Copertina 6,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2025
Durata:39 min.
Etichetta:WormHoleDeath

Tracklist

  1. VENOMOUS CURSE
  2. INFERNO BEGINS
  3. WRATH FROM THE SKY
  4. PRAY FOR DEATH
  5. ECHOES (INSTRUMENTAL)
  6. EMPEROR'S MOUNTAIN
  7. SERPENT'S COIL
  8. CAST INTO HELL
  9. BLADES OF CHAOS

Line up

  • Arvid Tjelta: vocals
  • Tom Arild Dalaker: guitars
  • Jan T. Vinningland: guitars
  • Jørn Helseth: bass
  • Tommy Utsola: drums

Voto medio utenti

Sono nati a Stavanger, nel sud-ovest della Norvegia, nel 2007.
Hanno supportato band come The Haunted, Entombed, Blood Red Throne, In Vain ed In Mourning.
Prima del nuovo album la loro discografia annoverava già 2 EP e 3 full length.... eppure "IV: The Serpent's Coil" (WormHoleDeath) mi ha trovato del tutto ignorante in merito e - giustamente - mi ha costretto a ripercorrere i 18 anni che avevo trascurato.

I Sublime Eyes non sono certo dei novellini nè si approcciano al death melodico (nell'accezione più moderna del genere) con cautela: hanno basi solide, tecnica di ottimo livello e buon gusto musicale.
Però io andrei cauto nel presentarli come adatti a "chi ama band come Testament, At The Gates, The Black Dahlia Murder, Machine Head ed Insomnium": un simile (dichiarato) potpourri di influenze non disegna precisamente il sound del quintetto norvegese.
Dopo diversi ascolti il nuovo album svela alle mie orecchie echi dei Soilwork più recenti, riff compressi e parti vocali à la Gojira e omaggi alla maestosità dei Behemoth più epici.
"IV: The Serpent's Coil" è un disco altalentante, piuttosto indeciso e tentennante sulla direzione da prendere nei primi 4 brani ma che dopo la strumentale "Echoes" cambia decisamente passo, regalandoci una seconda metà decisamente più strutturata e potente.
Il tono si fa più oscuro, rasentando le pareti del black più moderno con brani ottimamente costruiti nelle atmosfere e nelle combinazioni sinfoniche: "Emperor's Mountain", "Cast into Hell" ma soprattutto "Serpent's Coil" e "Blades of Chaos" alzano il livello ben oltre la sufficienza.

In definitiva un ascolto intenso a tratti, che si riscatta alla grande nel secondo tempo dopo un'inizio tentennante: adesso lo step definitivo sarà trovare la costanza.

Sublime Eyes - "Blades of Chaos"

Recensione a cura di Alessandro Zaina

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