ROCK FM: rockin' in a free world

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Pubblicato il:24/06/2008
Il 31 maggio 2008, dopo 18 anni di storia, è stata chiusa definitivamente Rock FM, una delle emittenti radio più amate dai rockers del nord Italia. Nel giorno della chiusura, centinaia di persone hanno salutato lo staff direttamente sotto le finestre degli studi, dando vita a una mobilitazione straordinaria, nel nome del Rock.
Questo articolo vuole essere un tributo alla memoria di una radio che faceva della passione, della musica e della qualità il proprio credo.


La radio Rock italiana per eccellenza

Rock FM nacque nel 1990 da un’idea di Gigio D’Ambrosio. Strettamente legata a quella che un tempo era conosciuta come Radio Milano International, poi diventata 101 Network e oggi nota come R101, Rock FM ha iniziato trasmettendo sui 98.7 di Milano, sfruttando una frequenza ridondante della sorella maggiore. La nuova nata condivideva una sorta di primato insieme a Radio Milano International, in quanto entrambe sono state “la prima” in un certo ambito: R.M.I. è stata la prima radio privata italiana, avendo iniziato le proprie trasmissioni nel lontano 1975, mentre Rock FM è stata la prima vera radio Rock italiana. Ulteriore prova del legame fra le due emittenti è il fatto che Rock FM ha sempre trasmesso da quegli stessi studi di Via Locatelli a Milano, che furono teatro delle emissioni di R.M.I..
Inizialmente Rock FM trasmetteva solo musica senza interventi parlati. L’emittente si era fatta comunque subito notare grazie al repertorio, che attingeva esclusivamente al Rock in tutte le sue forme, concedendo molto poco spazio al rock “commerciale” e spingendo invece il rock classico, quello degli anni ’60, ’70 e ’80, con spazio anche per l’heavy metal e altri generi, ma sempre e comunque di un certo livello.
Il primo DJ a far sentire la propria voce dalle frequenze di Rock FM è stato il ben noto Ringo, diventato col tempo una star nazionale grazie a Radio 105 e a Virgin Radio.
Col passare del tempo, le frequenze sono arrivate a toccare altre regioni (Liguria e Toscana in primis), la squadra dei DJ si è allargata e ben presto, nel 1993, il veterano Marco Garavelli, già conosciuto per aver lavorato a Radio Peter Flowers, ha assunto la direzione di Rock FM. Al fianco di Garavelli si sono alternati diversi nomi più o meno noti al pubblico, fra i quali Gaucho, Titti Angeramo, Elena Di Cioccio (oggi VJ su All Music e “Iena” sul programma TV), senza dimenticare anche alcuni nostri colleghi dell’editoria specializzata.
Nel 2003 quella che era stata fino a quel momento Radio 101 Network è stata investita da un caso giudiziario che ha finito per portare agli arresti il fratello del fondatore di R.M.I.. Ne è conseguito un vero e proprio terremoto che ha interessato di riflesso anche Rock FM, inglobata, insieme alla sorella maggiore, nella nuova proprietà facente capo a Monradio (costola di Mondatori).
Dopo un periodo di crisi, tutto è sembrato tornare a posto quando, verso il 2007, il palinsesto di Rock FM è stato riorganizzato e il team delle voci si è stabilizzato in 10 persone, ognuno al timone di un proprio spazio giornaliero o settimanale a seconda dei casi.


Il passato recente: i programmi e lo stile di Rock FM

Nel 2007, si può dire che le cose per Rock FM siano andate, almeno in apparenza, a gonfie vele: alle 8 frequenze totali, che toccano la maggior parte della Lombardia, più Liguria, Toscana ed Emilia Romagna, si è infatti aggiunta possibilità di ricevere l’emittente anche via satellite e via internet, in streaming. Secondo i dati di Audiradio, gli ascoltatori al giorno medio si sono assestati sulle 160.000 unità, il doppio dell’anno precedente. Il dato è ancora più eclatante se si considera che è stato ottenuto praticamente senza pubblicità (esclusi pochi, rari spot relativi per lo più a dischi, concerti e a pub locali) e che il palinsesto escludeva qualsiasi cosa che non sia riconducibile alla musica Rock. Non esistevano infatti notiziari, trasmissioni di carattere politico o sportivo, per esempio. Tutto quello che passava su Rock FM era solo ed esclusivamente musica e discorsi relativi ad essa.
Il palinsesto, quindi, si presentava come un tributo a 360° al Rock in qualunque sua espressione.
Andando ad analizzarlo, si trovano programmi generici, comunque ognuno dotato di una propria identità di fondo, come quello mattutino dello stesso Garavelli, con ampio spazio al rock classico, oppure quelli gestiti dai DJ Max De Riu (improntato sull’hard rock), Edo Rossi (più incline al rock anni ’90) e Claudia (tendente verso sonorità heavy alternative). Ad affiancare questi spazi quotidiani, c’erano anche trasmissioni a loro modo uniche, che qui vorremmo brevemente illustrare:

