Ascolto
“Hauntings” e mi immagino adolescente, di notte, mentre leggo un libro del compianto Mark Fisher al buio nella mia cameretta.
Potrebbe finire qui la recensione dell’ultima fatica discografica di
Richard Barbieri, sempre unico e inimitabile nell’incrociare suoni e generi che spaziano dal trip-hop alla drum and bass (
“Snakes And Ladders”). La lezione dei corrieri cosmici tedeschi emerge in “Anemoia”, mentre le successive
“Victorian Wraith” e “1890” sono sound design allo stato puro.
C’è spazio anche per i “matrimoni impossibili”: Enigma e Laurie Anderson convolano a nozze in
“Artificial Obsession” così come lo fanno Kraftwerk e Popol Vuh nell’ottima
“Paris Sketch”. Tra brani di jazz del terzo millennio (
“Perfect Toys”, “Last Post”) e musica generativa alla maniera di Brian Eno (
“Reveille”), il rock appare timidamente in
“Traveler” - tra Depeche Mode e Gary Numan - e nell’inaspettata traccia finale
“A New Simulation”, che ha più di un debito nei confronti dei primissimi Porcupine Tree.
Da gustare sfogliando
“The Weird and the Eerie”.
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