I
Void Monuments – composti da membri già attivi nell'underground perlopiù in ambito Black – nascono nel 2020 a San Pietroburgo come progetto interamente votato a una forma di death metal dalle tinte nere.
Dopo un paio di singoli e un demo rilasciati tra il 2024 e il 2025, arrivano in questo inizio 2026, sotto il patrocinio della
Blood Harvest, a pubblicare il loro primo lungo:
"Posthumous Imprecation".
Con questo debut i russi propongono un Death anni ’90 rivitalizzato da alcuni influssi moderni dalle textures oscure e fredde.
Otto macigni letali che affondano le radici tanto nei classici apici del genere quanto nelle sue declinazioni più sotterranee. I riferimenti –
Grave,
Malevolent Creation,
Sinister,
The Chasm per alcuni substrati melodici, e
Monstrosity – sono evidenti benché mai troppo derivativi. Il songwriting è solido, brutale, senza compromessi, e al contempo, per quanto possa concedere la materia della morte, elegante e mai scontato.
È il coagulo di pathos, furia distruttiva, precisione chirurgica, senso del groove profondo, mastodontico, e innervazioni armoniche, la forza di
"Posthumous Imprecation", il quale riesce a mettere d'accordo la linearità – ricca di mid tempos – della scuola europea, con la brutalità più veloce e inintelligibile di quella a stelle e strisce.
La Russia si riconferma ancora una volta terra prolifica per l'Estremo... Non fatevi sfuggire il primo colosso nero dei
Void Monuments.
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