La prima impressione è che gli
Hällas con “
Panorama” vogliano mettere alla prova i loro estimatori.
“Gente” avvezza ad un suggestivo
mix tra
hard,
prog e
folk-rock, ma chissà se in grado di “affrontare” agevolmente una
suite di ventidue minuti intitolata “
Above the continuum”, in cui si avvicendano i melodrammi metafisici dei Genesis, l’ardore epico degli Uriah Heep, il lirismo medievale dei Jethro Tull, i barocchismi degli Yes e pure il
pop sofisticato ed orchestrale della ELO, il tutto condito da cori gregoriani, barlumi di musica etnica e sinfoniche fughe di
synth.
Un
pastiche sonoro che rischiava di diventare un “pasticcio” e che invece grazie alle sapienti ed eclettiche sinapsi cerebrali degli svedesi “funziona” egregiamente, magari dopo aver lasciato l’astante leggermente “disorientato” al primo contatto.
Una scelta del genere, come anticipato, appare tanto spregiudicata quanto ambiziosa, soprattutto se poi il disco prosegue con le pulsazioni
catchy di “
Face of an angel”, brano non lontanissimo dall’approccio alla materia ostentato dai connazionali The Night Flight Orchestra.
L’inevitabile “contrasto” lascia prima turbati e poi piacevolmente coinvolti e anche quando a conquistare il proscenio è la più “familiare” (almeno per i
fans del gruppo) “
The emissary”, non si può che plaudere alla maniera con cui gli
Hällas sanno combinare dramma, energia e inventiva.
La ballata “cinematografica” e carica di tragedia “
Bestiaus” pone inevitabilmente a confronto
Tommy Alexandersson con un “certo”
Peter Gabriel e sebbene il divario con il
Maestro sia per tante ragioni fatalmente incolmabile, il risultato è tutt’altro che parodistico, grazie all’interpretazione vocale sentita e intensa di un cantante capace di omaggiare altri monumenti della fonazione modulata del calibro di
David Byron e
Ian Anderson nella intrigante e trascinante dissertazione
hard-prog di “
At the summit”.
Giunti al quarto
album, gli
Hällas si confermano tra le “menti” artistiche più libere e audaci del
rockrama contemporaneo, alimentati da una duttilità espressiva che riesce sempre a sorprendere ed emozionare … ritornando alla sensazione con cui ho aperto questa disamina e considerandomi un fiero appartenente alla suddetta categoria di
musicofili, posso serenamente affermare che “
Panorama” rappresenta un “impegno” davvero avvincente.
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