Se con il recente EP "Need" si erano mossi fuori dai confini dell'Heavy Metal, andando a coverizzare sia hit Pop come "Left Outside Alone" (di Anastacia) e "Try" (di Pink) oltre alla stupenda "Impressioni di Settembre" della PFM, con "
Divine" gli
Anthenora riprendono da dove erano rimasti con il precedente album "Mirrors and Screens" e per la prima volta piazzano nella tracklist il brano con il proprio moniker, cui fa riferimento anche la copertina del disco. infatti, come ci "
ricorda" Dante Alighieri nella sua "Divina Commedia" (
Canto XXXII dell'Inferno) Antenòra fa parte del Cocito, il lago ghiacciato situato sul fondo dell'Inferno dove vengono puniti i traditori.
Si inizia però con "
Spider's Kiss" e con il suo impatto in crescendo, bello carico e frontale, nel più classico stile degli
Anthenora, con la voce ruvida e incalzante di
Luigi Bonansea a menare le danze. Ed ecco il momento di "
AnthenorA", più ariosa e largamente corale, sotto le scudisciate delle chitarre dell'inossidabile
Stefano Pomero e del nuovo arrivato
Alessandro Parola. La formazione è completata dall'immancabile
Fabio Smareglia, da sempre dietro al drum kit dei piemontesi, e dal bassista
Samuele Peirano, presente dal già citato "Mirrors and Screens", i quali con il loro impatto caratterizzano la seguente "
Fricken", ritmicamente frizzante con quel suo approccio più modernista rispetto a quanto ci avevano abituato gli
Anthenora ma che - ammetto - mi ha lasciato un po' perplesso. Mi trovo, infatti, poi più a mio agio nella vena teatrale e drammatica di episodi come "
Funny Old Wisdom" e "
Boredom" o nei chiaroscuri di "
Decency", ma anche nei modi decisamente più roventi di una scattante "
Justice" o della maideniana "
Mirror". Gli
Anthenora lasciano il segno anche nell'accoppiata finale, decisamente metallica e costituita da due dei momenti migliori del disco, grazie ad una "
War" di grande spessore (e la mia preferita...) e di "
Stone King" che ci sorprende tanto nell'incedere pulsante quanto per il suo epilogo con dei cori a cappella.
Come già sottolineato "
Divine", che esce ancora per la
Punishment 18 Records ed è stato registrato ai New Sin Studio di
Luigi Stefanini e sotto la produzione di
Tony Fontò (sempre accoppiata di garanzia assoluta), è l'erede naturale di "Mirrors and Screens", ma gli
Anthenora non rinunciano a soluzioni inedite e coraggiose, che vanno premiate.
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