Pane Burro E Rock’n’Roll: il programma condotto dal DJ Ariele (alias Mr. Grankio, cantante e chitarrista del gruppo punk P.A.Y.) e da Roberto “Freak” Antoni (scrittore e celebre cantante degli Skiantos): il format è divertente, surreale, a tratti geniale, con innumerevoli rubriche che i due conduttori inventano di volta in volta, spaziando dall’interazione con gli ascoltatori, ai quiz del “test attitudinale” (domande su aneddoti del mondo del rock, rispondendo alle quali si ha diritto a ricevere la “patente da vero rocker”), fino a veri e propri sketch fatti col solo scopo di far ridere. Il tutto, ovviamente, alternato ai grandi classici del Rock, che occupano metà del programma. Fra tutte le trasmissioni dell’ultima era di Rock FM, “P.B.R.” è senz’altro la più divertente e originale, un programma che, se fosse riproposto in chiave più mainstream, potrebbe rivaleggiare con dei mostri sacri della radiofonia italiana come “Viva Radio 2” o “Lo Zoo Di 105”.

Easy Rider: Mox Cristadoro conduce uno spazio di due ore in cui offre la più ampia selezione di musica possibile, passando con disinvoltura da Francesco Guccini agli Slayer, da Edoardo Bennato agli Amorphis o da Vasco Rossi ai Genesis. Forse il DJ più versatile della squadra di Rock FM, Cristadoro ha sempre voluto utilizzare i vecchi dischi in vinile, gran parte dei quali provenienti dalla sua collezione personale e praticamente introvabili: nel corso del programma non è raro, infatti, imbattersi in oscuri gruppi prog degli anni ’70, proposti all’ora di pranzo e col caratteristico fruscio del vinile in sottofondo.

Eclettica, come dice il nome stesso, è senza dubbio il format più particolare del palinsesto: ideato e condotto da sempre da Giulio Caperdoni, il programma propone quanto di più “ostico” sia possibile trovare nell’etere. Il conduttore si è sempre diviso equamente fra la lettura di brani di diversi libri, la trasmissione di spezzoni di film, spesso in lingua originale, e di canzoni di artisti per lo più sconosciuti, con stili che spaziano dall’ambient al rock alternativo. Certamente di difficile assimilazione, Eclettica è un format unico nel suo genere, comunque amatissimo da folte schiere di ascoltatori, che fra l’altro hanno la possibilità di scaricarne le puntate in podcasting: una fra tante innovazioni portate da Caperdoni nella programmazione di Rock FM.

Blues Express: programma settimanale condotto da un veterano della musica blues italiana, il “Puma di Lambrate” Fabio Treves, ben noto agli appassionati per la sua lunga carriera con la Treves Blues Band. Per quanto di breve durata, il suo spazio ha sempre offerto il meglio del blues internazionale, spesso ospitando gli artisti in studio per delle interviste.

Good Rockin’ Tonight, Country Skyline e Garage Land: le tre creature di Maurizio Faulisi, ognuna con un tema ben preciso: il primo programma propone infatti una selezione di brani di rock’n’roll anni ’50, alternati ad altri di artisti contemporanei, ma sempre con lo stesso stile musicale. Il secondo, come si evince dal nome, offre un tributo alle “origini del rock”, con brani country, roots rock e bluegrass, prevalentemente americani. Il terzo programma, condotto insieme al DJ Metius (conosciuto anche con lo pseudonimo di Chuck Bird, nei panni del quale proponeva diversi aneddoti relativi ai grandi artisti Rock), verte invece su sonorità più underground, punk, beat e garage rock.

