A distanza di tre anni dall’ottimo
“Caviary To The General” torno ad incrociare il mio “destino uditivo” con il terrificante duo polacco dei
Terrestrial Hospice e la passione sbocciata in precedenza si è trasformata in vero “amore” (sonoro) … Il nuovo
“Omnicide – Chapter I” riesce a far sembrare il precedente album “melodico” … infatti gli otto pezzi qui presenti sono uno più oltranzista dell’altro, un vero e proprio massacro sonoro di una brutalità inaudita. La sezione ritmica, completamente nelle sagge mani di
Inferno (
Behemoth of course) si è un po’ “semplificata” rispetto al passato, diciamo che la sua fredda marzialità e inumana precisione, mi hanno fatto spesso pensare ad una drum machine programmata da un folle e invece no, ancora meglio, quel folle è proprio dietro le pelli a cementare un muro sonoro imperscrutabile, massiccio e imponente. Lo stesso potrebbe dirsi per il riffing che rispetto al passato si è evoluto parecchio riuscendo nell’impresa di essere più crudo ed essenziale, ma anche subdolamente melodico. Un connubio di opposti che insieme creano una tempesta sonora perfetta. Il solo “rimprovero” che si potrebbe fare a quest’album è quello di essere talmente oltranzista, compatto e monolitico che potrebbe “spaventare” gli ascoltatori meno avvezzi, o meno disponibili a farsi spazzare via, da una follia musicale che trova pochi paragoni . In fondo non è da tutti digerire oltre 50 minuti di pura aggressività e nichilismo sonoro, potrebbe volerci qualche ascolto in più per “comprenderli” ed interiorizzarli meglio rischiando di bollarli semplicemente come l’ennesimo gruppo estremo. Se nella precedente recensione avevo parlato di
Nidev Div. 187 come punto di riferimento, e non posso che confermare, questa volta aggiungerei anche gli
Zyklon (quelli di
“World Ov Worms”)
Myrkskog e
Anaal Nathrakh Questo oltranzismo é oltremodo segnalato dalla terza label cambiata in 3 album, cosa vuol dire? Vuol dire che il nostro duo polacco compone per il proprio piacere , non sa e non vuole scendere a compromessi, ma quest'attitudine (lodevole per quel che mi riguarda) non riesce a trovare il giusto supporto 'commerciale' e li obbliga a crcare sempre nuovi porti in cui attraccare ... poco male finché possiamo comunque godere di quest'ennesima deflagrazione nucleare sonora. No compromise
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