Prendiamo questa operazione per quello che è, ovvero una collaborazione estemporanea tra due pesi massimi della chitarra che rispondono al nome di
Steve Hackett e di
Steve Rothery.
“The Roaring Waves” è un album estivo godibilissimo, indubbiamente divertente, ma quasi mai sorprendente. Tra le sette tracce strumentali del duo - che è comunque supportato da una band di tutto rispetto - spiccano l’introduttiva
“The Storm”, sinistra e dall’evoluzione ruvida e drammatica, e l’ipnotica
“K-129”, che rievoca i Tangerine Dream degli anni Ottanta/Novanta.
Per il resto, le influenze sono “sempre quelle”, dal progressive morbido e avvolgente di memoria pinkfloydiana (
“Sandsend”, “The Black Sea”) all’immancabile momento flamenco (la titletrack), passando per certo rock alternativo più moderno e orecchiabile (
“Red Dragon”). Fa storia a sé la conclusiva
“Pacific Coast Highway” con i due che si divertono a “fare gli americani”.
Perché non di solo prog vive l’uomo.
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