Hard’n’Heavy: il secondo programma condotto da Marco Garavelli, ovviamente dedicato all’heavy metal e all’hard rock. La particolarità sta nel fatto che, spesso, vengono proposte delle monografie dedicate a un gruppo o un artista in particolare, oppure vengono trasmessi diversi brani di un determinato album live, sempre e comunque di stampo heavy rock.

Dunque, un palinsesto dedicato interamente al Rock, ma estremamente variegato e in grado di soddisfare i gusti più disparati.
Un’altra grande forza di Rock FM, tuttavia, è sempre stata l’interazione con gli ascoltatori: più di tante altre emittenti, anche molto più potenti e celebri, Rock FM ha dato ampio spazio al pubblico, in costante comunicazione tramite sms, e-mail e telefonate in diretta. Tutto questo ha ovviamente contribuito a creare una sorta di feeling “familiare” fra i DJ e gli ascoltatori, un sentimento di appartenenza che, come vedremo, si è manifestato in maniera poderosa alla notizia della chiusura della radio.


La caduta di Rock FM

Nell’ottobre 2007, tutto lo staff della radio ha festeggiato il 17° compleanno di Rock FM, con una serata organizzata all’Alcatraz di Milano, in cui la “band aziendale” (la Rock FM All Stars band, formata da Edo Rossi, Max De Riu, Mox Cristadoro e Ariele) ha suonato di fronte a centinaia di persone. Tutto sembrava andare per il meglio, l’emittente era in salute e il pubblico a sostenerla era decisamente folto.
Purtroppo, pochi mesi dopo è arrivata la doccia fredda: il 19 marzo 2008, prendendo la parola durante “Pane Burro E Rock’n’Roll”, Marco Garavelli ha annunciato la chiusura della radio. La motivazione è stata quella di una precisa “scelta editoriale” operata da Monradio, la quale, secondo la legge italiana, non può mantenere in attività sia un network (R101) che una radio locale (Rock FM).
La reazione degli ascoltatori è stata immediatamente rabbiosa e massiccia: i DJ sono stati sommersi da messaggi, lettere e telefonate di protesta e solidarietà, mentre internet è stata invasa da una comunità di ascoltatori che ha tentato in tutti i modi, con petizioni, comunicazioni a tutti gli organi di informazione e manifesti vari, di evitare o quanto meno di contribuire ad evitare la chiusura.
Purtroppo, nulla è servito, poiché la situazione era tale che nessuno, se non un imprenditore disposto a spendere parecchi milioni di euro per rifondare tutto da zero, avrebbe potuto salvare l’emittente. Il marchio e la frequenza principale di Milano sono infatti rimaste proprietà di Monradio, il che ha di fatto escluso qualunque possibilità di rilevamento da parte di eventuali compratori.
Vorremmo subito chiarire che lo scopo di questo articolo non è quello di cercare eventuali colpevoli o di muovere accuse, fondate o meno. Piuttosto, questo resoconto vuole essere, come già detto, un omaggio a quella che è stata un’emittente storica, che forse troppo spesso è stata ignorata.
Arriviamo quindi alle ultime settimane di programmazione.
L’intenzione dello staff, manifestato subito e deciso all’unanimità, è stato quello di chiudere questa esperienza a testa alta. È stata quindi organizzata una serie di interviste e di partecipazioni di diversi artisti, italiani e stranieri, tutte programmate durante l’ultima settimana, dal 26 al 30 maggio, per poi concludere con una 24 non stop in cui ospitare tutte le voci che, durante gli anni, si sono avvicendate ai microfoni della radio.
Inoltre, quasi tutti i programmi principali sono stati oggetto di una speciale maratona notturna, generalmente dalla mezzanotte all’alba, in cui si sono anche avute delle esibizioni estemporanee di alcuni musicisti, in diretta negli studi.
Fra gli artisti che hanno partecipato, di persona o tramite interviste registrate, ci sono stati alcuni grandi nomi del Rock classico e contemporaneo, come Jon Lord, Steve Lukather, Tommy Thayer dei Kiss, Piero Pelù, la PFM, Alberto Camerini e tanti altri.
La grande partecipazione e l’enorme affetto dimostrato dagli ascoltatori a Rock FM, ha infine avuto almeno un risultato: la creazione di un sito, www.rockfamily.it, voluto da tutto i DJ della radio per rimanere in contatto con chi li ha sostenuti fino alla fine. La Rock Family è quindi diventata un’attiva comunità online, in cui ex ascoltatori ed ex DJ si confrontano su temi musicali e non. Solo nel primo mese dall’inaugurazione del sito, gli iscritti hanno superato quota 2000.
Una prova dell’entusiasmo che anima la comunità si è avuta durante i concerti che la Rock FM All Stars Band ha voluto tenere in diverse località italiane, raggiungendo il culmine nella serata del 9 giugno a Milano, in pieno centro all’aperto: un’iniziativa del DJ Ariele, partita come provocazione, ha finito per essere concretizzata con l’appoggio di tutto il pubblico presente. Ariele, saputo che il celebre chitarrista dei Queen, Brian May, si era attivato per salvare una radio rock inglese dal fallimento, ha proposto, durante il suo programma, di fargli arrivare un video messaggio per chiedergli di salvare anche Rock FM. Durante il concerto, questo messaggio è stato registrato dallo stesso Ariele e da De Riu, che hanno chiesto al pubblico di cantare tutti insieme “Bohemian Rhapsody”. Ebbene, il video è finito nel giro di due giorni su YouTube e incredibilmente, Brian May ha risposto sul suo sito ufficiale. Chiaramente la risposta è stata negativa, ma il fatto che un grandissimo artista come May abbia avuto anche solo il desiderio di esprimere la sua solidarietà, è stato motivo di orgoglio per tutta la comunità che segue Rock FM.


