Copertina 8,5

Info

Anno di uscita:2020
Durata:57 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. LION HEART
  2. WE PLAY FOR FREE
  3. HEART OF THE WARRIOR
  4. CARRY ME BACK
  5. SLEEPING WITH A MEMORY
  6. GOOD THING GONE
  7. UNFINISHED HEART
  8. FLAGSHIP
  9. GIVE IT AWAY
  10. ROCK & ROLL BOOMTOWN
  11. YOU’RE NOT A PRISONER
  12. NOW

Line up

  • Toby Hitchcock: vocals
  • Jim Peterik: vocals, background vocals, keyboards, guitars percussion.
  • Ed Breckenfeld: drums, percussion
  • Klem Hayes: bass
  • Mike Aquino: guitar
  • Colin Peterik: drums on “Lion Heart”
  • Kevin Campbell: bass on “Lion Heart”
  • Christian Mathew Cullen: synths, programming

Voto medio utenti

Inutile nasconderlo … per i rockofili della mia generazione, ascoltare e vagliare un disco dei Pride of Lions equivale ad abbandonarsi alla nostalgia, a rivivere sensazioni forti mai dimenticate, a immaginare che il mondo sia quel posto ricco di opportunità dove ci si può imporre grazie alla volontà e alla determinazione.
Ovviamente la situazione era e, soprattutto, è, “leggermente” più complessa, ma è sempre molto emozionante tornare a immergersi in questa illusione, sostenuti da una colonna sonora che sicuramente ammalierà i vecchi fans di Jim Peterik, chi ha imparato ad apprezzarlo per la felice partnership con Toby Hitchcock e magari, perché no, arrivare a conquistare nuovi adepti, che attraverso l’impeccabile prestazione del gruppo (e a tal proposito merita una segnalazione anche l’ottimo lavoro di Mike Aquino) potranno inalare a pieni polmoni le atmosfere di un’epoca che ha lasciato tracce indelebili nel cuore di tutti i “guerrieri romantici”.
La musica contenuta in “Lion heart” è il "solito" concentrato di melodia, epos e lirismo e anche se talvolta il coefficiente di teatralità rasenta il limite del kitsch, tra i suoi solchi c’è così tanta ispirazione e naturalezza da rendere il tutto perfettamente coerente e coinvolgente.
Trattare i singoli episodi del programma diventa così una sorta di “esercizio di stile” a cui tuttavia non mi sottrarrò, segnalando in prima istanza i momenti che mi hanno regalato all'istante le maggiori scosse emotive e che si chiamano "We play for free” (ah, quel piano battente che delizia … e che dire del refrain vagamente Desmond Child-iano …), "Heart of the warrior”, la frizzante “Good thing gone” e l’evocativa “Now”, senza dimenticare la suggestiva “Rock & roll boomtown” (con qualcosa di Styx e Kansas nell’impasto sonico) e la grintosa “You’re not a prisoner”, da consigliare a quelli che ritengono i nostri incapaci di variare la propria formula espositiva o “mostrare i muscoli”.
La sciccheria adulta “Carry me back”, la Foreigner-escaSleeping with a memory” e l’infettiva “Flagship” seguono a breve distanza nella graduatoria dell’apprezzamento, mentre se qualche brano (la title-track, la balladUnfinished heart", “Give it away”), poi, appare lievemente meno efficace e più prevedibile, è solo perché dai “migliori ci si aspetta il meglio” e si è dunque fatalmente indotti a soppesare con il bilancino ogni - in altre circostanze abbastanza trascurabile - minima flessione espressiva.
I Pride of Lions si confermano maestri nella copiosa trasmissione di emozioni, magari non inedite, e ciò nonostante maledettamente vere e intense, immuni al turbinio delle mode … in altre parole, “Lion heart” è l’ennesima bomba sonora pronta a deflagrare nei gangli sensoriali di tutti gli appassionati del genere.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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