Dwight Fry : "Heavy Metal La Storia Mai Raccontata"

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Pubblicato il:10/06/2019
Ecco che ci raccontano una bella storia sul Metal...

Scrivere di musica oggigiorno non é certo una scelta comoda, soprattutto se si vuole essere letti.
In molti ormai non ascoltano più nemmeno la musica; la si "sente" velecemente, di sfuggita come sottofondo e in maniera distratta, spesso skippando da un pezzo all'altro.
Per un libro questo non vale: si deve leggere, riga per riga, e quando come nel casi di "Heavy Metal La Storia Mai Raccontata" i volumi sono ben due, le cose potrebbero diventare ancora più impegnative.

Con questi presupposti, va da se che l'impegno di Dwight Fry vada sottolineato, poi visti i contenuti non può che essere promosso e premiato.

Perche ?

Semplicemente perche Dwight Fry riesce a fare rivivere uno delle fasi più interessanti e affascinanti della storia del Metal, senza toni esageratamente enfatici e tantomeno da irreducibile nostralgico, con una scrittura scorrevole e avvincente.
L'autore dei due libri si cela dietro lo pseudonimo, o meglio il nome di battaglia, di Dwight Fry (un attore statunitense attivo negli anni '30 citato da Alice Cooper sul suo terzo album, "Love It to Death") e affronta prima il triennio 1984 -1987 e poi il periodo successivo 1987 -1990 in manera discorsiva, un saggio suddiviso in diversi capitoli, evitando così di perdersi in schede biografiche e discografiche che renderebbero il tutto molto più scolastico e poco personale.

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Ed ecco che nelle quasi 280 pagine complessiva, Dwight Fry ci racconta di oltre 400 album e ci porta a spasso per il mondo facendoci incontrare un sacco di band, tra quelle più note ad altre di culto. Infatti, oltre alla solita Inghilterra, alla Germania e agli Stati Uniti si tocca la scena scandinava, e questo non è certo una sorpresa, non manca nemmeno un passaggio in Italia (oltre al resto dell'Europa), ci si spinge fino al Giappone e non ci si dimentica nemmeno delle altre nazioni del continente Americano e dell'Oceania. Ma dovunque punti la sua bussola, al centro di tutto troviamo il Metal più Classico, quello che nel periodo di riferimento era stato messo in un angolo a causa delle nuove tendenze in campo Metal, che fossero quelle più estreme e di nicchia oppure quelle che hanno ottenuto, o quantomeno fatto l'occhiolino, al successo mainstream.

Avendo vissuto quegli anni in prima persona, mi ritrovo spesso e volentieri con le descrizioni e i giudizi espressi da parte da Dwight Fry, tranne forse in rari casi, come quello su "Gates of Purgatory" dei Running Wild o l'eccessivo entusiasmo rivolto nei confronti dei Virgin Steele, formazione che il sottoscritto deve ammettere di non aver mai apprezzato più di tanto. Ovviamente si tratta di giudizi personali che spesso non sono condivisi nemmeno dei miei amici, e che non vogliono certo contraddire quanto riportato dall'autore.
Il quale ci segnala di aver già avuto dei trascorsi nel mondo dell'editoria e di essere autore di altre opere letterarie, ma è comunque alla sua prima escursione in un ambito che evidentemente ama molto. E lo fa senza voler strafare, quasi in punta di piedi e limitandosi al sodo, come testimoniano anche le copertine dei due volumi sobrie e certo non chiassose.

Ecco i riferimenti per avere maggiori informazioni sull’autore e sull'opera:
https://dwightfryblog.wordpress.com
https://www.facebook.com/heavymetallastoriamairaccontata/
Email: DwightFry@outlook.it

Heavy Metal La Storia Mai Raccontata Vol. 1 + Vol. 2
Dwight Fry
Pagine: 152 + 130
Euro 9,90 + 9,90

Articolo a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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