E' trascorso giusto un lustro dall'esordio dei
Crystal Skull, quel "Ancient Tales" uscito nel 2020 sempre per la
Underground Symphony, ma da allora non solo è trascorsa tanta acqua sotto i ponti, infatti, il nuovo album ha apportato un sacco di novità, sotto forma dei diversi musicisti che per l'occasione si affiancano al fondatore della band
Claudio Livera (Black Raven, Sacro Ordine dei Cavalieri di Parsifal, Akroterion...), andando così a rimediare a quello che era stato il principale appunto che si poteva rivolgere all'esordio: quello del "fare tutto da solo". Che fosse stata una precisa volontà o scelta obbligata, ora quella di cedere il microfono a
Lorenzo Nocerino (Silverbones, Jenocress...) si è rivelata un'ottima idea, vista la sua capacità di integrarsi nelle trame create da
Livera, autore non solo a livello prettamentee ma anche su quello lirico, visto che "
Arcane Tales" è il secondo episodio di una trilogia Fantasy che ci narra della Saga di Arendal, figlia della sua immaginazione e che si concluderà nel prossimo capitolo, che si dovrebbe intitolare "Destiny Tales".
E cosi, dopo la narrazione introduttiva di "
Prelude to Darkness", inizia un vero tripudio di Power Metal Teutonico degli anni '90, saltellando tra brani che guardano ai Running Wild ("
Gates of Skull" e – pur nel suo guitarwork maideniano - "
Stormbreaker (Turok's Axe)") o Gamma Ray ("
Prisoner in the Night", "
Horizon's Nightstorm"), sempre e comunque con largo uso di cori e schitarrate perfette per il genere, come quelle su "
Ancient's Ritual" (altro brano che sembra uscito dalla penna di Kai Hansen) ed alle quali hanno dato un prezioso contributo con le loro chitarre,
Alessandro Nervo (Moonchild, Sabbathage, Dyalmace...),
Alex Corona (Revoltons, Headquakes...) e
Carlo Venuti (Revoltons, Sacro Ordine dei Cavalieri di Parsifal, Akroterion...) mentre al basso troviamo su diversi episodi
Andrea Franceschi (Silverbones, Evil Hunters...) e stabilmente dietro al drum-kit
Fabio Tomba (Silverbones, Future Is Tomorrow...). Da segnalare che l'artwork, come già per il primo capitolo, è stato realizzato da
Fabio Babich, uno dei disegnatori di Dragonero, noto fumetto Fantasy della Sergio Bonelli Editore,
Pur con qualche rimando alla N.W.O.B.H.M, anche con "
Am-Aras (Black Lord)" non si sgattaiola via dai confini germanici, visto che qui, dopo un rutilante incipit alla Grave Digger ho poi trovato, soprattutto a livello corale, qualcosa dei primi Stormwitch, mentre con la quadrata "
The Underdark" e la corale "
Queen of the Black Moon (Erevyn's Fate)" ci si sposta più dalle parti degli Heaven’s Gate. Gli arpeggi di "
Horizon's Nightstorm" hanno più che altro lo scopo di introdurre le speedy "
Defenders" e "
Glory or Damn", con quest'ultima che pare puntare spassionatamente ai Blind Guardian e agli Elvenking, cui i
Crystal Skull guardano anche con la conclusiva "
Homecoming (Regdar's Tragedy)", uno di quegli episodi che si incamminano lenti, drammatici e pulsanti ma che poi sanno scattare al momento giusto in un crescendo incandescente.
I
Crystal Skull sono stati davvero bravi nel voler progredire ed evolversi, pur mantenendo sempre una propria identità, certo anche senza rinunciare ad inserire nel loro mosaico musicale qualche tessera indubbiamente derivativa, che mi porta a valutare "
Arcane Tales" in maniera ben più che positiva ma ancora non in toni entusiastici, che riservo - almeno spero - al capitolo finale della trilogia.
Metal.it
What else?