Copertina 7

Info

Anno di uscita:2026
Durata:38 min.
Etichetta:Pride & Joy Music

Tracklist

  1. CHANGES
  2. TOO BAD TO BE GOOD
  3. ONE SHOT
  4. SAVE OUR LOVE
  5. RIGHT HERE RIGHT NOW
  6. MYSTERIOUS
  7. FOR NOW
  8. HIGH ON LIVIN’
  9. DON’T TURN AROUND
  10. RUN

Line up

  • Jonas Erixon: vocals, guitar
  • Marcus Zerath: keyboards
  • Fredrik Ekberg: bass
  • Jesper Persson: drums

Voto medio utenti

Scorcio di gambe femminili velate da calze a rete, scarpe rosse col tacco e … un gatto nero … diciamo che se ci fosse stata una pantera la cover del nuovo disco degli Alicate sarebbe stata perfetta per attirare le attenzioni di tutti i “nostalgici” degli eighties, ma aggiungiamo che anche con la presenza del felide più “domestico” della sua specie, l’effetto è garantito.
A parte le facezie, “Too bad to be good” conferma l’abilità di Jonas Erixon, Fredrik Ekberg e Jesper Persson, oggi supportati dalle tastiere della new-entry Marcus Zerath, nel trattare con buongusto i suoni che hanno reso celebri colossi dell’hard melodico del calibro di Whitesnake, Lion, FM e Foreigner, in un misto di rispetto e ispirazione piuttosto efficace e coinvolgente.
L’ugola passionale e pastosa di Erixon è veramente ideale per pilotare con il giusto trasporto interpretativo sia le vigorose pulsazioni di “Changes” e sia, e soprattutto, le melodie ariose e accattivanti della title-track dell’albo, impreziosita da un refrain piuttosto fulmineo nel suo contagio sensoriale.
Le suggestioni di spigliato hard-blues che intridono “One shot” sono un’altra ottima palestra dove le corde vocali del cantante scandinavo possono flettersi in maniera parecchio efficiente, e se “Save our love” esibisce una forma di virile romanticismo analogo a quello che colpì di Mr. Coverdale nella seconda metà degli anni ottanta, “Right here right now” aggiunge Van Halen (forse anche per il titolo ...) e Night Ranger alla blasonata comitiva dei numi tutelari.
Tocca a “Mysterious” alzare ulteriormente il livello emotivo dell’opera e qualora non apprezziate il suo andamento cromato e satinato significa solamente che la vostra devozione per i Whitesnake (ma anche per Lion, Blue Murder, Burning Rain, …) non è sufficiente per riconoscere un persuasivo tributo al loro modus operandi, mentre con “For now” e "High on livin’” gli Alicate si spingono, esibendo analoga eleganza, in quei favolosi terreni adulti marchiati a fuoco da Stan Bush, Sammy Hagar e Jeff Paris.
I chiaroscuri di “Don’t turn around”, tra sfumature crepuscolari e trionfale melodramma, piaceranno agli estimatori dei Pride of Lions, i quali, dacché verosimilmente anche cultori dell’intero genere, non potranno che riscontrare nella liturgica ballata elettroacustica “Run” un pizzico di manierismo che ne limita l’incisività complessiva.
Too bad to be good” ha “tutto” per interessare gli ammiratori dei modelli ispiratori citati ma, dall’altra parte, non ha “niente” che possa in qualche modo sorprenderli … ora sta agli appartenenti alla suddetta categoria di ascoltatori decidere cosa è necessario reperire in una produzione discografica che li soddisfi.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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