Keep on rockin’ in a free world: le ultime 24 ore

Alle 18:00 del 30 maggio ha inizio la maratona finale. Il primo ospite è ovviamente il fondatore, Gigio D’Ambrosio, a cui viene concessa mezz’ora, così come a tutti gli altri ex DJ, ognuno dei quali racconta la propria esperienza, propone brani musicali e offre il proprio supporto. Già prima dell’inizio ufficiale della 24 ore non stop, diverse persone sono presenti in Via Vittor Pisani, sotto le finestre degli studi, per manifestare il proprio appoggio all’emittente. Fra accampamenti improvvisati, visite dei DJ in strada e qualche bottiglia di birra, si arriva al giorno fatidico, il 31 maggio. Col passare delle ore, la folla sotto gli studi aumenta fino a costituire un gruppo di centinaia di persone, tutte a gridare a gran voce il proprio dissenso per quella che da tutti viene percepita come un’ingiustizia. Striscioni e cori da stadio (non tutti “gentili” a dire il vero, soprattutto nei confronti delle emittenti rivali!) animano un soleggiato sabato milanese, in mezzo agli sguardi come minimo perplessi dei passanti, molti dei quali non hanno alcuna idea di cosa stia succedendo.
Tutto il risentimento della comunità della Rock Family è sintetizzato nel commento di un utente, Tino, che ci ha dichiarato quanto segue: “Questa situazione, col senno di poi, era prevedibile. D’altronde, a cosa serve una radio di nicchia? Le nicchie non servono, danno fastidio, non si omologano, soprattutto pensano. C’è il rischio che la nicchia possa esprimere un’opinione diversa da quella che tutti ci vogliono inculcare e quindi la cosa migliore è chiuderle e dare spazio al ben pensare comune, alla mediocrità generale che non da fastidio, che fa, dice e pensa quello che vogliono gli altri. Vogliono che spegniamo l’interruttore del cervello. Io spengo la radio, ma il cervello resta acceso!”.
Arrivano le 17:00, manca un’ora alla chiusura. Uno ad uno, i DJ danno il loro ultimo saluto alla radio e i suoi ascoltatori, ognuno con un breve discorso e con un brano scelto appositamente.
Il primo ad iniziare è Max De Riu con un discorso pieno di tristezza ma anche di voglia di non mollare e di tenere alto il nome del rock.
Segue un emozionato Ariele, che con la voce rotta dalle lacrime fa cantare per un’ultima volta “Bohemian Rhapsody” alla Rock Family.
Mox Cristadoro, che ringrazia tutti per il periodo più bello della propria vita e trasmette un brano degli Area, prog band italiana di culto.
Il Metius, che sarcasticamente augura che gli Slayer allestiscano una sala prove nell’appartamento accanto a quello di chi ha deciso la chiusura.
Maurizio Faulisi, insieme ai figli, che trasmette un brano di Buddy Holly, invitando tutti a mantenere vivo il sogno e alto il morale.
Giulio Caperdoni, che quasi non riesce a parlare e non riesce nemmeno ad uscire per raccogliere gli applausi.
Edo Rossi, uno dei più grintosi, che dichiara senza mezzi termini che chi ha deciso di chiudere questa radio “non ci ha capito un…”.
Tocca poi al direttore, Marco Garavelli, che nel giorno del suo 50° compleanno si ritrova a doversi accomiatare dalla “sua” emittente, così come aveva fatto 15 anni fa a Radio Peter Flowers. La sua dedica è “Catch The Rainbow”, la speranza che dopo un temporale arrivi un arcobaleno per tutto lo staff di Rock FM.
Segue Fabio Treves in collegamento telefonico, che ricorda che le cose importanti per la comunità sono la musica e la libertà.
L’ultima a parlare è Claudia, emozionantissima, attorniata dai suoi colleghi, che inizia con un sonoro “vaffa” con tanto di ovazione del pubblico.
Molti si chiedevano, nelle settimane precedenti, quale sarebbe stata l’ultima canzone trasmessa da Rock FM. Alla fine, i DJ hanno spiazzato tutti, prendendo in mano chitarre e percussioni e suonando “Rockin’ In A Free World” di Neil Young, fino all’ultimo minuto di diretta, durante il quale i ragazzi sono scesi in strada continuando a suonare, accompagnati dalla folla presente. Gli ultimi istanti di vita di Rock FM sono stati riempiti dalle centinaia di persone assiepate sotto gli studi, tutti insieme a cantare “continua a fare rock in un mondo libero”. Quando il segnale si è definitivamente spento, la musica è continuata in strada. Non avrebbe potuto esserci finale migliore per un’emittente tanto amata e tanto influente.


