Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2019
Durata:48 min.
Etichetta:Solitude Productions

Tracklist

  1. OMNIA AD DEI GLORIAM
  2. CHAPEL OF ABUSE
  3. A SHADOW IN THE DORMITORY
  4. ALONE WITH THE CROSS
  5. THE HALLOWED LEECH
  6. POOR SISTERS OF NAZARETH
  7. TO THOSE IN THE GRAVE
  8. WHEN GOD IS NOT WATCHING

Line up

  • Cantor Cinaedicus: invocations and enticements
  • Decanus Obscaenus: ropes and chains
  • Vicarius Vespillo: diggings and burials
  • Frater Flagellum: beatings and whippings

Voto medio utenti

Il monicker del gruppo e il titolo dell’albo in questione conducono fatalmente alla curiosità, ampliata ulteriormente da una successiva sommaria indagine, che evidenzia pseudonimi ecclesiastici e l’apparente trattazione di temi molto controversi, scabrosi e ahimè sempre attuali come le numerose storture della religione e l’immoralità che affligge parte dei suoi rappresentanti.
Difficile, in tale contesto, delineare il confine tra la semplice voglia di shockare e qualcosa di un po’ più approfondito, mentre alla prova dell’ascolto si può escludere che, al di là di alcune similitudini esteriori, l’intento dei Fvneral Fvkk sia di sfruttare il successo dei Ghost, tentando di allinearsi alle loro (felici) scelte stilistiche.
In “Carnal confessions” è di sicuro maggiormente rilevabile l’influsso di My Dying Bride, Paradise Lost, Solitude Aeturnus e Pallbearer, in un rosario musicale che si sgrana lungo una magniloquente e perversa liturgia gotica, capace di trasmettere all’astante un senso di dramma dove sacro e profano s’intrecciano morbosamente.
Il vocalizzo ieratico di Cantor Cinaedicus contribuisce a offrire al programma un’adeguata carica emozionale, la quale, tuttavia, non raggiunge costantemente livelli di piena inquietudine, destando qualche piccolo dubbio sull’intensità della fiamma ispirativa che alimenta i pur assai validi epic-goth-doomsters teutonici.
L’opera ha in ogni caso i mezzi per catturare ampiamente l’attenzione degli estimatori del genere, i quali però finiranno per essere trascinati in un cupo vortice non del tutto inviolabile e talvolta vagamente di maniera, ben orchestrato e parecchio coinvolgente, ma in cui i fattori di tangibile distinzione artistica appaiono abbastanza sporadici.
L’impeto evocativo raggiunge il suo climax in “Chapel of abuse”, “Alone with the cross”, "The hallowed leech” e nell’angoscioso cerimoniale di "Poor sisters of Nazareth”, brani certamente degni di convinta ammirazione, mentre altrove un pizzico di eccessivo schematismo finisce per zavorrare l’effetto emotivo complessivo.
I Fvneral Fvkk hanno il potenziale per fornire alla “causa” un importante contributo … li attendiamo a una prova di “maturità” espressiva che li elevi in maniera davvero risoluta dalla massa brulicante dei frequentatori delle tenebre.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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