Malignance - Dreamquest: The Awakening

Copertina 7

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2020
Durata:37 min.
Etichetta:Black Tears

Tracklist

  1. HE, THE CRAWLING CHAOS
  2. GOD OF WAR
  3. DREAMQUEST
  4. CHAAC
  5. THE CROSSBOWMAN
  6. FATHOMLESS I AM
  7. A RITUAL
  8. SEKHET-AARU

Line up

  • Arioch: all instruments, vocals

Voto medio utenti

I nostrani Malignance tornano con questo terzo full per un certo verso a casa.
Perché ritornano con la label genovese che li aveva fatti debuttare nel 2003, anche se la formazione black metal è diventata una one-man band.
Questo ritorno è composto da soli sette capitoli per poco più di mezz’ora utile a comprendere il percorso musicale, soprattutto senza nessun filler inutile ma badando alla sostanza.
L’opener “He, the crawling chaos”, viene aperto da un drumming in blast beats, da riffing maligni e un’influenza black svedese.
I tempi sono cadenzati con le chitarre in tremolo e un’epicità nera aleggia per l’intera composizione, con le vocals del nostro alte e furibonde; all’interno c’è anche una parte più cadenzata dove melodie nere convergono su un tappeto oscuro.
God of war” è un brano maligno che prende piede con un attacco in blast beats e riff densi.
Le vocals urlate e irose rendono bene il climax; ci sono anche cambi di tempo veloci con chitarre melodiche prima dell’ennesima sfuriata.
Chaac”, è un mid tempo cadenzato con uso di doppie vocals; un registro vocale profondo e uno urlato con anche cambi di tempo in blast beats.
Il pezzo non lascia il minimo respiro e pur essendo le chitarre taglienti hanno degli spiragli melodici.
Fathomless i am” sembra scritta dai Naglfar o dai Necrophobic; up tempo veloce e sulfureo con chitarre serrate.
Il tutto viene intervallato da parti più lente con un solo melodico e si sente l’influenza marcatamente classica e heavy nelle armonizzazioni.
La conclusiva “Sekhet-aaru” è distruttiva e maligna anche se ha una certa inflessione epicheggiante nei riffing di chitarra.
Il brano è quasi tutto in blast beats salvo brevi intermezzi e le vocals rabbiose comunicano un pathos emotivo evocando potenze oscure; la melodia anche in questa occasione viene dosata con perizia.
Un terzo album che conferma che la band è in buona salute e ha scelto la via svedese al black metal con conoscenza e uso dei mezzi, bel ritorno.

Recensione a cura di Matteo Mapelli

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