Copertina 6,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2026
Durata:40 min.
Etichetta:Stormspell Records

Tracklist

  1. THE TRUMPETS HAVE HAILED
  2. AND THE GODDESS WEEPS
  3. UNTIL DAWN
  4. DELIRIUM
  5. COLD CHAINS OF ANDROMEDA
  6. AEGEAN SEA
  7. TEARS OF A TITAN
  8. BURNING ATHENS

Line up

  • Achilles: vocals
  • Ray De Leon: guitars
  • Wolfgang Amadeus Mozart: guitars
  • Pat Quintero: bass
  • Mario "Headbanging Man" Reyes: drums

Voto medio utenti

La copertina di "As the City Burns" ed i logo della band sono già estremamente chiari: con i Serpent siamo alle prese con l'ennesimo esponente della R.W.O.H.M., con esiti non particolarmente originali ma perlomeno non rivedibili come invece la scelta dei nickname con i quali questi musicisti statunitensi si presentano al loro esordio discografico - a diciotto anni dal primo Demo e a dieci dal più recente - e credo che si potessero tranquillamente evitare sia Achilles sia un pretenzioso e fuori luogo Wolfgang Amadeus Mozart.

Diciamo che finora gli aspetti positivi e negativi si compensano; pertanto, a fare l'ago della bilancia non può che essere l'impatto musicale delle otto tracce che compongono "As the City Burns" e, oltre alla loro passione per la Storia e la Mitologia Ellenica, cos'altro scopriamo non appena premuto il tasto "PLAY"?
Che "The Trumpets Have Hailed" è una breve intro dove si passano il testimone Basil Poledouris (il famoso autore della colonna sonora di "Conan the Barbarian") e i Manowar (la nota Epic Metal band newyorchese formatasi nei primi anni '80), e quindi tocca a "And the Goddess Weeps" iniziare a fare sul serio, una cavalcata di stampo maideniano, con il basso pulsante di Pat Quintero a dettare i tempi, ben supportato dal resto della band, il batterista Mario "Headbanging Man" Reyes, il chitarrista Ray De Leon ed i già citati Wolfgang Amadeus Mozart (anche lui alla chitarra) e Achilles alla voce e che pur volenteroso non appare esente da quale sbavatura. Bene o male restiamo da queste parti anche con la seguente "Until Dawn", meno briosa ma dove rileviamo maggior intraprendenza da parte dei due chitarristi, che spingono anche su una "Delirium" diretta ma anche un po' scontata che mi ha fatto tornare in mente i battaglieri Battleaxe. Si resta sempre in territorio N.W.O.B.H.M. con la più fluente "Cold Chains of Andromeda", che si colloca tra i migliori episodi dell'album, direi assieme al trittico che chiude l'album: la maideniana "Aegean Sea", che parte in sordina ma poi diventa più spigliata, "Tears of a Titan", brano onesto e robusto la vivace "Burning Athens", che si snoda tra il più classico British Heavy Metal e i francesi Sortilège.

Tra alti e bassi, anche per qualche passaggio che mi è sembrato più caricaturale che frutto dell'ispirazione, ma il loro "sporco" lavoro lo fanno, e se non aspetteranno un altro decennio prima di farsi sentire e se... non cambieranno pelle, avremo l'occasione di dare ai Serpent un giudizio più completo.



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Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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