Il futuro?

Nessuno, al momento, sa quale futuro aspetta i ragazzi di Rock FM.
Marco Garavelli, dall’alto della sua esperienza, ha iniziato da pochi giorni una nuova avventura ai microfoni di Radio Lombardia. In quanto agli altri, si spera che il loro talento venga riconosciuto e apprezzato in altre emittenti. Ma soprattutto, si spera che l’etere italiano torni ad ospitare una stazione dedicata ad un tipo di musica disprezzato da tante, troppe persone, ma amato e rispettato da tantissime altre.
Attualmente, la frequenza milanese di Rock FM ospita R101, ma potrebbero esserci dei cambiamenti nel prossimo futuro.
L’opinione di chi scrive, riguardo a questa vicenda, è che la radiofonia italiana abbia perso, in malo modo, una delle poche emittenti che dava la giusta importanza alla musica rock, proposta da sempre con una straordinaria passione. La chiusura forzata di Rock FM è stata, secondo me, un attentato alla cultura.
Non possiamo che ringraziare tutti coloro che hanno dato vita a Rock FM in questi 18 anni, per aver trasmesso non solo musica, ma amore per la musica, e per aver diffuso, con costanza e competenza, un genere che pochissime altre radio italiane hanno voluto considerare come si deve.

Grazie, dunque, Rock FM e speriamo in un futuro migliore.


La voce dei protagonisti

Abbiamo avuto la possibilità di parlare direttamente e di fare qualche domanda a due dei protagonisti di Rock FM, a due soli giorni dalla data della chiusura: ecco quello che ci hanno detto il direttore Marco Garavelli e il DJ Max De Riu.


Marco Garavelli:

