Quante brutte cose accadono di
Notte, si rischia di incappare nei
Demoni, tocca scansare
Cobra e
Vipere ma pure
Accoltellatori,
Predatori o
Legioni assortite ed infine, in
Silenzio, si finisce con il pensare all'
Eternità.
Meno male che questo quintetto di Atene ha pensato bene di abbinarci un temibile
Spettro, e già che c'erano hanno anche intitolato il loro album d'esordio proprio "
Night Spectre".
Vabbè, anche oggi l'originalità - "quella sconosciuta" - è messa da parte.
Ma veniamo a noi, anzi ai
Night Spectre, che come già anticipato arrivano dalla Grecia con tre quinti della band che hanno trascorsi nei Witchcrawl, autori di un solo EP ("World Without End") nel 2020 che già si muovevano lungo i sentieri dell'Heavy Metal tradizionale per quanto più ruvido e meno elaborato, soprattutto nella prova vocale di
Tasos Molyviatis (che si diletta anche con il Black Metal dei Akrotheism) rispetto a quanto andremo a scoprire nel corso di "
Night Spectre".
Partenza in quarta, inseguiti dalla polizia, con "
Death Contract" e parata di seconda con la seguente "
The Maniac" per poi mettere maggior brio su "
Cheating The Fates": una terna di canzoni dove i
Night Spectre si fanno apprezzare per aver saputo dare lustro al miglior Heavy Metal, stuzzicato a dovere dalle chitarre della coppia
Thomas Stamatas &
Dimitris Diogos e sostenuti da una discreta prova vocale di
Molyviati, senza risultare eccessivamente derivativi e confermando tutte le potenzialità e le qualità della scena Heavy Metal ellenica.
A questo punto però, come già avvertito in occasione di "Dreamruler" dei connazionali Steel Arctus, dopo una grande cavalcata iniziale anche i
Night Spectre tendono a perdere un po' smalto, risultando meno impattanti e memorabili. Su "
To Die in the Ancient Fire" si rallentano i ritmi andando a privilegiare l'enfasi e l'impatto epico, provando a coniugare i Manowar con i Bathory ed accompagnando il tutto con una sfilza di assoli di chiara derivazione maideniana, con gli Iron Maiden tirati nuovamente in ballo nella galoppante "
Blades of Galvarino" per quell'approccio che tendo a ascrivere alla R.W.O.H.M. (Revival Wave of Heavy Metal) dove, al di là della sua indole da power ballad, trova collocazione anche "
Crossing the Abyss" con il suo riuscito incedere anthemico ed un chitarrismo che rimanda a formazioni eroiche come Blitzkrieg e Chateaux, cui si accoda anche la meno avvincente "
Damnation of Memory" (però con in evidenza il basso di
Thanasis Loumos) mentre la titletrack, piazzata in chiusura, torna ad alzare i toni e la voce, a favore di un approccio più battagliero sullo stile dei migliori Grim Reaper.
Come già lasciato intendere siamo davanti ad un interessante e piacevole album d'esordio, e se non si consumeranno tra le fiamme "
dell'antico fuoco" i
Night Spectre potranno darci/darsi ulteriori - e maggiori - soddisfazioni
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