Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2019
Durata:31 min.
Etichetta:Century Media Records

Tracklist

  1. FACULTIES OF TIME
  2. ABANDONED DESIRES
  3. PARALLAX
  4. ALL IS NOT LOST IS LONG FORGOTTEN
  5. THE CONSTANT DISSONANCE
  6. NEVER AGAIN
  7. ALL CONSUMING FILTH
  8. LET THE PLEASURE DESTROY ME
  9. IN APATHETIC ISOLATION
  10. THE VENOM COMES IN DROVES
  11. DESPONDENCY

Line up

  • Guido Montanarini: Drums
  • Markus: Guitars, Vocals
  • Gabriel "Gabbo" Dubko: Vocals, Bass
  • Petro: Guitars

Voto medio utenti

Vi sentite frustrati? Il mondo che vi circonda marcisce ogni giorno di più? La società in cui vivete vi deprime?
Nessun problema, esiste un rimedio che consente di ritrovare la giusta dose di rabbia per non mandarle a dire al vostro capo o a chi vi vessa. Di cosa si tratta? Beh lo avrete intuito: è il terzo disco degli Implore, il secondo uscito niente meno che per Century Media. Si tratta di una band tedesca che propone una miscela estremamente violenta tra una solida base hardcore (un crust spesso e volentieri tendente al grind) e influenze black/death metal. Le tematiche dei nostri si rivolgono con forza contro l'oppressione, sia essa di natura politica o religiosa, e contro l'alienazione che questa società produce sugli individui. Non di meno è presente una certa componente misantropica, andando spesso e volentieri a sottolineare la misera condizione degli esseri umani. Insomma, si tratta di gente incazzata nera... e si sente! Ma non crediate che questa rabbia si concretizzi in brani sempliciotti e senza pretese. I nostri sono bravissimi a creare brani certamente non arzigogolati (la durata media è piuttosto contenuta e l'impatto rimane la caratteristica più cercata) ma comunque ricchi di cambi di tempo e di umore, passando da feroci blast beat a mid tempo magniloquenti sostenuti dalla doppia cassa. Gustosi fraseggi di lead si inseriscono sempre nei punti giusti dei brani arricchendo da un lato il sound (conferendo maggiore personalità e struttura ai brani) e dall'altro facendo risaltare le sferzate più violente. Non si tratta solo di un disco molto violento strapieno di bei riff succulenti e vocals al vetriolo: i nostri sanno anche generare un certo umore maligno e sinistro grazie ad arpeggi tetri che, inseriti in modo perfetto in un contesto estraneo, restituiscono un certo flavour black metal.
La produzione è molto potente e dai suoni definiti ma questo non nega al disco di avere mixaggio molto equilibrato tra gli strumenti rendendoli tutti se non protagonisti in egual modo (è chiaro che le chitarre e la batteria spicchino sul resto) comunque parte fondamentale per la creazione del sound di "Alienated Despair".
La miscela esplosiva studiata dagli Implore si propone di galvanizzare l'ascoltatore in cuffia e di spazzarlo via in sede live, senza dargli un attimo di tregua. Per nostra fortuna il disco dura poco più di mezz'ora ma in quel lasso di tempo sa essere davvero annichilente e, per larghi tratti, entusiasmante.
Al primo ascolto colpisce duro, al secondo rapisce coi suoi riff più trita ossa e man mano che si procede con gli ascolti e l'assimilazione dell'album se ne apprezzano sempre di più tutti gli elementi, l'umore sprigionato e le diverse influenze. Semplicemente devastante.




Recensione a cura di Carnivals'

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