Marco, tu hai passato in radio più di 30 anni della tua vita: ci potresti raccontare brevemente la tua esperienza?
"Ho iniziato a fare radio quando le radio libere erano attive da molto poco. La passione del rock, che iniziò verso i 14 anni, mi ha spinto a voler trasferire quella musica che mi piaceva anche ad altra gente. Iniziai quindi da una piccola radio della provincia di Milano, con un programma domenicale dedicato al rock, poi passai a Radio City Milano, emittente che non esiste più, successivamente a Radio Metropoli, ovvero quella che sarebbe diventata Radio Italia, e infine a Radio Peter Flowers: questa emittente, che aveva appena aperto, era destinata a diventare una grande realtà e io ho finito per passarci 14 anni, cercando sempre di portare avanti il mondo del rock. Poi, purtroppo, Peter Flowers cambiò format e chiuse. Io sapevo che da poco era stata aperta Rock FM, quindi mi proposi, fui assunto e da lì è iniziata questa avventura che è durata fino ad oggi, per 15 anni.
Rock FM era nata grazie a Gigio D’Ambrosio, anch’egli appassionato di rock, al quale era stato proposto di aprire un canale “alternativo”, sfruttando una frequenza su Milano, che l’editore dell’allora Radio Milano International 101 aveva in più. All’inizio c’era solo musica a rotazione, usavamo ancora quelle che io definisco “pizze”, ossia le vecchie bobine magnetiche, oggi superate dai computer; poi fu deciso di provare ad aggiungere delle voci, degli interventi parlati, prima con Ringo, dopo con noi due insieme e più avanti, assumendo altri DJ. Alcuni, come Claudia e Giulio Caperdoni, sono stati con noi fin dall’inizio, poi si sono aggiunti via via gli altri e siamo arrivati alla squadra attuale di 10 persone."

Come ci si sente a dover chiudere 18 anni di storia?
In quest’ultima settimana siamo stati indaffaratissimi ad organizzare la nostra ultima settimana. Le cose si sono rapidamente evolute, visto che inizialmente avevamo pensato di fare una diretta di 12 ore, poi sono diventate 24, poi ancora abbiamo deciso di chiamare degli ospiti e quindi ci siamo ritrovati con una settimana intera da preparare. Forse, proprio perché tutto questo lavoro e tutta questa adrenalina non ci lasciano un attimo di respiro, non ci stiamo rendendo conto che fra due giorni sarà tutto finito. Dalla prima settimana di giugno, invece, quando la sveglia non suonerà più alle 5.30, capiremo che qualcosa è cambiato…

Vista la decisione, così impopolare, di porre fine a Rock FM, pensi che il rock oggi sia ancora un genere demonizzato?
Mah, nel nostro caso si è trattato di una pura e semplice scelta editoriale, nulla più che una questione commerciale. Anche se, da un altro punto di vista, si potrebbe pensare che non sia così, altrimenti non ci spiegheremmo come un altro editore, che ha creduto in un progetto rock come Virgin Radio, ha avuto un tale successo. Gli ascolti di Virgin, se non altro hanno dimostrato che il pubblico rock esiste e aspetta da anni un network italiano dedicato a questa musica. Questo alla fine è arrivato, io mi sono personalmente complimentato con loro perché hanno svolto un buon lavoro. Secondo me, la loro forza non è stata cercare di portare via ascoltatori ad altre radio, ma semplicemente quella di non avere concorrenza: la mossa vincente è stata portare il rock in tutta Italia, soprattutto al centro-sud, dove praticamente non hanno mai avuto un’emittente che proponesse questo tipo di musica e dove arrivano concerti col contagocce. Gli italiani aspettavano un network rock come una manna. Sono convinto che nel nostro paese ci sia un pubblico potenziale di almeno due milioni di ascoltatori: Virgin ne ha conquistati 1.600.000, quindi ci siamo abbastanza vicini. Noi, nel nostro piccolo, con sole 8 frequenze, siamo arrivati a totalizzare 160.000 ascoltatori al giorno medio e oltre 600.000 settimanali (dati ufficiali di Audiradio). Questo dimostra che il pubblico c’è, ovviamente poi sta alla bravura di ogni emittente riuscire a trarne un profitto, ma di sicuro non sono gli ascoltatori che mancano. Evidentemente, chi ha deciso di farci chiudere non ha del tutto compreso il valore del rock in Italia, che, ripeto, a mio parere è una carta vincente a priori.

