Quando penso agli esordi di gruppi come Assassin, Darkness, Deathrow, Exumer, Living Death, Necronomicon, S.D.I., Vendetta... non posso che provare una forte nostalgia per quei tempi - era la seconda metà degli anni '80 e da allora sono trascorsi ormai quarant'anni - quando la scena del Teutonic Thrash Metal "minore" in Germania era dinamica e davvero spumeggiante. Diverse di queste band sono ancora in attività, sovente dopo una lunga pausa e/o con line-up rivoluzionate, e tra loro anche gli
Exumer, che dopo una formidabile doppietta iniziale, "Possessed by Fire" (1986) e "Rising from the Sea" (1987) sono andati in letargo sino al 2012, quando si sono ripresentati con "Fire & Damnation", cui sono seguiti "The Raging Tides" (2016), "Hostile Defiance" (2019) e, appunto, "
Death Mask Messiah".
Nel nuovo album ritroviamo ovviamente il chitarrista
Ray Mensh, l'unico musicista da sempre presente sui dischi degli
Exumer visto che
Mem Von Stein su "Rising from the Sea" era stato rimpiazzato da Paul Arakaki, per poi tornare dietro al microfono in maniera definitiva. Riecco anche
Marc Bräutigam, ormai stabile in formazione da una decina di anni e due nuovi innesti,
Alex Voss al basso e
Jerome Reil alla batteria, e se il suo nome vi suona famigliare, c'è un perché: si tratta del figlio di Jürgen Reil, alias Ventor e storico drummer dei Kreator. Tale padre tale figlio, anche se
Jerome a differenza del padre non si propone anche alla voce ma pesta - e con dovizia - il suo drum kit, lasciando legittimamente il microfono al rabbioso
Von Stein che lo divide solo con
Nasty Ronnie nella conclusiva cover di "
Unchained Angel" (dal MLP "Abstract Reality" dei Nasty Savage).
Ma ripartiamo dall'inizio, a cura della stessa titletrack che affilate le lame parte subito all'assalto, "
riesumando" le storiche sonorità del gruppo, oggi forse meno furibonde rispetto agli esordi ma al contempo più ragionate, in ogni caso sempre in grado di far torcere le budella all'ascoltatore, andando poi a sfociare nelle seguenti "
Blinding Skies" e "
Sin Bleeder" che tengono la barra dritta, con liriche che affrontano temi di cronaca nera, politica e società. A questo punto "
Eradication", "
Ravishing Waste", e più avanti la marziale "
Serpent", tradiscono una qualche influenza da parte degli Overkill e più in generale dallo US Thrash Metal, con gli Exumer che tornano a "farsi possedere dal fuoco" sulla schioppettante pira eretta da "
Allocated Savagery", con "
Fratricide", "
Scorcher" e la deflagrante "
Frozen Ground", valorizzata da uno spettacolare assolo di (almeno credo...)
Marc Bräutigam, episodi che infine passano mano al già citato - e gradito - omaggio ai Nasty Savage.
Senza nulla togliere ai precedenti lavori, "
Death Mask Messiah", grazie anche a una resa sonora di tutto rispetto, è l'album più aggressivo tra quelli realizzati dopo il loro comeback e non credo di esagerare andando a sottolineare come nell'occasione gli
Exumer si siano avvicinati parecchio ai fasti (and furious...) di "Possessed by Fire".
TAKE THEM AWAY, LIGHT UP THE DAY, BURN!
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