Dopo l'ottimo
"Les chemins de l'exil" (2025) rilasciato un anno fa proprio di questi tempi — disco che portava a compimento su una via più strutturata e feroce le ottime intuizioni dell'esordio (
"Les bâtards du roi" - 2024) — i francesi
Les Bâtards du Roi tornano, nuovamente coadiuvati dalla sempre interessante label
Les Acteurs de l'Ombre Productions, con un EP di soli tre brani spalmati su 13 minuti totali di musica:
"Ici meurt ma joie".
"Ici meurt ma joie" prosegue sulla scia dei suoi predecessori bensì con un sound ancora più moderno e corposo, presentandoci un Black metal dal taglio melodico e dalle tonalità epiche in cui furia nichilistica, suggestioni folk, tonalità corali, situazioni disperate e ambientazioni medievali si amalgamano alla perfezione. L'impianto sonoro, come già accennato, è di altissima qualità e consente di godere al meglio sia delle molteplici cromature armoniche di cui si caratterizza l'opera che del guitarwork potente e denso di groove, oltre che delle molteplici dinamiche Thrash/Death assai intricate che pervadono la sua struttura.
Non è facile sbilanciarsi (come in realtà sto per fare) su un EP così esiguo, tuttavia posso assicurarvi che la qualità è realmente elevata — d'altronde questo era già evidente nei due album pubblicati — e se siete amanti di realtà come i
Sühnopfer degli ultimi lavori, o dei
Véhémence, credo proprio che questo gruppo potrà regalarvi molte gioie.
Sia chiaro che ci troviamo su una lingua di fuoco nera piuttosto moderna e "contaminata" (per esempio vi sono anche varie clean vocals e sporadici episodi declinati al femminile), ma quando le cose sono fatte con così tanta perizia ed ispirazione non è possibile rimanere indifferenti.
Lunga vita ai bastardi del re.
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