Qual è stata secondo te la forza di Rock FM?
In parte, paradossalmente, la nostra forza è dovuta al fatto di non essere diventati un network: è ovvio che, passando dalla copertura locale a quella nazionale, alcune cose sarebbero dovute cambiare, ci sarebbero state delle regole forse più rigide da rispettare. Quindi, uno dei nostri punti di forza è stato sempre quello di essere fondamentalmente una radio libera, non soggetta ad imposizioni commerciali o meno. Questo, insieme all’interazione con gli ascoltatori, ha sicuramente influito sul grado di affezione della gente alla nostra radio: ci sono persone che ascoltano Rock FM per un’intera giornata, quando magari su un network stanno una mezz’ora al massimo. La prova dell’affetto che ci lega ai nostri ascoltatori è il sito di RockFamily, dove in una ventina di giorni abbiamo totalizzato oltre duemila iscritti, il che è straordinario se pensi che si tratta semplicemente di un forum. Bisogna anche tenere conto che la nostra è sempre stata una radio di sola musica, non abbiamo mai fatto spazi di informazione, politica o altro, perché esulavano dai nostri interessi. Magari può essere stato un errore, ma la nostra scelta è sempre stata quella di dare spazio sempre e solo alla musica.

Pensi che questa grande mobilitazione dei vostri ascoltatori possa cambiare qualcosa per il futuro?
Non so, sinceramente. Noi il riscontro lo abbiamo avuto direttamente dai nostri ascoltatori, ma il fatto che la notizia sia stata riportata da diversi quotidiani e siti web, può fare ben sperare. Non so se possa davvero portare a qualche cambiamento, forse bisognerà aspettare qualche tempo, visto che la patata è ancora parecchio bollente… Staremo a vedere.


Max De Riu:

“Io spero davvero che questa risposta che abbiamo avuto dal pubblico possa cambiare qualcosa. Non avremmo mai potuto aspettarci una reazione così forte e ampia, una tale solidarietà da parte di tutti. È un po’ un controsenso, perché inevitabilmente arrivi a chiederti perché tutto questo debba finire… Il problema, purtroppo, è che questa grande mobilitazione che stiamo vivendo, arriva da persone che non hanno la possibilità economica di cambiare le cose. C’è un fattore economico fondamentale in questo progetto, che la gente comune non può certo sostenere. La nostra chiusura dipende dalla volontà dell’editore, non certo dalla disponibilità finanziaria, che di certo non gli manca: è semplicemente un discorso di scelta, da parte di persone che, permettimi, non capiscono e forse non possono capire questo mondo, poiché vivono in una dimensione diversa e incompatibile con la nostra. Secondo me, era inevitabile che prima o poi si arrivasse a questo. Il fatto, però, che ci sia questo patrimonio umano, culturale e di passione, che stiamo appunto cercando di preservare sul sito di RockFamily, potrebbe essere la chiave per creare qualcosa di nuovo. Le idee, la passione e il calore ci sono, possiamo solo sperare che un giorno ci sia anche qualcuno disposto ad investire del “vil denaro” in questo progetto. Quello che, al momento, rende tutto ancora più brutto è il fatto che noi avevamo tentato di recuperare almeno il marchio di Rock FM, in modo da non buttare via 18 anni di storia, ma abbiamo scoperto che il marchio sarebbe rimasto alla proprietà: non solo, ma il sito ufficiale della radio rimarrà online e continuerà ad essere trasmessa della musica in streaming. Insomma, oltre al danno ci sarà anche la beffa. Ho la presunzione di pensare che Rock FM siamo noi, poiché chiunque abbia rappresentato l’editore, in tutti questi anni, non ha mai partecipato attivamente alla realizzazione della radio, se non pagando le bollette e i nostri stipendi, che per carità, sono una componente fondamentale, ma di fatto, noi possiamo vantarci di essere stati davvero una radio libera. Questo perché i nostri editori hanno sempre dimostrato un certo disinteresse, quindi noi abbiamo avuto la libertà di gestire l’aspetto artistico in maniera assolutamente autonoma. La nostra scelta fondamentale è stata quella di parlare sempre e solo di musica: parlare di musica, fare ascoltare e fare vivere la musica, nient’altro. È sempre stato il nostro credo, i contenuti sono sempre stati esclusivamente musicali e credo che sia stato giusto, anche perché, nel panorama radiofonico attuale, si è un po’ persa la componente artistica, a vantaggio di discorsi di attualità, di politica, opinioni varie o sfruttare personaggi magari riciclati dal mondo della televisione... Io invece rimango convinto che, in una radio, la musica debba rimanere la cosa principale. Tornando all’appoggio che stiamo ricevendo dalla gente in questi giorni, mi rendo conto che spesso sto usando la parola “magia” per definire questo momento: in fondo, credo che ci sia davvero qualcosa di magico nello strumento radiofonico in generale, ma soprattutto con Rock FM che è una cosa davvero speciale. Da noi, questa barriera fra chi parla e chi ascolta non esiste, c’è proprio un’unione straordinaria, non ci conosciamo ma è come se ci conoscessimo da sempre, c’è un feeling, un’unità di intenti e una condivisione di emozioni e di passioni che può davvero abbattere delle barriere incredibili. Parlo proprio a livello sociale, ci sono tante persone che hanno problemi a socializzare con gli altri, ma noi siamo riusciti a superare questi ostacoli grazie a tutti quelli che ci hanno sempre ascoltato."

