Copertina 8,5

Info

Genere:Prog Rock
Anno di uscita:2008
Durata:69 min.
Etichetta:Progrock Records-SPV

Tracklist

  1. LIFELINE
  2. CAN'T FIND MY WAY
  3. LEVIATHAN
  4. GOD'S LOVE
  5. CHILDREN OF THE CHOSEN
  6. MANY ROADS
  7. FLY HIGH

Line up

  • Neal Morse: vocals, guitars, keyboards
  • Mike Portnoy: drums
  • Randy George: bass

Voto medio utenti

Al suo ritorno in studio dopo il successo europeo del "Sola Scriptura Tour" culminato nel magnifico doppio dvd live (6 ore), Neal Morse rivuole accanto a se Mike Portnoy e Randy George, con "Lifeline" sospende l'idea del concept adottata in "?" e "Sola Scriptura" focalizzandosi di più su canzoni orecchiabili e melodiche ristrette nel limite dei 5 minuti senza per questo rinunciare a soddisfare l'appetito dei prog fans già dai 13 minuti dell'iniziale titletrack (presentata lo scorso luglio in anteprima al festival tedesco "Night of prog" a Loreley), brano che sembra provenire da uno scarto di "V" caratterizzato dal solito lungo intro strumentale (4 minuti) condotto a ritmo serrato ricco di cambi di tempo con rimandi a "At the end of the day" ed un refrain corale in stile Yes intervallato da parti strumentali e atmosfere in continua mutazione. Niente di nuovo per chi è già abituato alle sonorità di Morse, ma il pezzo funziona alla grande anche per merito di un testo in cui ringrazia Gesù per avergli dato quella "lifeline" che lo ha salvato nei momenti più difficili ("when I was cast away, when I was on my own, when my world was like an ocean out of control, Jesus is my lifeline").
La semiacustica "Can't find my way" è molto riuscita nell'uso delle due chitarre e nei perfetti inserti corali di un refrain
difficile da scordare, si anima elettricamente nella seconda parte con un sottile strato di tastiere e la chitarra che entra quasi senza disturbare per sfogarsi nell'assolo centrale di un brano semplice che racchiude ancora un testo molto profondo frutto delle esperienze personali ("I traded my ambitions for a safe and simple life, I chose a life of abscurity, left my dreams behind, inside I feel I die, I know I'm a child of God but he seems so far away, he doesn't seem to help me when I knee down and pray, Lord show mw the way home").
Nei 6 minuti di "Leviathan" è racchiusa tutta la vena più sperimentale e creativa di Morse, con influenze che spaziano dall'hard rock al metal al funk, un brano difficile da descrivere pieno di imprevedibili colpi di scena ritmici e arricchito dall'uso di effetti sonori, sezionee fiati, xilofoni, una parte strumentale molto ispirata ai Dream Theater ed un Morse dalla voce molto incattivita. "God's love" vede il ritorno alle atmosfere acustiche, strutturalmente ricorda molto "We all need some light" (Transatlantic), ha il pregio di scorrere via leggera e piacevole sospinta dal testo ("Reach out and you'll feel what he said is true, God's love won't let you down") ma nel disco finisce per diventare quasi un doppione di "Can't find my way".
I fans degli Spock's Beard di "Snow" riconosceranno fin dalle prime note l'affinità tra "Children of the chosen" e "Wind at my back", è un gioiello melodico che si differenzia per l'inserimento di una chitarra acustica spagnoleggiante (a cui è riservato anche un solo centrale) ed un coro incisivo e maestoso nel refrain e nel finale ("We're the children of the chosen holy one, God is love, he wants you, won't you come inside and see").
"Many roads" non ha bisogno di molte presentazioni: è una delle più belle ed articolate suite della sua carriera solista ,28 minuti divisi in 6 movimenti guidati da una melodia orecchiabile racchiusa nei primi 4 minuti (se estrapolata dalla suite per un singolo, può divenire una buona hit), nel testo Morse si trova a scegliere tra molte strade e chiede al Signore di mostrargli quella del credente ("I feel like a wave on the ocean tide, there's so many roads to nowhere, so many places I could try, I feel like I have a calling, maybe it's time for me to fly in search of the one who will save me, that will lead me in the light"). Il repentino cambio di atmosfera ci porta ad una ritmica heavy e calda sorretta in gran parte dalle chitarre: Morse viene tentato dalle allettanti promesse