Copertina 7

Info

Anno di uscita:2021
Durata:36 min.
Etichetta:Sliptrick Records

Tracklist

  1. THUNDERBIRD
  2. RAISED IN HELL
  3. CREEP SHOW
  4. CHOKE
  5. BONES IN THE FIRE
  6. RELOAD, AIM, KILL
  7. SWEET COCAINE
  8. HAMMERED
  9. DEAD BY DAWN
  10. END OF THE LINE

Line up

  • Jay R: vocals
  • Laggy: guitars
  • Stacii Blake: bass
  • Dan “Sharkz” Weldon: drums

Voto medio utenti

Irriducibilmente fermi agli anni 80’. Questi sono i Snake Bite Whisky, quartetto australiano propenso a sonorità puramente rock n’ roll, con un pizzico di Sleaze/Glam Metal a completare il tutto. Se amate queste sonorità, e uno dei vostri hobby è andare al pub per una birra, magari in una bella Harley Davidson assieme a un paio di ragazze, gli Snake Bite Whisky rappresenteranno la colonna sonora perfetta per questo vostro viaggio. E l’ultimo “Black Candy” ne rispetterebbe tutte le caratteristiche necessarie.

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Si sentono fortemente in questo secondo album di inediti, dopo il debut album “This Sides Of Hell” del 2019, le influenze di gruppi come Motley Crue, Poison, e Skid Row, rappresentanti indiscussi di quel sound tanto diretto quanto scanzonato che ha contribuito a creare anche quell’atmosfera da belli e dannati. Ecco, forse gli Snake Bite Whisky belli e dannati anagraficamente parlando non lo sono più, ma l’attitudine sembra proprio rimasta quella che si respirava negli eighties.

Fra i riff energici e spensierati di “Sweet Cocaine” o dell’iniziale “Thunderbird”, la band dimostra di non voler girare tanto a lungo sull’introdurre i pezzi. Nessuna intro o parti allungate all’inverosimile, tutti i pezzi rientrano nei 4 minuti o poco più, l’ascolto complessivo non risente particolarmente di momenti di stanca, e gli Snake Bite Whisky non mostrano eccessivi cali nel proseguire dell’ascolto generale. Certo, alcune canzoni sembrano somigliarsi troppo, come nei ritornelli di “Raised On Hell” e della successiva “Creep Show”, ma ci pensa “Reload, Aim Kill” a riportare l’ascolto in carreggiata. Oggettivamente ci sono alcune, se non troppe autocitazioni della band stessa nella struttura dei pezzi, ma “Black Candy” non è affatto un disco sul quale stare a pensare troppo, o a cercare il messaggio nascosto, e diciamo che per ora gli si può perdonare qualcosa. Si conclude con la veloce “Dead By Dawn”, e “End Of The Line”, la quale richiama i migliori L.A. Guns.

Come passare una mezz’ora abbondante in compagnia di quattro scanzonati rockettari non più tanto giovani, ma diamine con che carattere! Questo è quello che si prova nell’ascolto di “Black Candy”. Innovazione, un termine che non sembra neanche essere entrato per un attimo nella mente della band durante la composizione del disco. Troverete in “Black Candy” tanto divertimento, ovviamente con tutte le imperfezioni e una quasi immobilità del sound che band del genere possono avere, soprattutto alla lunga distanza, ma se volete staccare da un turno lavorativo stressante o fregarvene di tutto e tutti, questo è il disco che fa per voi.
Recensione a cura di Francesco Metelli

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