Come vedi il futuro per voi?
“Guarda, l’ultimo periodo è stato molto intenso, sia a livello di emozioni che soprattutto di impegno: tutti noi, che abbiamo peraltro sempre dato il 100% in questa avventura, negli ultimi giorni stiamo veramente esagerando! Dal momento in cui la chiusura è stata ufficializzata, ci siamo guardati tutti in faccia e abbiamo deciso che questa cosa avremmo dovuto viverla a testa alta, con l’impegno e la passione che abbiamo sempre avuto. Non abbiamo nulla da rimproverarci e non volevamo rendere questi ultimi giorni come un funerale o cose del genere: quindi, testa alta, con il supporto di tutta la gente che ci sta dimostrando tanto affetto. Per quanto riguarda il futuro, credo che nessuno di noi ci abbia ancora pensato, essendo stati così impegnati nell’organizzazione dell’ultima settimana. Personalmente, mi piacerebbe poter continuare a fare questo lavoro, che svolgo da 13 anni e sicuramente mi mancherà moltissimo e perciò proverò in tutti i modi di andare avanti. Mi rendo conto di voler vendere una cosa che non interessa a molti e che non molte radio propongono, ma spero che tutto quello che sta succedendo intorno a noi e tutto il clamore che si è venuto a creare, ci possano aiutare a continuare in qualche modo. Non parlo solo a livello lavorativo, ma proprio perché credo sia giusto che il rock vada avanti.”

Dicci il tuo gruppo e la tua canzone preferiti, e cosa consiglieresti a chi non ha mai ascoltato nulla di rock?
Il mio gruppo preferito rimangono i Kiss, perché da quando li ho conosciuti, la mia vita è cambiata: grazie a loro ho imparato ad amare il rock. Canzone preferita, ovviamente dei Kiss, è “Love Gun”, mentre se dovessi consigliare qualcosa a chi non sa cosa sia il rock… Beh, sicuramente una raccolta dei Led Zeppelin, una cosa tipo “Remasters”: nei Led Zeppelin c’è tutto, il blues, il rock, l’hard rock e il metal, sarebbe uno dei consigli migliori che potrei dare a un profano: gli farei scoprire un gruppo eccezionale ma anche tutte le sfaccettature che il nostro genere preferito ha sempre avuto!”

Salutiamo Max con il “suo” incitamento, che sicuramente trova d’accordo tutti noi: “Corna al cielo e fottuto Rock’n’Roll!”.


Links

http://www.rockfamily.it - Il sito della RockFamily, punto di incontro per DJ e ascoltatori di Rock FM.
http://www.youtube.com/watch?v=YTgv7irZhkI - La gente canta "rockin' in a free world" in strada con l'Ariele.
http://www.youtube.com/watch?v=LGpW6LUeTPY - Il video messaggio per Brian May.
http://www.brianmay.com/brian/brianssb/brianssbmay08a.html - La risposta di Brian May sul suo sito ufficiale.
http://www.audiradio.it/upload/File/Audiradio_%20primo_bimestre_08.pdf - Dati ufficiali di Audiradio relativi al primo bimestre 2008.
Articolo a cura di Michele 'Freeagle' Marando

Ultimi commenti dei lettori

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Inserito il 04 nov 2008 alle 15:18

davvero un bell'articolo,non ho mai vissuto rock fm ma misento come se avessi perso qualcosa anche io!

Inserito il 31 lug 2008 alle 15:02

che tristezza =( in ogni caso complimenti per l'articolo..

Inserito il 30 giu 2008 alle 12:05

ecco, mi fate piangere così... :'( Keep on rocking in a free world...