Copertina 7

Info

Anno di uscita:2026
Durata:36 min.
Etichetta:I Voidhanger Records

Tracklist

  1. LáGRIMAS DE ORO
  2. SACERDOTAL FIRE
  3. PARA TU SAGRADA ANGUSTIA
  4. CATHERINE WHEEL
  5. SUSPIRIA (DIABLERIA)
  6. BLOOD MADONNA
  7. POR QUIEN MARCHAN LAS VELAS
  8. RIDE ON YE FURIOUS HOST
  9. LORD, LET ME BE YOUR INSTRUMENT OF PAIN

Line up

  • Señora Dolorosa: vocals
  • Grand Inquisitor Sextus A. Maximus: guitar, vocals
  • Wicked T. Latsos: guitar
  • T. Woven: bass
  • N. Mandolas: drums

Voto medio utenti

La scena del cosiddetto occult-rock è sempre abbastanza affollata e non sorprende rilevare come, nell’ambito specifico, i Ghost possano rappresentare un modello per tutti coloro che decidono di combinare tematiche oscure a sonorità affabili e contagiose.
Si scopre così la presenza ad Atene di una “congregazione di penitenti” capitanata da una enigmatica Señora Dolorosa, Somma Sacerdotessa di un messaggio ispirato al cattolicesimo spagnolo, alla poesia, alle credenze e alle superstizioni medievali, attraverso cui i Jehovah On Death - questa la denominazione collettiva selezionata - mirano a scatenare una nuova ondata di “panico satanico” nel suono e nello stile del rockrama contemporaneo.
Ora, come si può intuire dalle loro dichiarazioni programmatiche, attrattiva e un pizzico di “confusione” alimentano un crogiolo espressivo che però musicalmente appare piuttosto intrigante e riesce a non “sprofondare” nel trend grazie a buongusto e intelligenza, doti sempre fondamentali quando ci si applica in un’operazione artistica dai termini piuttosto diffusi e definiti.
La passione per la Spagna e i suoi funesti misticismi emerge chiara nell’atto d’apertura che conferisce anche il titolo all’intera opera: “Lágrimas de oro” è un’evocazione sciamanica sviluppata sui ritmi sincopati del flamenco, e testimonia fin da subito come la band sappia gestire numerose suggestioni ispirative con perizia e cultura.
Sacerdotal fire” svela il lato più anthemico e liturgico dei Jehovah On Death, capaci di popolare “Para tu sagrada angustia” di fantasie strumentali arcane e trionfali, per poi, con le twin-guitar e la struttura pulsante di “Catherine wheel”, celebrare le caligini dell’hard-rock settantiano alla maniera di Lucifer o di certi (inarrivabili) The Devil's Blood.
Tobias Forge e i suoi estimatori apprezzeranno sicuramente le adescanti spigliatezze gotiche di “Suspiria (diableria)” e pure le cadenze serrate della successiva “Blood madonna”, un valido esempio di inno seducente e sinistro per il pubblico “eretico” del terzo millennio.
Dopo i risonanti e rituali battiti percussivi di “Por quien marchan las velas”, tocca a “Ride on ye furious host” condurre l’astante negli incombenti meandri di una catarsi dai confini psych, lasciando, infine, alla fascinosa supplica “Lord, let me be your instrument of pain” il compito di sigillare un’alchimia di suoni e inquietudini parecchio coinvolgente.
Lágrimas de oro” non riserva rivelazioni “epocali” e non sempre il pathos si mantiene su livelli assoluti d’intensità, nonostante le buone capacità interpretative e attitudinali dei Jehovah On Death … resta tuttavia un disco godibile, da consigliare a chi anche nelle tenebre cerca tanta (conturbante) melodia e una certa forma di “fruibilità”.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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