Copertina 7

Info

Anno di uscita:2020
Durata:72 min.
Etichetta:Sumerian Records

Tracklist

  1. THE COLOUR OF LOVE
  2. CONFESSIONS OF A DOPAMINE ADDICT
  3. CYR
  4. DULCET IN E
  5. WRATH
  6. RAMONA
  7. ANNO SATANA
  8. BIRCH GROVE
  9. WYTTCH
  10. STARRCRAFT
  11. PURPLE BLOOD
  12. SAVE YOUR TEARS
  13. TELEGENIX
  14. BLACK FOREST, BLACK HILLS
  15. ADRENNALYNNE
  16. HAUNTED
  17. THE HIDDEN SUN
  18. SCHAUDENFREUD
  19. TYGER, TYGER
  20. MINERVA

Line up

  • Jimmy Chamberlin: drums
  • Billy Corgan: vocals, guitar, bass guitar, synthesizers, production
  • James Iha: guitar
  • Jeff Schroeder: guitar
  • Katie Cole: backing vocals
  • Sierra Swan: backing vocals

Voto medio utenti

Non sono molte le voci in grado di emozionarmi alla prima sillaba pronunciata, e tra queste annovero sicuramente quella di Billy Corgan. Sarà che gli Smashing Pumpkins sono stati una fetta importante della mia adolescenza, sarà che il timbro unico dell’americano non è mai cambiato di una virgola in oltre trent’anni di onorata (?) carriera, fatto sta che ancora oggi quell’ugola è capace di sciogliermi letteralmente.

E anche per questo faccio fatica a essere del tutto imparziale quando parlo di un suo album.

Nel nuovo “Cyr” non ci sono gli Smashing Pumpkins irruenti degli esordi (“Gish”, “Siamese Dream”), quelli più ambiziosi di “Mellon Collie And The Infinite Sadness” (un minuto di silenzio, ndr) o di “Oceania”, o quelli più nostalgici di “Zeitgeist” o del precedente e controverso “Shiny And Oh So Bright”.

Qui, oltre a un po’ di cantautorato “di mestiere”, c’è tantissima (troppa?) elettronica di matrice 80s, figlia in parte di “Adore” - e di quel capolavoro di singolo che risponde al nome di “Eye”, da cui tutta questa fase di Corgan ha avuto inizio - e in parte della sua discografia solista (“TheFutureEmbrace”), a discapito del rock più canonico, di cui si può trovare qualche traccia giusto nel singolo “Wyttch”.

La fanbase di Billy Corgan, oggi più che mai, è divisa tra chi lo accusa di non essere più “quello di una volta” e chi lo critica per non essere stato in grado di reinventarsi con il passare degli anni. Io mi limito a sostenere che William Patrick Corgan (questo il suo vero nome) sia ancora in grado di stupire senza bisogno di strafare, e molte delle canzoni di “Cyr” ne sono la dimostrazione.

Se avete amato questa band come il sottoscritto, l’ascolto è vivamente consigliato a prescindere.

Recensione a cura di Gabriele Marangoni

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 15 dic 2020 alle 08:45

A me invece la voce di Corgan è tra quelle che più irritano il mio sistema nervoso... Pensa che nel primo solista di Io mi la traccia con lui alla voce è quella che salto sempre, nonostante apprezzi la parte strumentale.

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