dell'assolata California e dal successo ("If you're not sure who you are, no personality, we will invent you one, we'll make you a star for a day"). I lunghi passaggi strumentali sono sempre molto azzeccati così come gli stacchi corali che enfatizzano le grandi opportunità offerte dalla fama improvvisa, case, macchine), un lusso a cui Morse sfugge per venire tentato dalla vita più monotona ("the humdrum life") in cui tutto è più sicuro e viene preso molto alla leggera senza preoccupazioni ("Take it slow, give up your silly dreams), qui l'atmosfera è più rilassata, riempita con l'uso di sax e clarinetti che danno un tocco leggero e frivolo alla parte della suite, conclusa da un passaggio al piano e cori alla Beatles che ripetono la melodia dei minuti iniziali. Il brusco ritorno ad un ritmo più accattivante si accompagna ad una vita sfrenata e senza regole ("I can do what I want with my own mind, forget it all, we can party everyday, all the way to the grave"), ancora chitarre heavy in primo piano, cori, passaggi strumentali con relativi spazi personali dedicati a basso e tastiere, un clima destinato ancora a mutare nei toni più soffici di un guitar solo languido che ci porta alla scelta definitiva di Morse, che aiutato da orchestrazioni sottili e cori sontuosi dichiara a cuore aperto in un crescendo emozionale "There is another life that willa satisfy more than you'll ever know, a place where the spirit flies, look in the eyes of the saviour, turn your darkness into dawn and Jesus fill your heart".
Nell'ultima parte della suite la melodia iniziale di "So many roads" viene riproposta con toni più maestosi: Morse ha trovato la sua strada ("As I look to the grand horizon gazing to the open sky there's so many roads before me, seeking the one who will guide me, if I only trust in Jesus he will lead me to the other side"), e la lunga chiusura strumentale ci riporta ai primi secondi del brano con Morse accompagnato solo dal piano.
"Life like a razor can shave you clean or it cuts in a moment and leaves you to bleed": poche ma incisive parole, un Morse malinconico accompagnato dal piano introduce così "Fly high", 6 minuti con i piedi sospesi da terra, un bagno emozionale arricchito da un testo pieno di speranza e libertà individuale ("Fly high, straight to the open sky, give up everything you have for what you could never buy, Jesus will lift you high") cantato magnificamente con voce dolce e rassicurante di chi ha vissuto personalmente questo tipo di esperienza ("You might have to take off that rock'n'roll crown"), l'aggiunta di sottili arrangiamenti orchestrali, un drumming lento e leggero, un doppio guitar solo elettrico da brividi, nella sua semplicità strutturale cresce con gli ascolti sospinto da un'atmosfera che ti fa realmente sentire nell'alto dei cieli libero da ogni peso inutile.
Ancora una volta Morse non ha tradito i suoi fans: a differenza di "Sola scriptura", "Lifeline" è un disco meno prog ma sicuramente più esposto al mercato commerciale (nel Nord America esce per la Sony/Red) senza per questo deludere le aspettative di quelli che lo seguono dai tempi degli Spock's Beard (con i quali si è brevemente riunito a fine agosto nei bis di "The light" ad un festival prog americano), chi invece lo ha sempre stroncato per la sua eccessiva commercialità, per le ripetute citazioni al prog anni '70 o per la sua dichiarata fede in Dio può continuare a starne alla larga e ripiegare sul dvd della reunion dei Genesis, quello si che è prog vero con "Throwing it all away", "Invisible touch", "Hold on my heart" (chi ha orecchie per intendere...).
La special version a 2 cd contiene nel bonus disc delle cover a cui sembra abbia partecipato anche Paul Gilbert: "Crazy horses", in cui canta anche Portnoy (Osmond Brothers), "Lemons" (Bee Gees), "The letter" (Joe Cocker), "What's so funny" (Elvis Costello).
Recensione a cura di Carlo Viano
bell'album

ottima esecuzione ottima qualità audio niente di nuovo però dal punto di vista artistico comunque 4 stelle e grande Neal

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 30 set 2008 alle 21:04

che grande musicista. lo devo ascoltare assolutamente.

Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.