Copertina 5,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2022
Durata:48 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. LIFE NEEDS LOVE
  2. DROWN THE FLAME
  3. ON MY WAY TO LOVE
  4. BETRAYED
  5. DEATH BY A BROKEN HEART
  6. WHERE DO WE GO
  7. IT'S TIME
  8. SOMEDAY
  9. MY KISS GOODBYE
  10. PARADISE
  11. TAKE ME
  12. YOU AND ME AGAINST THE WORLD

Line up

  • Andrea Buratto: bass
  • Michele Sanna: drums
  • Aldo Lonobile: guitars
  • Antonio Agate: keyboards
  • Justine Daaé: vocals
  • Nicoletta Rosellini: vocals
  • Mizuho Lin: vocals

Voto medio utenti

Nuovo progettone targato Frontiers, che stavolta assembla la sua squadra intorno a ben tre cantanti, che vado a presentare:
- Justine Daaé, voce del gruppo gothic-industrial Eloyse
- Mizuho Lin, in forza alla band symphonic/dark metal brasiliana dei Semblant
- Nicoletta Rosellini, al microfono con Kalidia e Walk In Darkness.

Questo trio vocale è alla base del 'concept' stesso di The Eriniyes; le Erinni, anche note come Furie, sono tre divinità ctonie della vendetta. E quindi, come potete immaginare, tutto l'armamentario lirico e visivo ruota intorno a questo cordone tematico, con i testi del qui presente debut album omonimo a raccontare della lotta tra queste tre dee per motivi amorosi (cough, cough).

Andiamo alla musica. Scritto e prodotto dal fidatissimo Aldo Lonobile, ormai una fabbrica di cd vivente, "The Erinyes" suona esattamente come potreste immaginarvi: symphonic metal, molto moderno e catchy, super melodico, con le voci delle tre protagoniste che si intrecciano e giocano a rincorrersi, a volte con esiti evitabili, a volte con risultati migliori. E' come sempre la penna dello staff creativo che decide di che morte si debba morire, e le tre singers fanno quello che possono, in una convivenza musicale che inevitabilmente si trasforma in una gara ad emergere.

Le canzoni di per sé sono carine, e come al solito suonate benissimo, ma non è questa la discriminante qui. E se seguite questo sito e queste recensioni, sapete meglio di me che la discriminante è invece la vena creativa che giace dietro/sotto/accanto a un disco come questo. Gli posso concedere l'etichetta di album easy listening, facile da ascoltare, sufficientemente divertente e digeribile. Ma, per favore, non ditemi che questa è la musica con la quale siamo cresciuti e che abbiamo imparato ad amare ed apprezzare; sono una persona di vedute musicali (e non solo) amplissime, ma certe cose sono solo fast food.



Recensione a cura di Pippo ′Sbranf′ Marino

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