Siamo solo a gennaio, mese freddo e sempre "pieno" di buone intenzioni che, con ogni probabilità, saranno disattese, ed abbiamo un album che andrà a finire direttamente in Top 10 (salvo stravolgimenti epocali in ambito musicale):
"De L'abîme Au Plérôme", secondo lavoro del canadese
Sanctvs, infatti, spazza via, come il soffio della tormenta, almeno metà della scena estrema mondiale e ci mette di fronte ad un'opera di Black Metal ricca di sfaccettature e di strabiliante perizia sonora.
Scuola moderna, quella dissonante e scarnificante dei Deathspell Omega, e scuola "tradizionale", fatta di misantropico gelo, convivono in una colata densa di note violente, epiche, rabbiose e, inaspettatamente, "melodiche" (termine da prendere con le dovute cautele), raggiungendo un grado di equilibrio, e di credibilità, frutto di un lavoro certosino in fase di arrangiamento, e di una mente oscura in grado di guidare questo maelstrom musicale verso ambiti di perfezione assoluti.
"De L'abîme Au Plérôme" è materia nerissima, ferocemente inquieta, mai uguale a se stessa ma sempre alla ricerca del dettaglio particolare o della soluzione spiazzante, il tutto senza perdere, nemmeno per un secondo, una furia esecutiva, pregevolissima anche a livello tecnico, che tanti grandi nomi possono, oggi, solo sognarsi e tutti gli altri, invece, invidiare o ammirare in rispettoso silenzio.
Questa è arte estrema.
Pura e scevra da compromessi.
Ispirata, mai banale e ricca di ampia cultura musicale.
Qui dentro c'è tutto quello che sempre dovrebbe dovrebbe trovarsi nella vera musica (estrema): talento elitario, rifiuto della mediocrità, atmosfere sospese tra solitaria malinconia e sdegnosa supremazia, idee senza confini predefiniti ed una cieca fedeltà all'essenza stessa del Black Metal più poetico e lacerante al quale possiate pensare.
Lavoro semplicemente strepitoso.
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