Copertina 8

Info

Anno di uscita:2026
Durata:58 min.
Etichetta:Pride & Joy Music Classixx

Tracklist

  1. STRANGER
  2. TIME IS A HEALER
  3. OVER AND OVER
  4. DREAMS
  5. THE FIRE
  6. NEVER SAY NEVER
  7. SILENT RAIN
  8. DREAM OF YOU
  9. DEEP INSIDE
  10. WHAT IS LOVE
  11. THE NIGHT

Line up

  • Ulrick Lönnqvist: vocals, backing vocals, acoustic guitar
  • Peter Lidström: guitars, backing vocals
  • Fredrik Winero: drums
  • Kaspar Dahlqvist: keyboards
  • Magnus Eliasson: bass
  • Hazze Wazzén: bass

Voto medio utenti

La denominazione Sahara è apprezzata da diverse formazioni musicali (tra cui la band di Diane Kornarens, la “Sentinel” dei gloriosi Warlord …) e la proliferazione di ristampe varie non agevola la “concentrazione” rockofila.
E allora, proverò a raccomandarvi in maniera “imperativa” la pronta acquisizione del lavoro eponimo di questo favoloso gruppo svedese, “riesumato” dai pantani artistici degli anni duemila dalla sempre competente ed encomiabile iniziativa della Pride & Joy Music.
Incluso nella preziosa sezione Classixx della label teutonica, il disco, in origine pubblicato nel 2001 dalla AOR Heaven / Point Music, è semplicemente un gioiellino di puro AOR scandinavo, da inserire necessariamente nel portagioie musicale di chi freme per Street Talk, Stage Dolls, Urban Tale e Bad Habit, nei confronti dei quali non soffre neanche per un istante di eventuali “complessi d’inferiorità”.
Presieduto da Peter Lidström e Ulrick Lönnqvist (che gli appassionati del settore conosceranno per gli ottimi Code Red e le fortunate collaborazioni con Kent Hilli, Rob Moratti, Robin McAuley, Jim Jidhed, …), il Sahara scandinavo riscalda i sensi di tutti quelli che amano i suoni raffinati, adescanti e avvolgenti, tutt’altro che “aridi” grazie a profluvi costanti di feeling e ispirazione, atti ad impregnare l’intera opera di un’intensa irradiazione emozionale.
Tutte le canzoni dell’albo lasciano, infatti, segni piuttosto profondi del loro passaggio, e se ancora non avete goduto dei benefici effetti che producono fin dal primo contatto, direi che è il momento di usufruire copiosamente dell’elettricità soffusa di “Stranger”, “The fire” e “Deep inside”, del sontuoso refrain di “Time is a healer” o ancora del pathos malinconico di “Over and over”, tutta “roba” dal contagio emotivo davvero imperioso.
Che dire, poi, delle pulsazioni notturne di “Dreams”, adatte ad un riflessivo vagare senza meta sotto le luci al neon di una metropoli, di una “Never say never” che infonde sprazzi di accogliente solarità e dell’enfasi corale di “Silent rain”, impreziosita da un tocco vagamente barocco?
Che sono piccoli affreschi di eleganza sonora, in cui tecnica esecutiva e passionalità espressiva si combinano in maniera simbiotica, esattamente ciò che si ripete nel clima West-Coast-iano di “Dream of you”, nel groove glassato e tribaleggiante (parecchio Toto-esco) di “What is love” e nella delizia elettro-acustica “The night”, a conclusione di un “viaggio” nel tempo e nelle emozioni che si ha subito voglia di ripercorrere tramite il magico tasto play.
Segnalando la ri-masterizzazione di Harry Hess (Harem Scarem), non mi rimane che ribadire un caloroso plauso alla Pride & Joy Music per aver riportato alla luce un’autentica gemma di rock erudito, ammaliante e garbato, che merita senza tentennamenti un’autorevole collocazione nelle discoteche di tutti i cultori del genere.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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