08 apr 1991
Di tutti i personaggi affascinanti e controversi che la scena black metal ha avuto come protagonisti, Per Yngve Ohlin (nome d'arte "Dead") è stato sicuramente il più misterioso. Schivo, introverso, quieto, ma allo stesso tempo animato da passioni e comportamenti che delineavano una personalità chiaramente disturbata. Tutto aveva avuto inizio dopo una sua esperienza di "quasi decesso", causata da una forte emorragia interna che l'aveva portato - a suo dire - molto vicino al mondo dell'aldilà, e creando quella che da allora in poi sarebbe stata una vera e propria ossessione per la morte. Per era solito seppellire i vestiti che avrebbe usato sul palco una settimana prima del concerto, di modo da poter indossare l'essenza stessa della putrefazione. Arrivò addirittura a conservare in un barattolo un corvo che aveva trovato morto, di cui inalava i fumi marcescenti prima delle sue performance live con i Mayhem. Esibizioni in cui spesso amava provocarsi profonde ferite per vedere l'effetto che avevano sul pubblico, pratica che spesso lo condusse all'ospedale al termine degli show.
Nonostante questa sua attitudine morbosa verso tutto quello che riguardava la morte,e una forma pesante di depressione che lo accompagnò praticamente per tutta la vita, Dead condusse un'esistenza tranquilla senza arrivare praticamente mai allo scontro con altri personaggi della scena (se si escludono i litigi con Euronymous, per il quale non nutriva molto rispetto).
L'8 aprile del 1991, la sua uscita di scena fu eseguita altrettanto in punta di piedi, lasciando solo un biglietto con scritto "Excuse all the blood" prima di tagliarsi le vene dei polsi e spararsi un colpo in testa con un fucile. Le leggende nate dopo il suo suicidio (con Euronymous che, scoperto il cadavere, ne cucina parti del cervello e invia agli amici in giro per il mondo pezzi del teschio) non fanno altro che accrescere l'alone di mistero attorno a un ragazzo che probabilmente, come dichiarava lui stesso, non era fatto per vivere su questo mondo.