Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2026
Durata:43 min.
Etichetta:El Puerto Records

Tracklist

  1. DANCING WITH THE VILLAIN
  2. SET THE WORLD ON FIRE
  3. POINT OF NO RETURN
  4. LIKES FOR A LIFE
  5. PULL THE TRIGGER
  6. LITTLE WANDERER
  7. CRISIS OF YOUTH
  8. DREAMCATCHER
  9. FLASHLIGHT
  10. OUT OF THE EDGES
  11. HUMAN

Line up

  • Jenny Gruber: vocals
  • Raphael Singh: drums
  • Rick Götze: guitars
  • Dennis Weber: guitars
  • Christian Lehr: bass

Voto medio utenti

Ai Fireborn piace l’hard-rock americano “moderno”, ma poi sono tedeschi e hanno anche una particolare predisposizione / predilezione per la forza d’urto della fiera tradizione heavy metal.
Aggiungete una frontwoman dalla voce aggressiva e volitiva, ed affidandosi alle fatali limitazioni di un processo d’astrazione di natura “giornalistica”, potremmo facilmente definire “Dreamcatcher” una sorta di fusione tra Halestorm e Warlock.
Una generalizzazione che può indirizzare i lettori che amano i suoni “classici” declinati con attitudine attualizzata e che sanno riconoscere il talento di una formazione musicalmente preparata, coagulata attorno all’ugola dirompente di Jenny Gruber, in cui convivono le sfumature timbriche di Gudrun Laos, Doro, e Lzzy Hale (e aggiungo pure qualcosa della mitica Ann Boleyn, non sempre adeguatamente celebrata).
Il risultato finale è parecchio convincente e coinvolgente, magari privo di copiose e nitide razioni di originalità e tuttavia davvero d’impatto fin dall’openerDancing with the villain”, capace di incastonare un ottimo refrain in una struttura armonica vigorosa e incalzante.
La sferragliante e pulsante “Set the world on fire” accentua leggermente la componente squisitamente metallica della questione, mantenendo abbastanza elevato il coefficiente catchy e situazione analoga la ritroviamo in “Point of no return”, dominata dalla laringe impetuosa della Gruber e dalle burrascose e affilate chitarre di Rick Götze e Dennis Weber, un’accoppiata di guerrieri nibelunghi affiatata e combattiva.
Arrivati a “Likes for a life” i Fireborn acquisiscono ulteriore spessore espressivo, sfornando un brano gravido di tensione e intensità, sviluppata attorno ad un roccioso riff dalla presa immediata e ad un cantato che scandaglia in maniera ampia le notevoli capacità interpretative di un’eccellente vocalist.
Con “Pull the trigger” il clima sonoro diventa più riflessivo e “radiofonico”, al pari di una “Little wanderer” che si concede all’astante con tutti i crismi di una sofferta ballata, prima che “Crisis of youth” mescoli ad arte affabilità e potenza, con una modalità (cori al limite del growl compresi) in grado di attrarre varie generazioni di rockofili.
La title-track dell’opera consente di estendere la lista degli elogi alla sezione ritmica Singh / Lehr, sempre molto puntuale ed efficace, mentre “Flashlight”, “Out of the edges” e “Human”, seppur ancora una volta molto gradevoli, non aggiungono altri dettagli degni di nota ad una formula musicale che funziona piuttosto bene per tutta la durata del disco.
I Fireborn di “Dreamcatcher”, grazie ad un’innegabile competenza e intriganti risorse artistiche, hanno dunque i mezzi per emergere dalle caotiche convulsioni del rockrama contemporaneo … non rimane che vedere se riusciranno in quest’impresa ambiziosa ed estremamente complicata.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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