Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2012
Durata:46 min.
Etichetta:Nuclear Blast Records

Tracklist

  1. MARS MANTRA
  2. PHANTOM ANTICHRIST
  3. DEATH TO THE WORLD
  4. FROM FLOOD INTO FIRE
  5. CIVILIZATION COLLAPSE
  6. UNITED IN HATE
  7. THE FEW, THE PROUD, THE BROKEN
  8. YOUR HEAVEN, MY HELL
  9. VICTORY WILL COME
  10. UNTIL OUR PATHS CROSS AGAIN

Line up

  • Miland "Mille" Petrozza : guitars, vocals
  • Sami Yli-Sirniö: guitars
  • Christian "Speesy" Giesler: bass
  • Jürgen "Ventor" Reil: drums, vocals

Voto medio utenti

Undici anni fa usciva “Violent Revolution”, l’album che segnò il ritorno dei Kreator a sonorità più prettamente thrash, senza perdere di vista l’aspetto melodico, dopo la svolta sperimentale degli anni precedenti.
Da allora ad oggi, un paio di full length e un paio di album, ma soprattutto centinaia di concerti in giro per il mondo, hanno tenuto vivo il nome della band e soprattutto hanno mantenuto in ottima forma Mille e soci, consolidando enormemente l’affiatamento e l’amalgama della formazione, peraltro, e non a caso, stabile proprio da quell’album…
Qualche mese fa vidi in anteprima la copertina del nuovo “Phantom Antichrist”, e a naso ho subito pensato che questa volta i tedeschi avrebbero tirato fuori un discone. Sarà stato per il sapore fortemente retrò della cover, sarà stato istinto, ma questa è stata la mia prima impressione… Quando subito dopo fu resa disponibile in streaming proprio la titletrack, i miei presagi trovarono conferma, vista la bontà e la violenza del pezzo in questione. A quel punto non restava altro da fare che ascoltare l’album intero per capire se si fosse trattato di un episodio isolato o se anche il resto delle canzoni si sarebbe mantenuto sullo stesso ottimo livello.
Beh, dopo ripetuti ascolti, devo dire che le aspettative sono state ampiamente rispettate… Non stiamo ovviamente parlando di un capolavoro, ma di un ottimo disco certamente sì. E non è un caso che abbia citato “Violent Revolution” in apertura di recensione, perché questo “Phantom Antichrist” sembra assolutamente il suo naturale successore, e non solo perché la doppietta iniziale “Mars Mantra/Phantom Antichrist” ricorda maledettamente “The Patriarch/Violent Revolution”, ma anche, e soprattutto, per quella capacità di unire violenza pura a melodie e armonizzazioni vincenti.
Sulle capacità compositive di Petrozza e soci penso ci sia poco da dire… L’unica incognita, ogni volta che esce un loro nuovo disco, riguarda la direzione musicale che il singer/chitarrista/tuttofare intende intraprendere. “Phantom Antichrist” è stato scritto per accontentare gli amanti del thrash teutonico, senza però scordarsi che siamo nel 2012, i tempi sono cambiati, l’età è quella che è, e non avrebbe avuto senso tirare fuori un nuovo “Pleasure to Kill”. E fortunatamente Mille ha anche capito che la sua band è una ferale macchina da guerra thrash, quindi ha tolto di mezzo tutte le sperimentazioni di fine anni ’90 per dedicarsi a quello che sa fare meglio: tritare le ossa. Ma con gusto e classe…
Sì, perché gli spunti melodici, e a volte addirittura epici (“The few, the proud, the broken”), sono frequenti e vanno a stemperare la furia dei momenti più tirati, creando un dualismo che rende il tutto più vario e completo. Certo qualche passo falso c’è (“Tour Heaven, my Hell”), per questo dicevo che non si può parlare di capolavoro, ma è altrettanto vero che ci sono brani ispiratissimi, oltre la titletrack.
Basta ascoltare, ad esempio, “Death to the world”, varia, potente, dinamica, per capire che i Kreator sono decisamente lontani dal declino compositivo. Oppure “Civilization collapse”, per non parlare di “From flood into fire”, forse il brano più anomalo, ma anche più interessante, dell’album.
Certo, se siete intransigenti storcerete il naso di fronte all’enorme mole di melodia presente nel disco (sempre controllata, sia chiaro). Se invece avete apprezzato l’evoluzione stilistica di Petrozza apprezzerete senza dubbio anche “Phantom Antichrist”, un album maturo e completo, che conferma i Kreator all’apice della scena thrash tedesca, ed europea in generale…
Recensione a cura di Roberto Alfieri
Melodic Thrash!

Grande comeback per i Kreator, che dopo un decennio tornano sulle cordinate melodiche di un album come Violent Revolution, tanto da far sembrare questo Phantom Antichrist il successore di quello storico album. Tanta melodia, ma anche tanta potenza, per un risultato che magari farà storcere un po' il naso ai puristi, ma rischia di esaltare seriamente coloro che ritengono la ricerca melodica un valore aggiunto.

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 06 set 2012 alle 13:53

Non sono mai stato un fan oltranzista dei Kreator, ma questo album spacca veramente ed è un vero piacere trovare in simili condizioni una band storica. Lunga vita ai Kreator

Inserito il 06 set 2012 alle 10:00

metal.it ascolta i suoi lettori!!! Detto questo, non posso che essere d'accordo con Roberto, gran disco, ci aggiungerei pure mezzo punto in più!

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