
Recentemente intervistato,
Mike Portnoy si è lasciato andare ad alcuni piccati commenti nei confronti dei Dream Theater, che dal canto loro non hanno lesinato critiche nelle ultime settimane. Insomma, dopo un addio condito da belle parole e dichiarazioni d'amore, ecco uscire tutto l'astio e le vere motivazioni dello split.
Queste le parole di Mike:
"Sapevo che qualcosa doveva cambiare nei Dream Theater...sfortunatamente quella cosa ero io, ma non ho mai voluto lasciare la band, non è mai stato nelle mie intenzioni. Pensavo davvero che avessimo bisogno di un break, perchè i rapporti si stavano un po' deteriorando. 25 anni senza pause sono un tempo lunghissimo e a volte certe relazioni hanno bisogno di una pausa per riaccendere la fiamma. Il mio era solo un suggerimento, ma sfortunatamente gli altri ragazzi non la vedevano come me e non hanno rispettato la mia richiesta. (...)Sul fatto che gli altri membri dei Dream Theater continuino a dichiarare che ora la band è molto più equilibrata e che Rudess abbia definito Portnoy come la "polizia dei Dream Theater":
"Mi ferisce leggere cose così, ma so anche che tanti siti e riviste non vedono l'ora di far partire dei litigi e puntano su queste cose, magari togliendo certe frasi dal contesto. Quindi so che devo prendere certe dichiarazioni molto alla leggera e non sentirmi offeso. Comunque...ok, forse sono più equilibrati, perchè la verità è che per tutto il tempo in cui ho fatto parte dei Dream Theater ero io a condurre lo show: non è un segreto e anche gli altri lo ammettono. Ero sempre il più attivo, il più appassionato e il più disposto a lavorare per la band. Ero quasi ossessionato dalla creatura e non permettevo a nessuno di farle del male o di cambiare le cose. Questo era come funzionavano le cose, quindi se ora senza di me la situazione è più bilanciata e tutti si dividono il lavoro...meglio per loro. Sapevano che senza di me il loro lavoro sarebbe aumentato in maniera esponenziale, se sono felici allora sono contento per loro.Sul fatto che nei "nuovi" Dream Theater siano sparite le voci growl e il suono si sia parecchio ammorbidito:
"Non posso parlare per loro, ma solo per me stesso. Io ho sempre cercato un'evoluzione. Tante persone volevano sempre e solo sentire Images & Words per il resto della nostra carriera, ma io ho sempre creduto che i Dream Theater dovessero essere una band in continua evoluzione, al passo coi tempi. Non volevo suonare Learning To Live per il resto della mia vita. Era importante introdurre elementi moderni nel nostro sound. Se gli altri non erano d'accordo, avrebbero anche potuto parlare prima: io Petrucci e Rudess scrivevamo praticamente sempre insieme. Se la direzione intrapresa non era di loro gradimento, potevano benissimo farlo presente. Non ero io il responsabile unico della direzione musicale, era una visione condivisa." Su un'ipotetica reunion futura:
"Beh, 25 anni insieme non si buttano dalla finestra. L'ho già detto tante volte: mai dire mai. Se i ragazzi mi chiedessero di lavorare ancora con loro, sicuramente ci penserei, ma certo dipenderà anche dalla mia vita in quel momento. La realtà però è che le cose ora sono diverse e continueranno a cambiare. Non penso che loro abbiano intenzione di tornare al passato e le cose con il nuovo drummer funzionano. Comunque, credo che se le cose dovessero cambiare in futuro, anche loro potrebbero pensare di richiamarmi. Insomma, tutti noi potremmo in futuro attraversare i ponti che ora ci dividono, ma adesso tanti ponti sono crollati: ci sarà molto da ricostruire"Sull'attuale rapporto con gli altri Dream Theater:
"Jordan è stato l'unico membro della band che ha rotto il silenzio e mi ha scritto delle belle e-mail, l'ho davvero apprezzato. Jordan è sempre stata una persona eccezionale. Myung e LaBrie non li sento dallo scorso Settembre. Con John Petrucci, invece, ci siamo visti ad Ottobre 2010 per cercare di sistemare le cose e quella è stata l'ultima volta in cui ci siamo parlati. Dopo non mi ha più risposto e ora è solo il suo avvocato a parlare con me. Quindi la situazione è questa: a me piacerebbe continuare la relazione con questi ragazzi, ma sfortunatamente per una qualche ragione è calato il silenzio e questo è molto triste. E' triste perchè questi ragazzi sono stati la mia famiglia per tanti anni e le cose ora sono cambiate.Sul fatto che i nuovi Dream Theater sembrino molto più seri senza di lui:
"E' vero, lo penso anche io. Con gli Adrenaline Mob ci divertiamo come pazzi. Nei Dream Theater avrei sicuramente avuto un futuro assicurato in termini economici e di carriera, ma non posso fare musica con le persone perchè devo farlo, ho bisogno di fare musica con le persone con cui voglio farlo."Di nuovo sul disco dei Dream Theater e sulle critiche di alcuni fan della band che lo accusano per il suo abbandono:
"E' triste, è una cosa che non avrei pensato di vedere nemmeno in un milione di anni. Sentire i Dream Theater senza di me mi ferisce per tantissimi motivi, è per questo che avrei voluto sono un break invece di uno split. Ma le carte in tavola cambiano e questa è la realtà, è una cosa che non posso controllare. Le critiche dei fan mi feriscono ancora di più, perchè ho dato tutto per loro in questi anni: tutto quello che facevo lo facevo per loro. Dai fan club ai siti web, dai bootleg alle scalette, dagli artwork al merchandise: tutto nei Dream Theater era pensato per i fan. Ora che tanti mi hanno voltato le spalle mi hanno spezzato il cuore. Tante volte evito anche di leggere ciò che mi scrivono, perchè fa veramente male. Comunque ci sono davvero tanti fan che ancora mi seguono con entusiasmo e io farò di tutto per renderli felici: rimarrò per sempre un artista fan-friendly, perchè è il mio modo di essere e non cambierà mai."Sul fatto che il recente tour europeo dei Dream Theater sia stato il primo della loro storia a prevedere una scaletta fissa ogni sera:
"Beh, tante cose cambieranno nel mondo dei Dream Theater, perchè finora io ho preso la maggior parte delle decisioni. Ci saranno cose migliori e cose peggiori"Sul fatto che in tanti abbiano osservato che il sound dei Dream Theater abbia perso la magia di un tempo senza di lui:
"Beh, gli elementi più forti e con maggiore personalità siamo sempre stati io e Petrucci, ma anche Moore nei primi tempi, così come Jordan ultimamente. Alla fine, però, tutto dipendeva da me e John, perchè Myung era importantissimo, ma sempre defilato, perchè lo è per sua natura. Il suond, lo stile e il cuore dei DT era l'accoppiata Portnoy-Petrucci. E' come quando Roger Waters e David Gilmour si sono separati: il sound dei Pink Floyd è cambiato per sempre. Io penso solo che se Petrucci fosse venuto da me l'anno scorso a chiedermi un break, io non avrei proseguito coi Dream Theater senza di lui. Avrei rispettato il suo desiderio e l'avrei aspettato, convincendo la band a fare altrettanto. E' triste che non sia stata la stessa cosa per me, perchè penso tuttora che i Dream Theater, alla fine, erano il risultato dell'unione di Portnoy e Petrucci".