Copertina 8,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2019
Durata:54 min.
Etichetta:Nuclear Blast

Tracklist

  1. CHANT OF OBLIVION
  2. NO MORE ROOM IN HELL
  3. DOMINION
  4. DAMNED
  5. DEMON
  6. ABANDONED
  7. SHADOWCULT
  8. OMEN
  9. RITUAL
  10. THE WORD
  11. GRAVEN
  12. TEMPLE OF SAMAEL

Line up

  • Jeff Becerra: vocals
  • Emilio Marquez: drums
  • Daniel Gonzalez: guitars
  • Robert Cardenas: bass, backing vocals
  • Claudeous Creamer: guitars

Voto medio utenti

32 anni.
Trentadue anni dal meraviglioso Ep “The Eyes Of Horror”, uscito nel lontano 1987.
In questi 32 anni, ai famigerati Possessed ne sono successe di tutti i colori, reunion, scioglimenti, la paralisi di Becerra e altre cose, ma finalmente è uscito, dopo un anno di speculazioni e rumors, questo nuovo album, “Revelations Of Oblivion”.

Quando una band sta in silenzio per tutto questo tempo, fa dei concerti di reunion ogni tanto e torna con un disco, viene da pensare che non ci sia tutta sta grande ispirazione, che questo disco sia solo un pretesto per andare in tour e mettere due spicci nel conto in banca; ma questa volta non è (almeno non solo) per questo motivo. I Possessed, dopo 32 anni hanno ancora qualcosa da dire, e questo qualcosa che hanno da dire lo dicono con forza, rabbia e satanica cattiveria che non si sentiva NEL THRASH, a mio parere, dall’uscita di “South Of Heaven” degli, allora, amici Slayer.

Revelations Of Oblivion” è un disco oscuro e sinistro già dalla atmosferica intro, “Chant Of Oblivion”, che è la perfetta colonna sonora per un preludio di un sacrificio, o della venuta dell’anticristo sulla terra, per l’apertura delle sette porte dell’inferno e cose così.
Segue il primo singolo pubblicato, “No More Rooms In Hell”, brano avente una perizia, una furia, una crudeltà intrinseca che mettono fin da subito le cose in chiaro. I Possessed sono tornati, e sono tornati con un intento ben preciso, portarci tutti all’inferno a forza di mazzate nei denti.



Un aspetto, per chi scrive non prettamente positivo, ma che è diventato il marchio di fabbrica sia dei Possessed ma anche di altre bands, un nome su tutti: Venom, il satanismo “da cartoni animati” che si palesa nei testi e nei titoli della maggior parte dei brani.
Basti prendere come esempio il ritornello della già citata “No More Rooms In Hell”:
“I’ll bring you pain
Fire and hell, forever
Into the flames
Sacrifice together
Down into hell
The night devours the day
To see the chasm burn
I will show the way”
Ovviamente non sono soli i Possessed a scrivere testi così infantili e stereotipati, ma quando leggo dei versi simili mi vien da ridere e non me l’aspetto da uomini di 50 anni appena compiuti. Parentesi testi e satanisti da cartoni animati conclusa.

Continuiamo poi con il trittico “D”: “Dominion”, “Damned” e “Demon”. Ancora canzoni aventi tecnica, cattiveria e oscurità nell’anima, niente da dire, se non che l’assolo di “Damned” trovo che sia veramente mostruoso (il mio preferito di tutto il disco), senza però sminuire gli altri presenti nel ritorno dei Possessed. Gonzales e Creamer sono veramente dei maestri in questo, sia negli assoli che nella creazioni dei riff portanti delle canzoni, soprattutto i primo.

Un’altra traccia secondo me degna di nota è “The Word”, il quale riff iniziale ed alcune parti nel corpo sono realmente black metal, nei suoni e nell’esecuzione. Sonorità inaspettate, curiose, considerando che i Possessed sono per molti gli inventori (non che artefici del nome) del death metal.

Vorrei aprire un'altra parentesi sulla bellissima copertina, strapiena di dettagli ed easter eggs, a cura di tale Zbigniew Bielak, il quale ha prestato la penna ad altre bellissime copertine in ambito metal, come quella dell'ultimo Deicide, "Overtures Of Blasphemy", o l'ultimo Immolation, "Atonement", fino a "Prequelle" dei controversi Ghost. Un'artista formidabile dalle blasfeme ed oscure collaborazioni.

Immagine


Giungiamo poi all’ultima stanza di questo inferno, la bellissima e blasfema Outro “Temple Of Samael”, quello che per la religione ebraica è il nome dell’arcangelo della morte, oggetto del culto degli Ofiti, ma sempre servo di YHWH, nonostante compia per tradizione truci atti di distruzione e morte.

Così termina l’attesissimo ritorno degli storici Possessed, grande album. Disco dell’anno? Personalmente rispondo di no, ma possiede già questo titolo per molti dei fan che non vedevano l’ora di avere tra le mani questo disco.
Recensione a cura di Carlo Masoni

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 15 mag 2019 alle 12:59

Non ti meravigliare Ci sono o bands che parlano di sesso sfrenato a 60/70 anni 😂😂

Inserito il 15 mag 2019 alle 08:31

Bentornato Jeff Becerra!!! Carlo, ero già in fregola io, essendo un piccolo fan dei nostri, ma ora leggendo la tua recensione, voglio possedere questo grande ritorno e far tuonare gli amplificatori!

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