Copertina 8

Info

Anno di uscita:2026
Durata:44 min.
Etichetta:Äventyr Records

Tracklist

  1. ABOVE THE CONTINUUM
  2. FACE OF AN ANGEL
  3. THE EMISSARY
  4. BESTIAUS
  5. AT THE SUMMIT

Line up

  • Tommy Alexandersson: vocals, bass
  • Rickard Swahn: guitar
  • Marcus Petersson: guitar
  • Nicklas Malmqvist: keyboards
  • Kasper Eriksson: drums

Voto medio utenti

La prima impressione è che gli Hällas con “Panorama” vogliano mettere alla prova i loro estimatori.
“Gente” avvezza ad un suggestivo mix tra hard, prog e folk-rock, ma chissà se in grado di “affrontare” agevolmente una suite di ventidue minuti intitolata “Above the continuum”, in cui si avvicendano i melodrammi metafisici dei Genesis, l’ardore epico degli Uriah Heep, il lirismo medievale dei Jethro Tull, i barocchismi degli Yes e pure il pop sofisticato ed orchestrale della ELO, il tutto condito da cori gregoriani, barlumi di musica etnica e sinfoniche fughe di synth.
Un pastiche sonoro che rischiava di diventare un “pasticcio” e che invece grazie alle sapienti ed eclettiche sinapsi cerebrali degli svedesi “funziona” egregiamente, magari dopo aver lasciato l’astante leggermente “disorientato” al primo contatto.
Una scelta del genere, come anticipato, appare tanto spregiudicata quanto ambiziosa, soprattutto se poi il disco prosegue con le pulsazioni catchy di “Face of an angel”, brano non lontanissimo dall’approccio alla materia ostentato dai connazionali The Night Flight Orchestra.
L’inevitabile “contrasto” lascia prima turbati e poi piacevolmente coinvolti e anche quando a conquistare il proscenio è la più “familiare” (almeno per i fans del gruppo) “The emissary”, non si può che plaudere alla maniera con cui gli Hällas sanno combinare dramma, energia e inventiva.
La ballata “cinematografica” e carica di tragedia “Bestiaus” pone inevitabilmente a confronto Tommy Alexandersson con un “certo” Peter Gabriel e sebbene il divario con il Maestro sia per tante ragioni fatalmente incolmabile, il risultato è tutt’altro che parodistico, grazie all’interpretazione vocale sentita e intensa di un cantante capace di omaggiare altri monumenti della fonazione modulata del calibro di David Byron e Ian Anderson nella intrigante e trascinante dissertazione hard-prog di “At the summit”.
Giunti al quarto album, gli Hällas si confermano tra le “menti” artistiche più libere e audaci del rockrama contemporaneo, alimentati da una duttilità espressiva che riesce sempre a sorprendere ed emozionare … ritornando alla sensazione con cui ho aperto questa disamina e considerandomi un fiero appartenente alla suddetta categoria di musicofili, posso serenamente affermare che “Panorama” rappresenta un “impegno” davvero avvincente.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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