In Flames, Ander Fridén: “Con Battles volevamo scuotere un po’ gli animi”

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Pubblicata il:12 novembre 2016
Fonte:non disponibile
Battles”, il nuovo album degli In Flames, è finalmente uscito ieri, 11 novembre 2016, sul mercato internazionale.
In una recentissima intervista rilasciata a United Rock Nations, il frontman Anders Fridén ha dichiarato di aver voluto agitare un po’ le acque con questo nuovo lavoro in studio.
Queste le sue dichiarazioni:
Abbiamo voluto scuotere un pochino gli animi. Abbiamo lavorato con Roberto Laghi in passato, è un gran bravo ragazzo, ma volevamo lavorare con qualcuno che avesse un lungo curriculum vitae in merito a precedenti esperienze con altre band e non un piccolo gruppo di persone che venissero da Goteborg e così via. Io e Björn Gelotte, il chitarrista, abbiamo detto al nostro management: “Potresti metterci in contatto con…?”. Avevamo già una manciata di produttori ai quali eravamo interessati, con i quali parlare del materiale e vedere cosa avrebbero potuto fare. Ci siamo rivolti a sette o addirittura otto produttori e Howard è stato quello che ha detto cose giuste e ci ha fatti sentire spaventati e a nostro agio allo stesso tempo. Noi siamo iper protettivi quando si tratta del materiale che componiamo; non permettiamo a nessuno di metterci mano. Nonostante Roberto abbia fatto parte del processo, è stato perlopiù rilegato al ruolo di tecnico del suono piuttosto che produttore. Non viene a dire “Fai questo e fai quello”. Non sapendo cosa potrebbero fare gli altri produttori che hanno modo di lavorare con tutti questi gruppi, temi che possano subentrare e cambiare quello che sei, creando casini e impicciarsi nelle tue cose. Andare in America, come dicevo, ci ha resi curiosi e spaventati, ma ci ha anche messo a nostro agio. Abbiamo lavorato due settimane e mezzo a delle demo prima di dedicarci alle registrazioni, dopodiché gli abbiamo sottoposto il materiale. Howard ci ha dato alcuni input: “Pensate a questo, pensate a quello”. È stato come avere qualcuno che ti lanciasse idee. Abbiamo composto interi pezzi, realizzato demo, registrato le linee vocali, abbiamo fondamentalmente fatto tutto ed è qualcosa che non abbiamo mai fatto in passato. Solitamente componiamo prima la musica e le voci arrivano dopo, poco prima del missaggio. Ma ora abbiamo dovuto creare l’intera cosa, in modo che lui potesse avere una sua sensazione. Ha voluto che gli spiegassi che cosa volessi dire con le mie parole, con i miei testi ed è qualcosa che non avevo mai fatto prima; ho scritto i brani e li ho cantati e boom, era lì. Ora mi trovo a spiegarlo a qualcuno e fornire spiegazioni a chi parla inglese come lingua primaria quando io sono svedese.. beh… a volte mi porta a parlare lo “Swenglish”. Era giusto che fossi così. Howard non ha cambiato ciò che siamo, ci ha resi migliori – almeno, questo è ciò sento. Quello che sentono gli altri… beh, è un altro discorso. Questo è ciò che sentiamo noi.
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Notizia segnalata da Alessandra Dalmari

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 14 nov 2016 alle 11:17

A me avete scosso l'intestino!!!!!

Inserito il 12 nov 2016 alle 20:15

A me, piuttosto che l'animo, avete scosso qualcos'altro con questa roba...

Inserito il 12 nov 2016 alle 19:46

A Friden....te posso toccà?....mavaffanculo va....

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