Copertina 7,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2026
Durata:41 min.
Etichetta:Dark Descent Records
Distribuzione:Clawhammer

Tracklist

  1. THE SECULAR AWAKENING
  2. WORLD OF DARKNESS
  3. TOWARDS REBIRTH
  4. FINAL HOLOGRAM
  5. INTO THE COLDNESS OF LAND OF DEAD
  6. THE SOURCE EXTERMINATOR
  7. MESSAGES FROM THE OTHER SIDE
  8. THE SECRET DAWN
  9. THE END OF UNIVERSE
  10. PROCESSION TO THE ETERNAL REST

Line up

  • Patricio Spalinger: guitars, vocals
  • Javier Buzeta: drums
  • Nicolás Young: guitars
  • Tomás Barriga: bass

Voto medio utenti

I cileni Ripper, attivi ormai da più di vent'anni (2007), dopo aver rilasciato due ottimi full-length di Thrash/Death dal taglio old-school che vi consiglio caldamente di recuperare ("Raising the Corpse" nel 2014 e
"Experiment of Existence" nel 2016), un paio di EP e varie uscite minori quali Split, demo e compilation, approdano alla Dark Descent Records e pubblicano il 24 luglio 2026 la propria terza opera lunga: "Towards Rebirth".

"Towards Rebirth" si muove più o meno sulle coordinate dei due dischi che lo hanno preceduto, bensì con una produzione meno sporca e tagliente, più nitida, deflagrante e in linea con i canoni odierni.
Il disco è un concentrato di aggressività sonora e velocità inserite in strutture che, nonostante la linearità di insieme, presentano numerose articolazioni e un livello tecnico che pur senza perdersi in particolari orpelli, dona il giusto quid di complessità che consente all'insieme di non scadere nel banale, e di possedere quel dinamismo sfrenato in grado di trasmettere la giusta dose di adrenalina che ogni appassionato del genere si aspetta da un platter di questo tipo.
A titolo puramente personale preferivo il sound più rozzo dei primi due album, ma di fronte a un prodotto così curato nei minimi dettagli, e compositivamente solido, ho ben poco da eccepire. Ogni brano possiede un'identità precisa e presenta un'esecuzione da manuale (il basso ben in evidenza è uno dei suoi punti forti) a dir poco devastante.

Il terzo capitolo lungo dei Ripper è furia iconoclasta unita a consapevolezza e controllo, forse il suo unico "difetto" può essere ravvisato nel restare fin troppo ancorato ai maestri del genere — in primis Pestilence e Sadus, bensì anche Kreator, Slayer e Sepultura — ma, per quanto mi concerne, di fronte a tanta qualità chiudo occhio con piacere.

Recensione a cura di James Curzi

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