Copertina 8,5

Info

Past
Genere:Black Metal
Anno di uscita:2010
Durata:44 min.
Etichetta:Ván Records

Tracklist

  1. DAEMONICUM
  2. DAS BLUTENDE MAL
  3. SCHWARZE FEDER
  4. HERKÜNFTE SCHATTEN
  5. KALTE FESSEL
  6. EKEL
  7. ENTGEISTERT (OUTRO)

Line up

  • Zingultus: vocals
  • Gnarl: guitars
  • Hiemos: bass
  • Ratatyske: drums

Voto medio utenti

I Graupel sono una black metal band tedesca formatasi nel 1995, con membri provenienti da complessi teutonici di rilevo quali Endstille, Graven, Verdunkeln etc. Tra le sue fila inizialmente vi era anche Weidmann Sveinn Hackelnberg al basso degli storici Nagelfar (pure il chitarrista Gnarl e il singer Zingultus hanno incrociato i loro passi con questa cruciale formazione, benché soltanto in sede live).

Forti di un ottimo debut minimale e dalla produzione scarna come "Auf alten Wegen..." rilasciato nel 2005 che, nonostante una serie di soluzioni inusuali, risultava molto ancorato ai cardini del black old-school, si ripresentarono, a distanza di ben cinque anni e coadiuvati dal patrocinio della Ván Records, con quello che allo stato attuale risulta essere il loro secondo e ultimo full-length accreditato: "Am Pranger..." (2010).

Per quanto "Am Pranger..." sia, a mio avviso, un album di importanza storica pressoché irrilevante, ritengo che rappresenti ancora oggi un'uscita di livello altissimo e meritevole di essere recuperata da tutti coloro che amano le sonorità della fiamma più oltranzista, senza tuttavia inseguire facili cliché e, soprattutto, in cui è possibile rinvenire tutta una serie di elementi caratteristici e identitari in grado di rendere i terremotanti 44 minuti di cui è composta quest'opera qualcosa di realmente degno di rilievo.
I Graupel si prodigano nel lanciarsi in un assalto sonoro in cui i classici minimalismi monocromatici si inseriscono in partiture dinamiche più complesse, con riff e passaggi di batteria (contraddistinti da una doppia ben in evidenza) che portano con sé una certa brutale e vivace articolazione legata alla tradizione thrash/death e, in tutto ciò, emerge deciso perfino un certo afflato sperimentale dove per esempio il basso si ritaglia sezioni di primo piano, sperimentazioni a volte invece rinvenibili in alcune cavalcate quasi progressive, o in talune sonorità altisonanti simili a delle sinfonie gotiche, in certi utilizzi sporadici delle clean vocals che si tingono di un nero pece capace di tenere legate a sé tanto le tonalità più tetre del depressive, quanto i toni contemplativi di un qualcosa che ambisce a procedere un passo oltre al semplice e banale nichilismo; e un orecchio attento non potrà inoltre non notare delle sottilissime filigrane pagan. Per una pluralità di aspetti sembra di avere a che fare con una sorta di trait d'union tra le composizioni più dure e tipicamente black dei Graven, quelle altrettanto sferzanti, gelide e altresì più complesse e dal sound "curato" dei Nagelfar, con tanto di qualche eclettismo, e le contaminazioni filosofiche trasognanti dei Verdunkeln.

"Am Pranger..." (2010) è un disco che riesce a risultare estremo senza tuttavia restare rinchiuso tra le quattro anguste mura delle strutture classiche del genere, e altresì non lascia cadere per strada neanche un grano di attitudine nera.

Un condensato di aggressività, mestizia, senso di oppressione e volontà di indagine dei substrati più profondi dell'esistenza, scandagliati tramite il linguaggio più poetico e "caldo" dell'affascinante sorgente oscura che tanto ha fatto sognare e che qui, tuttavia, sembrerebbe non volersi esaurire nell'oscurità del buio, ma oltrepassarlo attingendo dall'anelito a una spiritualità che trae la propria forza da un fuoco profondo e di antica provenienza.

Recensione a cura di James Curzi

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