Rage - Spreading The Plague

Copertina SV

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2022
Durata:25 min.
Etichetta:Steamhammer

Tracklist

  1. TO LIVE AND TO DIE
  2. SPREADING THE PLAGUE
  3. THE KING HAS LOST HIS CROWN
  4. A NEW LAND (ACOUSTIC VERSION)
  5. THE PRICE OF WAR 2.0
  6. STRAIGHT TO HELL (LIVE FROM THE CAVE)

Line up

  • Peter "Peavy" Wagner: vocals, bass
  • Vassilios "Lucky" Maniatopoulos: drums
  • Jean Bormann: guitars
  • Stefan Weber: guitars

Voto medio utenti

I Rage sono sempre stati una band incredibilmente prolifica con una qualità media dei lavori pubblicati davvero molto alta. L’anno scorso è stata svelata la nuova (ennesima) fase del gruppo che ha visto l’inserimento in line up della coppia di chitarre Stefan Weber-Jean Bormann e che ha portato a Resurrection Day, disco che considero  un fallimento nella fase di rilancio della band, un lavoro senza una direzione precisa, che mischia suoni grossi a canzoni semplici e roboanti, tendenze moderne, perdendo per strada molti tratti peculiari della formazione tedesca. Ve ne ho parlato abbondantemente qui.

Nel frattempo sono (fortunatamente) ripartiti i live e la band ha ripreso a correre a pieno regime ed ha deciso di pubblicare l’EP "Spreading the Plague" per spingere il prossimo tour europeo di ottobre/novembre. Su questo dischetto troviamo quindi 3 pezzi nuovi, la versione acustica di "A New Land", la rivisitazione di "The Price of War 2.0" (brano del vecchio repertorio, reinterpretato da questa nuova formazione e lanciato on line proprio per presentare gli attuali chitarristi) e una traccia live trasmessa in streaming in epoca di lockdown, "Straight to Hell".

C’è della ciccia o è solo una trovata promozionale?
Beh, i tre nuovi pezzi risalgono alle registrazioni del precedente disco, non sono mai stati pubblicati e sono stati deliberatamente tenuti da parte per dare qualcosa di nuovo ai fan una volta che i concerti fossero ripartiti.
Quello che abbiamo con “To Live and to Die” è un up tempo veloce che punta su suoni grossi e riff semplici ma che, grazie all’indovinata linea vocale di Peavy, riesce a rimanere subito in testa. “Spreading the Plague” è molto più tranquilla della precedente, ben arrangiata e con un assolo costruito e non buttato a caso come successo troppe volte sul disco precedente (finalmente!). Quello che non convince è la voce di Peavy che purtroppo è alla frutta. Ma pure all’amazzacaffè. Con la successiva “The King Has Lost His Crown” siamo nei territori di Resurrection Day, abbiamo un impatto della batteria martellante, suoni ciccionissimi, un altro assolo ben costruito ma, amici, Peavy si spreme ma gli manca molto della sua voce e dà la sensazione di essere al limite (ed oltre) per tutto il pezzo. Non gliene faccio certo una colpa, è solo una constatazione: non ne ha più.
La versione acustica di “A New Land” è noiosetta anzichenò; “The Price of War 2.0” perde tutta la magia dell’originale e diventa un pastone muscoloso senza feeling; “Straight to Hell” non mi ha mai esaltato neanche nella versione originale apparsa su Welcome to The Other Side ma viene qui riproposta in modo accurato.

Spreading the Plague è un EP che serve a tenere caldo il motore di una band che ho nel cuore e che, a quasi 40 anni dalla fondazione, tira dritto per la sua strada. Bisogna però essere consapevoli che il cammino per arrivare qui è stato lungo e sta cominciando a presentare il conto in termini di ispirazione inaridita e prestazioni vocali assai compromesse. In sostanza questo EP è un lavoro destinato ai fan completisti e utile per buttare un orecchio su quello che succede nel mondo Rage.
Recensione a cura di Francesco Frank Gozzi

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