ovvero un ipotetico secondo satellite della Terra la cui esistenza fu teorizzata nell’ottocento, la teoria fu subito abbandonata ma in seguito venne scoperta l’esistenza di due ammassi di polveri che seguono e precedono la Luna e in un certo senso possono esseri considerati dei satelliti anche se anomali. In ogni caso molti astrologi sono fermamente convinti dell’esistenza della Luna Nera e soprattutto dell’influenza che essa ha sull’agire umano rappresentando la personificazione del desiderio ma anche del rimpianto che conducono alla ricerca della conoscenza e all’autoaffermazione, un’influenza oscura che si muove nel sub-conscio. Inoltre i legami astrologici con Lilith e i ripetuti allineamenti con altri pianeti in determinati momenti, sempre secondo esperti del settore, possono portare al verificarsi di tragici eventi e c’è anche chi sostiene che le morti di John Lennon, Marilyn Monroe, e i coniugi Kennedy siano legati a questi misteriosi transiti o che almeno ci siano delle coincidenze.
Lilith nel cinemaLa sua forza seduttrice ha influenzato anche il cinema; già nel 1964 incontriamo una pellicola dal titolo italiano
“Lilith – La Dea dell’amore” (titolo originale
“Lilith”) che narra le vicende di una donna in preda a un’ossessiva passione per il suo amato. Più in linea con il personaggio un altro film, stavolta un horror, sempre intitolato
“Lilith”, più recente del 2006 ma di scarso successo, che vede cinque ragazze condurre una ricerca sul demone e in seguito lo invocheranno al fine di vedere soddisfatti i loro desideri erotici su consiglio della suora che aveva affidato loro questo compito, verranno quindi perseguitate attraverso dei sogni che realizzandosi si ritorceranno contro le protagoniste.
“Lèmuri, il bacio di Lilith” è invece un film italiano del 2008 ambientato nella Germania del 1928: qui il barone Von Reder resta presto vedovo della moglie Lusilla Helm e vive ormai con il suo servo che eludendo la sua attenzione rapisce e uccide le giovani del villaggio. Un giorno il barone trova una lettera firmata Lilith Helm un antenata della moglie condannata al rogo per stregoneria la quale infine si scoprirà essere la stessa Lusilla: la lettera parla di un essere non-morto, il barone spaventato riesce a rimettere insieme i pezzi di questa storia ma alla fine cadrà anch’esso vittima della moglie.
In
“30 Giorni di Buio II” (2010) Lilith è invece il nome della regina dei Vampiri che guida il suo esercito per sfamarsi con il sangue dei malcapitati ricercatori.
Lilith nella letteraturaSe escludiamo testi sacri, documenti storici e scritti scientifici, dove altrimenti finiremo col perderci ma che abbiamo in parte già riportato, incontriamo Lilith alla fine dell’800 in un omonimo romanzo nato dalla penna di George MacDonald incentrato sulla descrizione di un sonno cosmico purificatore per le anime dannate.
In Shakespeare si può invece ricondurre il personaggio di Lady MacBeth (nella tragedia
“MacBeth” appunto) a Lilith, entrambe infatti possono essere considerate come la personificazione di diversi istinti che abitano l’inconscio umano.
Anche nel
“Paradiso Perduto”di John Milton molti critici vedono la Eva descritta dall’autore come fortemente legata a Lilith: le due sono la manifestazione della medesima essenza.
Nel
“Faust” di Goethe è addirittura lo stesso Mefistofele a mettere in guardia il protagonista dall’avvenenza di Lilith che incontra durante la notte del Valpurga (festa primaverile ancora viva soprattutto nel folklore nordico) insieme a streghe e altri demoni.
Primo Levi nel suo racconto
“Lilith” con tema riguardo a ciò che accadeva nei campi di sterminio, è lo stesso Dio a cadere vittima del demone, come a descrivere un immenso potere maligno che ha distolto lo sguardo da quanto stava accadendo.
Compare anche nel primo e nel secondo libro de
“Le Cronache di Narnia”, di C.S. Lewis, dove Jadis (la Strega Bianca) viene menzionata come sua diretta discendente e in
“Fallen” di Lauren Kate dove Lilith è una donna che spinge uno dei protagonisti a scegliere la via del male e a divenire quindi un demone.
“Lilith” è anche il nome di un fumetto di Luca Enoch in cui la protagonista è un killer che viaggia nel tempo per impedire la distruzione della razza umana; tra i suoi poteri anche la capacità di acquisire conoscenza mordendo le sue vittime.
Lilith & Heavy MetalPoteva lo charme di Lilith non tentare anche il mondo del metal? Vediamo chi è stato a cadere nelle sue grinfie…
Death SSNel loro
Heavy Demons i incontriamo il brano
“Lilith” dove invocano il demone descritto come la regina della notte, la sposa di Satana, una stella oscura che annienta la luce e vola grazie a delle ali di vampiro.
Theatres des VampiresAltra band italiana che le dedica ben due brani:
“Lilith’s Child” appartenente all’album
Bloody Lunatic Asylum , pezzo che ha per protagonista il figlio del demone invocato attraverso un sacrificio per vendicare la madre dell’affronto ricevuto, e in
Suicide Vampire dove con
“Lilith Mater Inferorum” le rivolgono un inno ancora una volta dall’indole vendicativa.
L’alba di Morrigan Di recente anche questa formazione nel suo debut album
The Essence Remains ha realizzato con sonorità alternative un brano in italiano,
"Lilith" dalle liriche rassegnate dove il demone rappresenta la personificazione della vanità.
CoronerI Coroner nel loro quarto album intitolato
Mental Vortex, quarto lavoro per i thrasher svizzeri, presentano "Son of Lilith". Ecco spuntare nuovamente il figlio di Lilith, animato dal desiderio ardente di sorgere con una schiera di anime al suo seguito per conquistare il mondo; qui torna il mistero della purezza di quella che fu un tempo una dea e dalla sua (del figlio): la giovinezza, la purezza e la forza della luna.
Cradle of FilthLa band britannica capitana da Dani Filth ha realizzato un concept,
Darkly, Darkly Venus Aversa, su questo personaggio, album che a sua volta contiene anche il brano
“Lilith Immaculate” dove il demone parla attraverso le parole di Ashley Ellyllon, tastierista della formazione, presentandosi come l’oscurità, il peccato, la regina della lussuria che annuncia di voler ancora stendere le sue ombre sul mondo.
MoonspellI lusitani Moonspell con
“Dreamless (Lucifer and Lilith)”, contenuta in
Night Eternal, realizzano una ballata gothic profonda e toccante che ruota intorno a questa coppia di amanti che un tempo, prima che su di loro si abbattessero delle acque velenose che imbrattarono di sangue la terra sotto di loro, aveva conosciuto la sacralità dell’amore ma adesso sono condannati a non avere una discendenza, all’oblio, relegati in un cielo purpureo oscurato da tetre nubi.
Adesso non riescono nemmeno a sognare.
Un tempo sapevano che c’era dell'altro oltre la bellezza che continua ad accecare gli uomini… e qui lascio a voi le riflessioni finali.
Ci rivediamo presto con un nuovo capitolo!