Ennesimo album d'esordio, a testimonianza del costante fermento all'interno della scena Metal. Con "
Legacy of Chaos" giunge il momento dei
Seven Metal Sins, formazione francese, ad ogni modo composta da musicisti esperti e collaudati, dove alla sezione ritroviamo due ex Manigance,
Stéphane Lacoude e
Patrick Soria (quest'ultimo per diversi anni nei Killers) qui alle prese con un disco che più che alla tradizione natia guarda alla scena teutonica, infatti, già dalla rutilante "
Scars of Injustice" si rilevano marcate influenze di formazioni come Accept, Brainstorm e soprattutto Grave Digger, per il ruvido approccio vocale di
Claw-G (alias di Clovis Gay) che non può non rimandare proprio a Chris Boltendahl, ma - aggiungerei - con un tocco di Blackie Lawless e un pizzico di Hansi Kursch e Michael Seifert (cantante dei Rebellion).
Sulla stessa lunghezza d'onda si dipanano via via le successive "
No Sanctuary", "
Hypocrisy", "
Eternal Downfall" e poi più avanti "
Beyond the Breaking Point" e la rabbiosa e serrata "
Sun Eaters", tutte canzoni robuste che raramente prendono alte velocità e puntellate da una produzione potente ma anche meccanica e vagamente sintetica. Offrono maggior varietà la scattante e anthemica "
Feel the Steel" che ha qualcosa dei già citati Rebellion e si fregia del miglior guitarwork del disco, la rockeggiante ed orecchiabile "
Wolves of the Last Dawn" pronta ad acuire il precedente accostamento con i W.A.S.P., al pari della vivace ed accattivante "
Rise of the Phoenix" (da sottolineare anche qui il lavoro di
Antton Iriart e
Frédéric Auclerc) e a mio parere tra le più riuscite del lotto. Non poteva mancare la power ballad d'ordinanza, e i
Seven Metal Sins la piazzano proprio sul filo di lana: "
King Of Sorrow", un discreto episodio con poche variazioni sul tema, forse tirato un po' troppo per le lunghe e, infatti, è l'unica traccia che sfora - largamente - i cinque minuti di durata.
Come già riportato
"Legacy of Chaos" è il primo full length per i
Seven Metal Sins... magari si poteva far di meglio, ma pure di peggio, e sicuramente troverà i suoi estimatori. Dategli una possibilità, se la merita tutta.
Metal.it
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