Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2026
Durata:48 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. THE CALL OF LOVE
  2. STRANDED
  3. FIRE & ICE
  4. SEA OF DESIRE
  5. ALL OR NOTHING
  6. THE SHADOW OF NIGHT
  7. BULLET ON THE ROAD
  8. PAY THE PRICE
  9. ONE STEP TO PARADISE
  10. RUNNING FROM THE NIGHT
  11. THE WAITING GAME

Line up

  • Isabell Oversveen: vocals
  • Tom Martin: guitar, bass
  • James Martin: keyboards

Voto medio utenti

Desiderate fare un (bel) regalo a qualcuno che apprezza il rock melodico e volete andare sul “sicuro”?
Scegliete “Fire and ice” di Issa e non correrete il rischio di un dono indesiderato.
Un’affermazione che apparentemente potrebbe nascondere una piccola velata critica al nono album della bionda cantante norvegese, ma che invece vuole sottolineare come, ancora una volta, siamo di fronte ad un lavoro pregevole, equamente diviso tra AOR e bagliori synth-pop, capace di soddisfare ogni estimatore del genere senza praticamente esclusioni di sorta.
La mancanza di veri “guizzi” d’imprevedibilità diventa così una questione da sofisti del settore, anche loro, ne sono convinto, destinati a capitolare di fronte alla voce erudita della Oversveen e al prezioso contributo esecutivo / compositivo di Tom e James Martin (ex Vega, Nitrate, The Switch, …), autentici luminari della melodia adescante.
Esattamente la sostanza di cui sono fatte “The call of love”, innervata da chitarre vigorose e sublimata da un refrain istantaneo, la delizia Heart-ianaStranded” e la title-track dell’opera, un autentico saggio di garbata e intensa seduzione sonica.
E sempre in tema di imperiosa attrattiva, come si fa a non essere conquistati dalle lusinghe romantiche di “Sea of desire” (interpretazione vocale da brividi), o rimanere impassibili quando “All or nothing” svela il lato più grintoso della raccolta, dimostrando la duttilità espressiva di una vocalist forse non ancora incensata per il suo reale valore.
La brezza lieve che spinge “The shadow of night” dritta al centro dei gangli sensoriali acquisisce aliti di fosca melodrammaticità in “Bullet on the road”, per poi trasformarsi in una ventata di techno-AOR denominata “Pay the price”, nuovamente abbastanza difficile da non memorizzare fin dal primo contatto.
A quelli che prediligono sonorità radiofoniche leggermente più “attualizzate” è indirizzata “One step to paradise” e se il clima synth-etico che impregna “Running from the night” è perfetto per i seguaci dei The Switch, “The waiting game” mescola The Buggles e Roxette con notevole buongusto.
Regalare o regalarsi “Fire and ice” è dunque una scelta altamente consigliabile … magari non per chi cerca qualcosa di “diverso”, ma di certo per tutti i cultori della buona musica.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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