"Abbiamo sanguinato, sofferto, siamo caduti e siamo diventati tutt'uno con le terre antiche. 'Tiefe Erde' completa il cerchio iniziato con 'Landlose Ufer' e 'Zyklus'.
Il fuoco sarà sempre acceso!"Tra il primo ed il secondo lavoro sono passati sette anni, tra il secondo ed il terzo lo stesso numero di anni: è evidente, almeno per come la penso io, che i tedeschi
Wandar tornino sul mercato discografico solo ed esclusivamente quando hanno qualcosa da dire, rifuggendo, di conseguenza, qualunque logica commerciale per seguire, quindi, unicamente la propria ispirazione e quello che, sempre, dovrebbe essere un vero percorso artistico.
Quando si ha a che fare con musicisti guidati esclusivamente dal proprio spirito, come nel nostro caso, i risultati non possono che essere di grande livello, anche perchè i
Wandar, oltre ad una evidente passione per quello che fanno, uniscono una capacità di scrittura assolutamente fuori dagli schemi, scevra da qualunque forma di imitazione, ricchissima di dettagli, complessa e mai banale, che li rende unici nel panorama estremo, e non solo.
"Tiefe Erde", come accadeva per i suoi predecessori, è
un'opera d'arte che va ascoltata più e più volte per essere capita e sviscerata in ogni suo dettaglio, è un'opera dalla quale non sai mai cosa aspettarti, è un concentrato di idee e soluzioni musicali che ti sbattono in mille direzioni diverse, è una esperienza, vorrei definirla multisensoriale, non solo appagante, ma anche incredibile nel suo saper materializzare, davanti ai nostri occhi, atmosfere profonde e colme di pathos trascendente.
In questo album abbiamo la sublimazione del Black Metal più aspro, malinconico, minaccioso, elegante al quale possiate pensare: un Black Metal, registrato in modo magistrale, concretamente estremo che non segue nessuno schema e passa, in modo geniale, dalla violenza irriverente alle soluzioni atmosferiche, dagli arrangiamenti sinfonici alla più oscura delle notti senza stelle, sempre avvolto in un manto ostile, dai contorni sinistri, che irrora ogni singolo brano, ogni singolo momento, in un gioco di mancanza di luci in grado di spaventare ma, anche, di lasciare a bocca aperta per la sua diafana bellezza e la sua teutonica unicità.
Dischi come
"Tiefe Erde" non escono ogni giorno, canzoni di questo spessore emozionale e di questa ricchezza comunicativa non sono, certamente, cosa comune, artisti come i
Wandar, dunque, sono merce rara e sette anni, allora, sono solo il giusto periodo di preparazione per assistere ad uno spettacolo come questo, una manifestazione, cioè, di assoluta superiorità artistica e terrificante potenza espressiva, per quello che altro non è che un moderno capolavoro di estremismo musicale al quale, una volta connessi con il proprio animo, sarà impossibile resistere poichè la sua gigantesca ondata vi travolgerà tutti, inermi, portandovi lontanissimo da voi stessi...
Lebend und sterbend nähren wir die Flamme.Per quanto mi riguarda, siamo al cospetto del disco dell'anno.
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